L’azienda bulgara EnduroSat ha raccolto 205 milioni di dollari in un nuovo round di finanziamento guidato da Riot Ventures e Atreides Management. All’operazione hanno partecipato anche European Innovation Council, Google Ventures, Founders Fund, House Capital, Lux Capital, Omnes Capital, Giant Ventures, Emphatic Capital ed Endeavor Catalyst.
Il nuovo investimento arriva dopo un precedente round da 104 milioni di dollari annunciato solo questa estate, e porta quindi a oltre 300 milioni di dollari il capitale raccolto dall’azienda nelle due operazioni annunciate nel 2026. Inoltre, arriva solo pochi giorni dopo l’annuncio della collaborazione con Arianespace per il lancio di satelliti su Ariane 6, firmata allo Space Summit di Parigi. Le nuove risorse saranno utilizzate soprattutto per aumentare la capacità produttiva di EnduroSat, con la costruzione di un nuovo impianto negli Stati Uniti e di quello che la società descrive come il più grande hub dedicato a spazio e difesa dell’Unione Europea.
L’obiettivo è aumentare ulteriormente i volumi di produzione dei satelliti e portare anche su piattaforme di maggiori dimensioni il modello industriale su cui EnduroSat sta costruendo la propria crescita, basato su satelliti standardizzati, prodotti in serie e configurabili attraverso software e payload differenti a seconda delle necessità dei clienti.
Una nuova fase nell’espansione produttiva di EnduroSat
Il round precedente da 104 milioni di dollari era già stato raccolto con un obiettivo principalmente industriale. In quell’occasione EnduroSat aveva annunciato l’apertura di un nuovo Space Center a Sofia, in Bulgaria, una struttura da circa 17 mila e 500 metri quadrati progettata per supportare la produzione fino a due satelliti al giorno nella classe compresa tra 200 e 500 kg.
Il centro comprende laboratori per radiofrequenza, hardware e componenti meccanici, clean room e infrastrutture per la qualificazione dei satelliti prima del lancio. Con il nuovo investimento, EnduroSat intende estendere ulteriormente questo modello. Una parte del capitale sarà destinata a un nuovo stabilimento ad alta capacità produttiva negli Stati Uniti, mentre in Europa l’azienda prevede di realizzare un nuovo polo dedicato alle attività spaziali e della difesa.

Parallelamente, EnduroSat vuole espandere la propria linea FRAME verso satelliti ESPA-class di dimensioni maggiori, mantenendo però la stessa filosofia produttiva. L’idea è ridurre il più possibile la progettazione specifica di ogni singolo satellite e aumentare invece l’utilizzo di piattaforme comuni, sulle quali integrare successivamente strumenti e payload differenti.
È un approccio pensato soprattutto per le costellazioni, dove la necessità di costruire decine o centinaia di satelliti rende più importante la ripetibilità della produzione rispetto alla realizzazione di veicoli quasi interamente personalizzati per ogni missione. EnduroSat dichiara di aver finora lanciato 103 satelliti in orbita e di averne consegnati complessivamente più di 200 per diverse missioni.
L’obiettivo di portare i dati spaziali a 1 dollaro per gigabyte
Alla crescita produttiva EnduroSat associa anche l’obbiettivo di ridurre il costo necessario per ottenere dati dallo spazio. L’obiettivo è quello di raggiungere un costo di circa 1 dollaro per gigabyte ottenuto, rispetto alle centinaia di dollari per gigabyte che, secondo EnduroSat, possono caratterizzare oggi alcuni servizi e infrastrutture satellitari. Non si tratta quindi soltanto di diminuire il costo di costruzione del singolo satellite, ma di ridurre il costo complessivo dell’infrastruttura necessaria per generare e distribuire dati dallo spazio.
Per farlo, EnduroSat sta sviluppando un modello definito “constellations-as-a-service”, nel quale una parte dell’infrastruttura satellitare viene standardizzata e gestita direttamente dall’azienda. I clienti possono così concentrarsi maggiormente sul payload e sul servizio finale, senza dover necessariamente sviluppare da zero l’intera piattaforma spaziale. Secondo il CEO e fondatore Raycho Raychev, l’obiettivo rimane quello di semplificare l’accesso ai dati satellitari eliminando una parte della complessità legata allo sviluppo e alla catena di fornitura dei satelliti.
Il nuovo round da 205 milioni di dollari serve quindi soprattutto a portare questo modello su una scala industriale maggiore. Dopo l’espansione del centro produttivo di Sofia finanziata con il precedente investimento, EnduroSat sta ora preparando una capacità manifatturiera distribuita tra Europa e Stati Uniti, puntando su satelliti più grandi e su volumi di produzione più elevati.











