Il 28 ottobre 2025 la società italiana Officina Stellare, specializzata nella produzione di componenti ottici per il settore spaziale e la società Global Aerospace Technologies Group (GATG) hanno annunciato una incorporazione.
L’assemblea dei soci del 28 ottobre 2025 ha dato via libera al progetto di fusione per incorporazione di GATG in Officina Stellare, a sua volta quotata sul mercato Euronext Growth Milan.
Secondo il comunicato, l’operazione prevede che GATG venga incorporata in Officina Stellare a un rapporto di cambio di 2.187 azioni di Officina Stellare per ogni azione di GATG. La fusione, una volta completate le necessarie condizioni, incluse quelle eventualmente regolamentari, porterà a un’unica entità industriale che opererà nei comparti opto‑meccanici, ottica spaziale e sistemi per la difesa. Non risultano al momento pubblici tutti i dettagli relativi alle approvazioni antitrust o al “Golden Power” del Governo, tipiche di operazioni nel settore strategico.
Officina Stellare ha recentemente collaborato a programmi rilevanti: ad esempio un contratto del valore di circa 7,5 milioni di euro con Thales Alenia Space Italia per lo sviluppo della stazione ottica di terra “HyDRON Element #2” nell’ambito del programma ARTES Scylight della Agenzia Spaziale Europea (ESA) che punta a comunicazioni laser ad altissima velocità.
Inoltre, la società ha sottoscritto accordi con Skyloom Global Corp. (USA) per la realizzazione del progetto “Skyloom Europe” e di una fabbrica in Veneto dedicata alla produzione di terminali ottici per collegamenti terra‑spazio e orbita‑orbita, stimata in un mercato da circa 12 miliardi di euro entro il 2031.
Una fusione per il mercato
Anche con questo accordo, il settore spaziale italiano ed europeo mostra segnali di maggiore consolidamento industriale, anche per rispondere alle esigenze di massa critica e catena di fornitura strategica. In questo contesto, operazioni di integrazione come questa diventano strumento per accrescere capacità tecnologiche e industriali nazionali. In particolare, Officina Stellare stessa afferma nel proprio bilancio che l’apertura ad “opportunità di sviluppo inorganico, anche tramite operazioni straordinarie” è uno dei pilastri della strategia di lungo termine.
Il progetto di fusione sarà soggetto alle formalità previste, tra cui le delibere assembleari, gli atti notarili, l’eventuale parere degli organi vigilanti e l’iscrizione nel registro delle imprese. Una volta finalizzato l’assetto, l’operazione potrà portare a un’unica entità che gestisce l’intero ciclo, dalla progettazione ottica alla realizzazione di sistemi e terminali spaziali.
Non sono ancora state rese note tempistiche definitive per la chiusura, né dettagli precisi sulle eventuali condizioni poste da autorità italiane o europee. Fin da ora, però, è previsto che la società risultante rafforzi la propria posizione anche nei programmi governativi italiani, ad esempio quelli promossi dalla Agenzia Spaziale Italiana (ASI), e possa partecipare con maggiore forza alle gare internazionali.











