L’Agenzia Spaziale Italiana ha assegnato a Officina Stellare un contratto da oltre 7 milioni di Euro per lo sviluppo di EarthNext, una missione che punta a dimostrare le potenzialità dell’osservazione della Terra dall’orbita molto bassa (Very Low Earth Orbit, VLEO).
Il progetto prevede di realizzare un CubeSat 16U, il suo lancio e una successiva dimostrazione in orbita. L’obiettivo è verificare le tecnologie necessarie per operare stabilmente a quote inferiori rispetto a quelle che sono utilizzate oggi dalla maggior parte dei satelliti di osservazione della Terra.
Il contratto ha una durata prevista di circa 40 mesi e comprende la progettazione definitiva del satellite, la sua realizzazione, i test a Terra, il supporto al lancio e le attività di commissioning in orbita. Le prime due fasi del programma dovrebbero essere completate entro la fine del 2026.
Officina Stellare guiderà un consorzio formato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, TSD-SpaceID, T4i, AIKO e Planetek Italia, che collaboreranno allo sviluppo della piattaforma e dei sistemi di bordo.

Perché osservare la Terra da un’orbita più bassa?
I satelliti per l’osservazione della Terra operano normalmente tra i 500 e gli 800 km di quota. EarthNext punterà invece a dimostrare la fattibilità di missioni in Very Low Earth Orbit, una regione dello spazio compresa indicativamente tra 200 e 450 km di altitudine.
Volare più vicino alla superficie permette di ottenere immagini con una risoluzione maggiore utilizzando strumenti ottici più piccoli, oppure di mantenere la stessa qualità ma riducendo dimensioni e massa del satellite. Il principale limite di queste orbite è la presenza, anche se molto rarefatta, dell’atmosfera terrestre. L’attrito rallenta progressivamente il satellite, che senza continue correzioni perderebbe quota fino a rientrare nell’atmosfera.
Per questo EarthNext integrerà un sistema di propulsione elettrica capace di compensare il drag atmosferico e mantenere il satellite nella propria orbita. A bordo saranno anche presenti uno strumento multispettrale per l’osservazione della Terra e sistemi software progettati per aumentare l’autonomia operativa del satellite, compresa la pianificazione di alcune attività direttamente in orbita.
Se la dimostrazione avrà successo, le tecnologie sviluppate per EarthNext potrebbero essere adottate nelle future costellazioni dedicate all’osservazione della Terra, dove la possibilità di ottenere immagini più dettagliate con satelliti più piccoli rappresenta uno dei principali vantaggi di queste orbite.











