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Conclusa la missione Fram2, la prima a portare esseri umani in orbita polare

Andrea D'Urso di Andrea D'Urso
Aprile 4, 2025
in Esplorazione spaziale, News, Space economy, SpaceX
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Dopo 3 giorni, 14 ore e 33 minuti trascorsi in orbita terrestre polare, la missione Fram2 si è conclusa con successo con un ammaraggio avvenuto nell’Oceano Pacifico, al largo delle coste della California, alle 18:19 del 4 aprile 2025. Hanno così fatto ritorno a Terra Chun Wang, il comandante e finanziatore della missione, Jannicke Mikkelsen, Rabea Rogge ed Eric Philips.

Con la fine di Fram2, SpaceX è riuscita a raggiungere nuovi importanti traguardi per quanto riguarda l’esplorazione spaziale umana. Grazie a questa missione, infatti, sono stati stabiliti diversi primati, il più importante dei quali è l’aver trasportato in orbita polare un equipaggio. Nella storia dell’esplorazione spaziale l’essere umano non si era mai spinto a queste latitudini.

Questa particolare orbita, infatti, rischia di esporre l’equipaggio ad alti livelli di radiazioni, che potrebbero provocare danni alla salute. Le radiazioni, inoltre, rappresentano un pericolo per la strumentazione elettronica, fondamentale per il funzionamento di tutta la strumentazione di bordo.

Dopo Inspiration4, condotta nel 2021, e Polaris Dawn, nel 2024, SpaceX ha ora condotto con successo la terza spedizione in orbita senza che la Dragon attraccasse alla ISS. Gli astronauti hanno così dovuto affidarsi esclusivamente ai sistemi di bordo della capsula per la loro sopravvivenza.

I successi della missione Fram2

Nel corso del loro viaggio attorno alla Terra, i quattro astronauti hanno condotto 22 ricerche, focalizzate principalmente sullo studio del comportamento del corpo umano in orbita. Il primo giorno, come raccontato da Wang, hanno dovuto affrontare quello che viene definito “mal di spazio”. La microgravità comporta una differente distribuzione dei fluidi corporei e questo genera, in molti casi, diversi disturbi, tra cui la nausea. Già dal secondo giorno, l’equipaggio di Fram2 è riuscito ad adattarsi a questa particolare condizione.

Un particolare esperimento condotto in orbita si chiama SpaceXray e consisteva nell’utilizzo di un apposito strumento per ottenere immagini a raggi X. Wang ha condiviso una radiografia che mostra una mano con un anello, in omaggio alla storica lastra ottenuta per la prima volta nel 1895.

Per Fram2, come accaduto con Inspiration4, la Dragon è stata dotata di una cupola che ha permesso agli astronauti di osservare la Terra e i suoi poli. La regista norvegese Jannicke Mikkelsen ha sfruttato questa “finestra” privilegiata per ottenere immagini e video in alta definizione. La strumentazione trasportata sulla Dragon per effettuare le riprese ha richiesto a SpaceX l’installazione di prese USB e di un sistema per collocare i diversi power bank, senza che questi rappresentassero un pericolo.

 

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SpaceX ha dotato la Dragon anche di un sistema di comunicazione laser, permettendo così alla capsula di connettersi alla rete Starlink. Questo tipo di connessione era già stato collaudato durante la missione Polaris Dawn e ora ha permesso nuovamente agli astronauti di avere accesso a internet dallo spazio. L’equipaggio ha sfruttato la connessione anche per effettuare videochiamate, tra cui una direttamente con Elon Musk.

L’ammaraggio in California

Un ulteriore primato stabilito con Fram2 è il rientro avvenuto al largo della California. SpaceX ha infatti deciso di non far rientrare più le Dragon nell’Oceano Atlantico, ma di preferire il Pacifico per una migliore gestione della sezione non pressurizzata della Dragon, chiamata anche “trunk”.

Si tratta di un cilindro su cui sono montati diversi dispositivi essenziali, come i pannelli solari e i radiatori per la gestione delle temperature. La Dragon si separa dal trunk pochi minuti prima di iniziare la fase di rientro in atmosfera, liberando in questo modo lo scudo termico. Il trunk, non essendo dotato di un sistema propulsivo, rientra sulla Terra in maniera incontrollata e spesso non prevedibile con precisione.

Vi sono state diverse segnalazioni di componenti del trunk arrivati sulla terraferma. L’ultimo caso è stato documentato in Marocco, a seguito del rientro della Dragon della missione Crew-9. Fortunatamente, in nessun caso sono stati segnalati feriti.

La scelta della California per l’ammaraggio della Dragon permette a SpaceX di seguire una traiettoria che consente di effettuare un rientro più preciso anche del trunk. A differenza delle precedenti missioni, il trunk viene rilasciato un minuto dopo il deorbit burn, e non prima. In questo modo SpaceX è sicura che la sezione non pressurizzata rientra nell’Oceano Pacifico.

Una volta che l’ammaraggio è avvenuto correttamente e la Dragon era al sicuro a bordo della barca di recupero, l’equipaggio è uscito dal Dragon senza assistenza. Questo è servito per raccogliere dati sulla capacità degli astronauti di svolgere compiti funzionali da soli dopo un periodo di permanenza nello spazio. In ordine sono usciti la pilota tedesca Rabea Rogge, l’esploratore polare australiano Eric Philips, la regista norvegese Jannicke Mikkelsen e infine Chun Wang, imprenditore maltese di origine cinese e finanziatore della missione.

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Tags: astronautiDragonfram2polareSpaceX

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