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Torna lo sciame meteorico delle Geminidi, uno dei più attesi dell’anno

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Dicembre 11, 2025
in Approfondimento, Astronomia e astrofisica, News, Scienza, Sistema solare
Torna l’atteso sciame meteorico delle Geminidi. Ecco quando e come osservarlo
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A dicembre il cielo notturno regala uno degli spettacoli astronomici più attesi dell’anno: lo sciame meteorico delle Geminidi, tra i più intensi e brillanti sciami che si possono osservare dalla Terra.

Nel 2025 lo spettacolo raggiungerà il picco tra la notte del 13 e del 14 dicembre, offrendo l’opportunità di osservare da decine fino a un centinaio di meteore all’ora in condizioni favorevoli di cielo buio e limpido.

Le Geminidi sono particolarmente amate perché, oltre a essere uno sciame con un’alta attività, spesso mostrano colori diversi, dal bianco intenso al giallo e al verde, e scie più lente ed evidenti rispetto ad altri sciami. Sono visibili in tutto il mondo nelle notti di dicembre, fino a circa il 20, ma il picco massimo si concentrerà nella notte centrale della terza settimana del mese.

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Quello delle Geminidi è l’unico grande sciame meteorico non generato da una cometa, come accade per la maggior parte degli altri, ma dai detriti lasciati da un asteroide. Questo rende la loro origine e composizione ulteriore oggetto di interesse per astrofili e anche ricercatori.

Da dove provengono le Geminidi?

Le Geminidi sono meteore che vediamo quando minuscoli frammenti di polvere e roccia, chiamati meteoroidi, entrano nell’atmosfera terrestre ad alta velocità e si surriscaldano, creando le scie luminose che spesso vengono dette “stelle cadenti”.

Ciò che rende questo sciame davvero unico è la sua fonte: mentre la maggior parte delle “piogge” di meteore sono originate dalla polvere lasciata da comete che si avvicinano al Sole, le Geminidi provengono dall’asteroide 3200 Phaethon, un corpo roccioso che in realtà condivide molte caratteristiche simili a quelle di una cometa.

Animazione realizzata a partire da immagini radar dell'asteroide 3200 Phaethon, ottenute dall'Osservatorio di Arecibo nel 2017. Credits: Arecibo Observatory/NASA/NSF
Animazione realizzata a partire da immagini radar dell’asteroide 3200 Phaethon, ottenute dall’Osservatorio di Arecibo nel 2017. Credits: Arecibo Observatory/NASA/NSF

Phaethon si avvicina molto al Sole durante la sua orbita, tanto da scaldarsi a temperature estremamente elevate. Questo porta alla perdita di materiali dalla sua superficie (un processo non ancora del tutto compreso) che poi si disperdono nello spazio formando una scia di detriti. È questa scia di polveri e frammenti che la Terra attraversa ogni anno a dicembre, nel corso della propria orbita intorno al Sole, dando origine alle Geminidi.

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La direzione in cielo da cui sembrano provenire le meteore, chiamata radiante, è la costellazione dei Gemelli (da cui il nome “Geminidi”), visibile soprattutto nelle ore centrali della notte. Quando il radiante è più alto nel cielo, aumenta la probabilità di vedere un numero maggiore di meteore.

Perché sono colorate?

Le Geminidi sono celebri anche per la varietà di colori con cui attraversano il cielo. Questa caratteristica deriva principalmente dalla composizione chimica dei frammenti che generano lo sciame.

3200 Phaethon, infatti, rilascia particelle composte da minerali differenti. Quando questi minuscoli meteoroidi entrano nell’atmosfera terrestre a velocità estremamente elevate, l’aria che li precede si comprime e si scalda fino a ionizzarsi. Il meteoroide inizia così a riscaldarsi, a frammentarsi e, in parte, a vaporizzarsi. Durante questo processo, gli elementi chimici che costituiscono il frammento emettono luce a lunghezze d’onda specifiche, producendo i colori caratteristici.

Il colore indicativo delle meteore a partire dalla diversa composizione chimica dei meteoroidi.
Il colore indicativo delle meteore a partire dalla diversa composizione chimica dei meteoroidi.

Il sodio tende a generare tonalità giallo–arancioni, il magnesio produce scie biancastre-bluastre molto luminose, mentre il ferro può contribuire a sfumature più gialle o verdastre. Alcune meteore particolarmente ricche di calcio o di altri elementi possono mostrare colori più freddi, come blu e verde, e con azoto e ossigeno, più rossi. La combinazione di queste emissioni, insieme alle condizioni atmosferiche e alla velocità di ingresso, rende lo sciame delle Geminidi uno dei più variopinti e affascinanti.

Quando e come osservare lo sciame nel 2025

Lo sciame delle Geminidi è attivo da inizio dicembre, ma il suo apice di visibilità, ovvero quando si potranno osservare il maggior numero di meteore all’ora, è previsto come dicevamo nella notte tra il 13 e il 14 dicembre.

In condizioni di cielo buio, e in assenza di molta luce lunare (quest’anno il momento è ideale, perché la Luna sarà calante e pari solo a una falce in cielo), possono essere visibili fino a 100–120 meteore all’ora, o anche di più, nelle migliori situazioni di osservazione.

Il momento migliore per uscire a osservarle è di solito dopo le 22:00, con un picco tipico nelle prime ore del mattino, quando il radiante in Gemelli è più alto sopra l’orizzonte, a est. Non serve alcuno strumento ottico particolare: gli occhi nudi e un orizzonte libero da ostacoli sono la combinazione ideale per ammirare lo spettacolo. È sempre utile anche lasciare che gli occhi si adattino al buio per almeno 20 minuti prima di iniziare l’osservazione.

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Tags: AsteroideGeminidimeteoresciame meteoricoSistema solare

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