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Una capsula Soyuz ha provocato un altro cambio improvviso di assetto della ISS

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Ottobre 16, 2021
in Agenzie Spaziali, Esplorazione spaziale, ISS, NASA, News
La capsula Soyuz MS-18 attraccata al modulo Nauka. Credits: Roscosmos.

La capsula Soyuz MS-18 attraccata al modulo Nauka. Credits: Roscosmos.

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Venerdì 15 ottobre un test ai propulsori della capsula Soyuz MS-18 ha provocato un imprevisto cambio di assetto della ISS. Durante l’emergenza la stazione si è ruotata di 57 gradi ma è stata riportata in pochi minuti nella sua posizione corretta. Roscosmos, che ha diffuso la notizia tramite una nota ufficiale ha dichiarato che la ISS e gli astronauti a bordo non sono mai stati in pericolo. Si tratta in ogni caso del secondo incidente in pochi mesi a provocare un cambio di assetto della ISS. Il primo, fu provocato a Luglio dal modulo Nauka, che subito dopo il suo attracco fece ruotare la ISS di 540 gradi.

Il test ai propulsori della capsula Soyuz era in corso da parte del cosmonauta Oleg Novitsky quando lui stesso è stato avvisato dal centro di controllo di Mosca del cambio di assetto. Questo test era d’obbligo per l’imminente separazione della capsula dalla ISS. La Soyuz MS-18 infatti, si trova nello spazio da Aprile, ed è previsto il suo undocking per questa mattina (sabato 16 ottobre ore 11:15 italiane). L’atterraggio nella steppa del Kazakistan è invece previsto per le 5:30 di domenica mattina, sempre orario italiano. A bordo della capsula saranno presenti l’attrice Julija Peresild e il regista Klim Šipenko oltre al cosmonauta Oleg Novitsky. In questo video è ripreso un timelapse dall’esterno della Stazione, mostrando il cambiamento di assetto.

https://www.astrospace.it/wp-content/uploads/2021/10/liamkennedy_540x360_1449055329833029632.mp4

Ancora problemi ai propulsori russi

La causa dell’incidente non è chiara e Roscosmos non ha ancora fornito nessuna dichiarazione ufficiale sulle cause. Timothy Creamer, un direttore di volo della NASA che era in servizio, ha dichiarato che i propulsori della Soyuz si sono spenti dopo aver raggiunto un limite di qualche tipo, forse per aver usato tutto il propellente. Il test che in corso in quel momento era una procedura standard effettuata con tutte le capsule Soyuz prima del undocking dalla ISS.

Durante un livestream della NASA è stato inoltre comunicato che questo imprevisto ha ritardato alcune riprese del film di Julija Peresild, da effettuare sulla cupola di osservazione della ISS. Nel seguente video, è stata realizzata da Liam Kennedy un’animazione della rotazione imprevista della ISS.

Here is my animation of this LOAC from the live telemetry.

note: My ISS model is “lacking” a few essential details, including MS18 which was the source of the shenanigans today.

Still, it shows what happened to the @Space_Station as a whole.

(via @BlenderDev) pic.twitter.com/GfQDshFdMm

— Liam Kennedy (@liamkennedy) October 15, 2021

Le conseguenze dell’incidente con Soyuz MS-18

Dopo questo incidente sono saliti già a due le rotazioni impreviste causate dai propulsori russi alla ISS. La prima, ben più grave, è stata provocata a Luglio dal modulo Nauka. Non ci sono prove del fatto che i due incidenti siano collegati, anche se la Soyuz MS-18 è la prima capsula mai attraccata al modulo Nauka. Queste manovre impreviste, nonostante non comportino pericolo per gli astronauti, mettono pesantemente sotto stress la Stazione Spaziale Internazionale.

In primo luogo la struttura stessa della ISS, che proprio nel segmento russo inizia a sentire il peso degli anni. Inoltre gli esperimenti posti all’esterno della Stazione subiscono sbalzi termici improvvisi e non previsti. Gli stessi pannelli solari, a ogni cambio di orientazione della ISS cambiano il loro rendimento di produzione di energia elettrica e sono costretti a manovre per cercare di mantenere l’orientazione verso la luce.

Tutto questo rischia di aggravare sempre più le già delicate relazioni fra i partner internazionali e Roscosmos. NASA ed ESA vorrebbero infatti continuare a supportare la ISS fino al 2030, data per la quale hanno già confermato i primi budget, mentre l’Agenzia Spaziale Russa ha più volte affermato la sua volontà di lasciare il progetto entro il 2025.

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Tags: ISSRoscosmosSoyuz

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