Per la prima volta, Starship ha completato una vera missione in orbita. Durante il quattordicesimo volo, iniziato alle 14:48 italiane del 28 settembre 2026 da Starbase, in Texas, la Ship 41 ha raggiunto un’orbita a 276 km di altezza e ha rilasciato 26 satelliti Starlink V3 operativi.
È un risultato importante per il programma di SpaceX: il primo volo di Starship, il 20 aprile 2023, era durato solamente pochi minuti e si era concluso prima ancora della separazione tra Ship e Super Heavy. Tre anni e mezzo e tredici voli dopo, Starship è diventata anche un vettore orbitale.
Il volo 14 non è stato però privo di problemi. Un motore Raptor del Booster 21 si è spento durante la salita, e altri problemi sono emersi durante il ritorno del Super Heavy. Anche uno dei Raptor Vacuum della Ship 41 si è spento prima del previsto, costringendo SpaceX a valutare le condizioni del veicolo prima di procedere con l’inserimento in orbita.
I problemi del Booster 21
Durante i primi minuti dopo la partenza, Starship ha completato regolarmente le manovre già effettuate nei test precedenti, ma a un minuto e 16 secondi dalla partenza uno dei 33 Raptor del Booster 21 si è spento prima del previsto. Gli altri motori sono riusciti a compensare la perdita e il volo è proseguito.
Dopo l’hot staging e la separazione dalla Ship 41, il Super Heavy ha iniziato il boostback burn per tornare verso il punto prestabilito nel Golfo del Messico. In questa fase, il Raptor che si era spento durante la salita non si è riacceso e anche un secondo motore è rimasto spento. Il Booster 21 ha quindi effettuato la manovra con 11 dei 13 motori previsti.
Problemi simili erano comparsi anche durante il volo precedente. In quel caso, SpaceX aveva spiegato che la formazione di ghiaccio aveva ostruito alcuni elementi delle tubazioni utilizzate per alimentare i motori. Non è ancora noto se durante il volo 14 si sia verificato lo stesso problema.
A 6 minuti e 37 secondi dalla partenza, il Booster 21 ha riacceso 11 dei 13 Raptor previsti per rallentare la discesa. Il Super Heavy è arrivato sulla superficie del mare molto inclinato ed è poi esploso. Prima di tentare nuovamente una cattura al volo del booster saranno quindi probabilmente necessari altri test.
Per la prima volta, Starship entra in orbita
La parte più importante del volo riguardava però la Ship 41. Dopo la separazione, i suoi sei Raptor sono rimasti accesi per circa sei minuti per inserirla inizialmente su una traiettoria suborbitale.
A 7 minuti e 18 secondi dal decollo, uno dei Raptor Vacuum si è spento prima del previsto. Gli altri motori sono rimasti accesi per circa dieci secondi in più per compensare la perdita di spinta e SpaceX ha iniziato a valutare se procedere comunque con l’ingresso in orbita.
Inizialmente, durante la diretta, era stato comunicato che la manovra non sarebbe stata effettuata. Dopo aver analizzato le condizioni del veicolo, però, i tecnici hanno dato il via libera. A 25 minuti e 20 secondi dalla partenza, la Ship 41 ha quindi acceso uno dei Raptor centrali, circolarizzando la propria traiettoria a circa 276 km di altezza. Per la prima volta nella storia del programma, una Starship era in orbita attorno alla Terra.
I primi 26 Starlink V3 operativi
A bordo della Ship 41 erano presenti anche 26 satelliti Starlink V3. A differenza dei simulatori utilizzati durante i voli precedenti, si trattava dei primi satelliti V3 operativi destinati a entrare nella costellazione Starlink.
Gli Starlink V3 sono molto più grandi e pesanti rispetto agli Starlink V2 Mini lanciati con il Falcon 9 e sono stati progettati fin dall’inizio per volare proprio a bordo di Starship. Ogni satellite potrà fornire fino a 1 terabit al secondo di capacità in downlink e, quando il nuovo vettore sarà pienamente operativo, SpaceX prevede di poterne trasportare fino a 60 per lancio.
Il rilascio dei 26 satelliti è iniziato circa 34 minuti dopo la partenza ed è durato complessivamente mezz’ora. Al termine dell’operazione, SpaceX ha comunicato di essere riuscita a stabilire una connessione con tutti i satelliti, sia attraverso i terminali laser sia attraverso le antenne di terra.
Tre Starlink V3 erano inoltre dotati di telecamere rivolte verso Starship, utilizzate per osservare la Ship 41 direttamente dallo spazio e controllare, in particolare, le condizioni del suo scudo termico.
SpaceX anticipa il rientro
Il piano iniziale prevedeva che Ship 41 rimanesse nello spazio per circa altre nove ore, completando sei orbite attorno alla Terra. Circa un’ora e mezza dopo il lancio, SpaceX ha però deciso di anticipare il rientro e concludere il volo dopo circa tre ore.
Il de-orbit burn è stato eseguito correttamente a 2 ore e 8 minuti dalla partenza, utilizzando uno dei Raptor centrali. Circa mezz’ora più tardi, quando Starship si trovava a circa 110 km di quota, è iniziata la formazione del plasma attorno allo scudo termico durante l’ingresso negli strati più densi dell’atmosfera. Ship 41 ha quindi proseguito il rientro fino all’Oceano Pacifico, al largo delle Hawaii, dove ha effettuato correttamente l’ammaraggio alle 17:58 italiane, concludendo il quattordicesimo volo di Starship.
Con il volo 14, quindi, SpaceX ha dimostrato per la prima volta di poter portare Starship in orbita, mantenerla operativa per diverse ore e utilizzarla per trasportare e rilasciare un vero carico. Lo sviluppo continua, ma Starship ha iniziato anche a svolgere il lavoro per cui è stata progettata.










