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L’esercito americano userà Starlink. C’è l’accordo con SpaceX

L’Esercito Statunitense e SpaceX hanno firmato un accordo (“Cooperative Research and Development Agreement” o più brevemente CRADA) per sperimentare l’utilizzo della rete Starlink sui futuri campi di battaglia. La durata dei test dovrebbe essere di circa tre anni.

Le tempistiche non devono spaventare, quando si tratta di acquisire tecnologia sviluppata da aziende private l’esercito USA procede sempre cautamente e i CRADA sono stati creati praticamente a questo scopo.

Durante i prossimi tre anni l’intera rete verrà testata a fondo, verrano valutate le effettive potenzialità, analizzata la fattibilità di utilizzo in scenari di guerra e quante e quali modifiche dovranno essere apportate per poter utilizzare queste nuove connessioni con la strumentazione già in uso.

I vantaggi militari di Starlink.

L’attuale tecnologia presenta notevoli problemi: i normali satelliti hanno una maggiore latenza, hanno molte più limiti di banda e sono ovviamente “saturati” in quanto utilizzati per molteplici scopi. Rispetto a quest’ultimi la tecnologia Starlink di SpaceX promette invece non solo di essere più veloce ma anche di riuscire a trasmettere una quantità di dati notevolmente maggiore e con minori tempi di latenza, tutti aspetti fondamentali in uno scenario di guerra.

Elon Musk col Comandante John Thompson durante un congresso dell’Air Force Space Association. In quell’occasione lasciò trasparire di approvare il progetto di formazione della Space Force.

I test che verranno eseguiti nei prossimi tre anni saranno quindi mirati proprio a verificare quanto la tecnologia di Musk sia migliore rispetto a quella già in uso. Verrà sopratutto valutato l’aspetto dei costi, così come della protezione dei dati inviati/ricevuti.

Le parole di Joseph Welch, uno dei responsabili del settore comunicazione dell’esercito, sottolineano proprio questo aspetto:

“We have limited SATCOM today across our maneuver formations (…) One of the biggest challenges is integrating hardware and software apps into Army formations”

“Abbiamo SATCOM [comunicazioni satellitari] limitate tra le nostre truppe (…) Una delle più grandi sfide è integrare hardware e software all’interno delle truppe”

L’Esercito, per connettersi gli attuali satelliti, deve usare pannelli larghi e piatti con funzione di antenna, questo allo scopo di individuare e agganciare i satelliti necessari alla comunicazione. Questa è una soluzione decisamente non ottimale che si aggiunge ai problemi evidenziati poco sopra, un progetto come Starlink quindi, non poteva che destare interesse.

Non una novità

Non è notizia nuova quella del possibile uso della rete Starlink da parte dell’Esercito USA ma se prima erano prevalentemente voci di corridoio e niente di confermato ora è arrivata l’ufficialità e tutto ciò costituisce sia un enorme traguardo che un importante inizio.

L’accordo odierno sancisce infatti la potenziale bontà della rete satellitare. Ciò permetterà al progetto, nel caso di definitiva adozione da parte dell’esercito, di avere un roseo futuro davanti a sè. Dall’altra parte questi prossimi tre anni di test potrebbero arrecare un’enorme battuta d’arresto nel caso in cui il progetto si rivelasse non così performante, troppo costoso o proprio inefficiente. Un rifiuto di adottarlo da parte dell’esercito potrebbe mettere in serio pericolo l’esistenza stessa del progetto Starlink.