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Nel 2029 la Cina lancerà la missione Solar Polar-orbit Observatory, per studiare i poli del Sole

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Febbraio 26, 2025
in Agenzie Spaziali, Cina, Esplorazione spaziale, News, Scienza, Sistema solare
Il Sole ripreso nell'ultravioletto estremo dal Solar Dynamics Observatory il 16 ottobre 2024, nella fase di massimo del ciclo 25. Credits: NASA SDO

Il Sole ripreso nell'ultravioletto estremo dal Solar Dynamics Observatory il 16 ottobre 2024, nella fase di massimo del ciclo 25. Credits: NASA SDO

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La Cina sta preparando una missione spaziale per l’esplorazione dei poli del Sole, una regione finora poco studiata che potrebbe fornire nuove informazioni sulla nostra stella: il Solar Polar-orbit Observatory (SPO). Questo progetto, guidato dall’Accademia Cinese delle Scienze (CAS), si inserisce nel quadro del piano di esplorazione spaziale cinese fino al 2050, pubblicato a ottobre 2024.

La missione è stata selezionata nel 2024 per la terza fase dello Strategic Priority Program (SPP) della CAS. Prevede l’invio di una sonda fuori dal piano dell’eclittica, per ottenere una visione diretta dei poli solari, con l’obiettivo di approfondire la comprensione dei processi che governano l’attività solare e il suo ciclo di 11 anni.

Il 25 febbraio 2025, Luo Bingxian del National Space Science Center (NSSC) ha annunciato che la Cina prevede di lanciare il Solar Polar Orbit Observatory all’inizio del 2029.

Il Solar Polar-orbit Observatory

SPO è progettata per uscire dal piano dell’eclittica, l’orbita in cui si trovano la maggior parte dei pianeti del Sistema Solare, permettendo così l’osservazione diretta dei poli nord e sud del Sole. Questa traiettoria offrirà una prospettiva unica, consentendo agli scienziati di studiare le caratteristiche magnetiche e dinamiche delle regioni polari solari, che giocano un ruolo cruciale nella generazione del campo magnetico solare e nell’origine del vento solare.

Solo una manciata di veicoli spaziali ha lasciato il piano dell’eclittica. La missione Ulysses di ESA/NASA, lanciata nel 1990 e attiva fino al 2009, orbitò attorno al Sole a circa 80 gradi rispetto all’eclittica per effettuare osservazioni solari. SPO dovrebbe orbitare con un’inclinazione di circa 60-70 gradi, secondo gli studi pubblicati finora. Per raggiungere questa orbita, la sonda dovrà eseguire una manovra di assistenza gravitazionale di Giove simile a quella realizzata da Ulysses.

La missione includerà strumenti avanzati per la misurazione dei campi magnetici, l’osservazione delle emissioni solari e l’analisi delle particelle energetiche, fornendo dati essenziali per comprendere meglio fenomeni come le tempeste solari e le loro interazioni con la Terra.

Credits: Andrew Jones via X
Credits: Andrew Jones via X

Gli obbiettivi

Nel 2022, la Cina ha lanciato l’Advanced Space-based Solar Observatory (ASO-S), la prima missione asiatica dedicata allo studio del Sole, focalizzata principalmente sull’osservazione delle espulsioni di massa coronale e dei brillamenti solari.

SPO, invece, mira a fornire la prima osservazione di imaging frontale delle regioni polari solari, rivelando l’origine del ciclo di attività magnetica solare. Produrrà anche una mappatura dello spazio interplanetario del Sole.

La missione rappresenta quindi un passo avanti significativo, poiché le regioni polari del Sole sono state finora poco esplorate, con l’unica eccezione di Ulysses. Attualmente, solo la missione Solar Orbiter di ESA/NASA che ha da poco eseguito un flyby di Venere potrà arrivare a osservare e studiare i poli solari.

Comprendere le dinamiche dei poli solari è fondamentale per spiegare il ciclo solare, prevedere l’attività solare e mitigare gli effetti delle tempeste geomagnetiche sulla Terra, che possono influenzare le comunicazioni satellitari, le reti elettriche e altri sistemi tecnologici.

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Tags: CASCinaeclitticaEsplorazione spazialepoli solariSolar Polar-orbit ObservatorySole

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