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Airbus protesta sugli ultimi contratti satellitari affidati a SpaceX

Damiano Faro di Damiano Faro
Novembre 8, 2020
in News, Satelliti, Space economy, SpaceX
Un render di un satellite OneWeb. Credit: Airbus

Un render di un satellite OneWeb. Credit: Airbus

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A inizio ottobre la Space Development Agency (SDA) ha affidato la costruzione di 8 satelliti per il rilevamento e il tracciamento di missili balistici e ipersonici a SpaceX e L3Harris. I contratti prevedono uno stanziamento di 149 milioni di dollari all’azienda di Musk e 193.5 milioni a L3Harris. Questi satelliti andranno a formare la prima versione della rete satellitare chiamata Tracking Layer Tranche 0, una nuova infrastruttura della National Defense Space Architecture. Alla gara d’appalto parteciparono anche Airbus e Raytheon, che non vennero però selezionate.

La protesta di Airbus e Raytheon

Airbus ha offerto alla SDA una proposta basata sul bus (“la scocca”) dei satelliti Arrow, realizzati da OneWeb Satellites in Florida. Airbus US Space and Defense ha quindi presentato protesta ufficiale per il risultato dei contratti il 28 ottobre. Quella di Raytheon è stata invece presentata il 3 novembre. Il Government Accountability Office (GAO), un ufficio di vigilanza del congresso sui finanziamenti governativi, ha tempo fino all’11 febbraio 2021 per emettere una decisione sul caso. Fino a quel momento, i progetti per SpaceX e L3Harris sono stati sospesi.




La protesta nasce, secondo un portavoce di Airbus, durante la revisione post-aggiudicazione dei contratti, quando sono nati dei dubbi sui vari processi di valutazione del governo. Infatti, secondo Airbus, la loro offerta era adatta ai criteri di valutazione della SDA. In particolare, per quanto riguardava l’aspetto di produzione in serie di numerosi satelliti, offrendo il bus dei satelliti Arrow, prodotti da OneWeb Satellites. Per questo motivo l’azienda ha presentato una denuncia ufficiale al governo americano. Da parte di Raytheon invece non arriva alcun commento riguardo la protesta.

Cosa succederà ora?

Un portavoce della Space Development Agency ha affermato che stanno collaborando insieme al GAO per arrivare ad una soluzione rapida ed equa alle proteste ricevute sui contratti dell’SDA. Le conseguenze per la missione non sono ancora ben note, ma potrebbero esserci dei ritardi consistenti sui processi di produzione.

L’obiettivo dell’agenzia è di lanciare i primi 8 satelliti nell’autunno del 2022, ma fino a quando la protesta non sarà risolta le due aziende momentaneamente appaltatrici non possono continuare al lavorare sul progetto. L’interruzione degli sviluppi da parte di SpaceX e L3Harris è però una prassi standard nel caso in cui arrivino proteste. Non è insolito, infatti, che una cosa del genere possa accadere durante competizioni contrattuali governative.

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Tags: AirbusOneWebSpaceXstarlink

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