Il successo del tredicesimo volo di Starship, avvenuto il 25 luglio, ha segnato l’inizio di una nuova fase per SpaceX. Con il prossimo lancio, infatti, l’azienda tenterà per la prima volta di raggiungere l’orbita terrestre, aprendo la strada alle prime missioni operative. Si tratta inoltre di un passo avanti molto importante anche per lo sviluppo della versione lunare di Starship, a supporto del programma Artemis.
Per la prima volta, inoltre, SpaceX sta lavorando al recupero di una Starship sopravvissuta a un ammaraggio nell’Oceano Indiano. La Ship 40 sta infatti ancora galleggiando e due navi stanno cercando di recuperarla.
In questa nuova puntata della rubrica “I progressi di Starship” vediamo quindi cosa è successo nell’ultimo mese, con uno sguardo a ciò che ci attenderà nelle prossime settimane.
Il recupero della Ship 40
Al termine del tredicesimo volo di Starship abbiamo assistito a una situazione alquanto strana e inaspettata rispetto al passato. La Ship 40, infatti, a seguito dell’ammaraggio e del ribaltamento, è sopravvissuta senza distruggersi, continuando a galleggiare senza problemi nell’Oceano Indiano. Sebbene SpaceX sperasse che una Starship sopravvivesse dopo il volo, i piani per un eventuale recupero non erano stati ben definiti. Solamente il 29 luglio Elon Musk ha scritto su X che avrebbero inviato una nave per recuperare la Ship 40.
In quel momento la nave GO Australis, con a bordo il personale di SpaceX, si trovava già nei pressi dell’area di rientro della Starship e stava monitorando la Ship 40. È proprio dalla GO Australis che SpaceX ha rilasciato le boe con le telecamere e ha fatto decollare i droni che hanno ripreso la Ship 40.
Dal momento del post di Musk, la Starship aveva già viaggiato per oltre 260 km, spinta dalle correnti marine e dai venti. Il 30 e il 31 luglio arrivano nei pressi della Starship altre due imbarcazioni: la Normand Ranger per il traino e la Skimmer Tide come supporto. Tutte e tre le imbarcazioni sono molto simili e nessuna ha le capacità per issare a bordo la Ship 40. Per tale ragione, l’unica soluzione per recuperare il prototipo è quella di trascinarlo.
Il 1° agosto sembrerebbe che i tecnici di SpaceX siano riusciti ad assicurare la Ship 40 a un cavo guida, permettendo così alla Normand Ranger di iniziare a rimorchiarla. La destinazione delle imbarcazioni, con la Starship al seguito, è il porto di Dampier, situato nell’area nord-occidentale dell’Australia. Poiché la Ship 40 si trova a circa 1500 km dal porto, saranno necessari ancora diversi giorni prima che la piccola flotta arrivi a destinazione.
Se tutto continuerà a procedere senza problemi, la Ship 40 potrebbe giungere in porto verso il 14 agosto. Una volta recuperata, SpaceX avrà per la prima volta l’opportunità di analizzare una Starship sopravvissuta a un volo nello spazio.
Primo volo orbitale alle porte
Il 4 maggio SpaceX ha dichiarato che, con il quattordicesimo volo di Starship, tenterà di portare in orbita la Ship 41. Si tratterà della prima missione operativa per Starship, poiché, oltre a essere un volo di test, servirà a rilasciare in orbita i primi Starlink V3 operativi.
Attualmente, però, la proposta di portare in orbita la Ship 41 è ancora in fase di analisi e dipende da diversi fattori. In primo luogo, SpaceX deve ottenere i permessi da parte della FAA per il nuovo piano di volo. Inoltre, l’azienda deve completare le analisi sulla Ship 40. Sebbene la Starship abbia portato a termine tutti i suoi obiettivi, vi è la possibilità che sia emerso qualche valore anomalo che, in determinate condizioni, potrebbe compromettere le prestazioni del veicolo.
View of Starship in space from a Starlink V3 satellite on Flight 13.
This composite is made of imagery from four separate cameras on a single satellite. Six of the satellites were equipped with cameras to scan Starship’s heat shield and transmit imagery down to operators to… pic.twitter.com/sNTHHz5vLr
— SpaceX (@SpaceX) July 31, 2026
Prima della quotazione in borsa, durante un’intervista, Gwynne Shotwell ha precisato che il tentativo di effettuare il primo volo orbitale non garantisce necessariamente il raggiungimento dell’orbita. Il risultato dipenderà dalle prestazioni della Starship e dal corretto funzionamento di tutti i suoi sistemi. Durante la missione, i controllori di volo valuteranno in tempo reale i dati raccolti e potranno decidere se proseguire verso l’inserimento orbitale o interrompere il tentativo qualora le condizioni non risultassero favorevoli.
Un ulteriore elemento attualmente sotto esame è la possibilità di effettuare la cattura al volo della Ship 41 tramite Mechazilla. Elon Musk ha affermato che la Ship 40 ha eseguito un ammaraggio controllato con successo e che la sua cattura al volo sarebbe stata possibile. SpaceX potrebbe quindi decidere di procedere con il tentativo di cattura della Ship 41, mantenendo comunque la possibilità di interrompere la manovra qualora, durante le fasi finali del volo, i parametri necessari per un’esecuzione sicura non risultassero rispettati. In questo caso, la Ship 41 effettuerebbe un ammaraggio nel Golfo del Messico.
Ancora niente cattura per il Super Heavy
Il tentativo di cattura con Mechazilla della Ship 41 conferma che tale operazione non avverrà con il Booster 21. Ciò è dovuto principalmente ai problemi emersi durante i precedenti due lanci. SpaceX ha infatti riscontrato alcune difficoltà nella riaccensione di diversi motori Raptor durante la fase di rientro, impedendo così al Super Heavy di effettuare manovre precise.
Inoltre, finché SpaceX disporrà di una sola rampa di lancio operativa a Starbase, l’azienda potrà effettuare una sola cattura per ogni missione: o quella del Super Heavy o quella della Starship. Questa limitazione rimarrà almeno fino a quando i voli orbitali avranno una durata di poche ore.
Quando invece Starship sarà in grado di rimanere in orbita per diversi giorni, SpaceX avrà il tempo necessario per liberare i bracci di Mechazilla dal Super Heavy.
Il quattordicesimo volo di Starship potrebbe avvenire tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, ma è probabile che subisca alcuni ritardi. SpaceX dovrà infatti completare le analisi sulla Ship 40 dopo il suo recupero dall’Oceano Indiano e ottenere le necessarie autorizzazioni per il primo volo orbitale, la cui data di rilascio non è ancora stata comunicata.
I risultati finanziari del secondo trimestre 2026
Il 4 agosto SpaceX ha pubblicato i risultati finanziari relativi al secondo trimestre del 2026. Si tratta dei primi dati trimestrali diffusi dall’azienda dopo la quotazione in borsa avvenuta a giugno, offrendo quindi il primo quadro completo delle prestazioni economiche di SpaceX come società pubblica.
Nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 30 giugno 2026, SpaceX ha registrato ricavi per 7,8 miliardi di dollari, in crescita del 92% rispetto ai 4,1 miliardi dello stesso trimestre del 2025. Il dato rappresenta inoltre una forte accelerazione rispetto al primo trimestre del 2026, quando i ricavi erano stati di 4,7 miliardi di dollari: un aumento del 66% in soli tre mesi.
Nei primi sei mesi dell’anno, i ricavi complessivi hanno raggiunto quindi i 12,5 miliardi di dollari, contro gli 8,1 miliardi registrati nello stesso periodo del 2025. La perdita netta trimestrale si è invece ridotta a 541 milioni di dollari, rispetto al miliardo perso nel secondo trimestre del 2025. Considerando l’intero semestre, tuttavia, la perdita complessiva rimane elevata, pari a 4,8 miliardi di dollari, principalmente a causa degli oneri straordinari concentrati nel primo trimestre e legati alla quotazione in borsa.
Un indicatore particolarmente rilevante è l’EBITDA rettificato, ovvero l’utile prima di interessi, tasse, ammortamenti e alcune componenti straordinarie come i compensi in azioni. Questo parametro permette di valutare la redditività della gestione operativa e nel secondo trimestre ha raggiunto i 3,5 miliardi di dollari, triplicando sia il valore del secondo trimestre 2025, pari a 1,2 miliardi, sia quello del primo trimestre 2026, pari a 1,1 miliardi.
Dopo la quotazione, SpaceX è stata suddivisa in tre grandi divisioni: Space, che comprende i servizi legati ai razzi Falcon, alla capsula Dragon e allo sviluppo di Starship; Connectivity, dedicata principalmente a Starlink e ai servizi di connettività satellitare; e una divisione dedicata all’intelligenza artificiale.
La divisione Space e gli investimenti su Starship
La divisione Space, quella più legata alle attività spaziali tradizionali dell’azienda, ha generato 962 milioni di dollari di ricavi nel trimestre, in crescita del 55% rispetto ai 619 milioni del primo trimestre. L’incremento è stato favorito soprattutto dall’aumento delle missioni per clienti esterni, passate da 7 a 10 nel periodo considerato.
Nonostante la crescita dei ricavi, questa rimane l’unica divisione con un peggioramento strutturale dei risultati economici. La perdita operativa è stata infatti di 542 milioni di dollari nel trimestre e di 1,2 miliardi nei primi sei mesi del 2026, quasi il triplo rispetto ai 439 milioni persi nello stesso periodo del 2025.
Il principale motivo è rappresentato dagli enormi investimenti nello sviluppo di Starship, che nei primi sei mesi del 2026 hanno raggiunto circa 2 miliardi di dollari. Per l’intero anno, i ricavi della divisione Space potrebbero attestarsi tra i 3 e i 3,5 miliardi di dollari, ma le perdite operative continueranno probabilmente ad aumentare finché Starship non entrerà nella fase commerciale, un traguardo che SpaceX punta a raggiungere entro la fine del 2026.
Starlink continua a trainare la crescita
La divisione Connectivity si conferma invece il principale motore economico di SpaceX. Starlink ha generato 4,3 miliardi di dollari di ricavi nel secondo trimestre, con una crescita del 32% rispetto ai 3,3 miliardi del primo trimestre e del 66% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il numero di abbonati è passato da 10,3 a 12 milioni in soli tre mesi, raddoppiando rispetto a un anno prima, mentre il ricavo medio per utente (ARPU) è rimasto stabile a circa 66 dollari al mese. L’unico dato inferiore alle aspettative degli analisti riguarda proprio il numero di utenti: le previsioni indicavano infatti 12,9 milioni di abbonati entro la fine del trimestre.
A crescere più rapidamente è però il segmento dedicato ai clienti aziendali e governativi, che ha raggiunto 1,8 miliardi di dollari di ricavi trimestrali, in aumento del 63% rispetto al primo trimestre. La crescita è stata sostenuta dai contratti con le compagnie aeree e dagli accordi pluriennali della divisione Starshield con la Space Force, per un valore complessivo di circa 6 miliardi di dollari.
Se il ritmo di crescita degli abbonati verrà mantenuto, la divisione Connectivity potrebbe chiudere il 2026 con ricavi superiori ai 17-18 miliardi di dollari, aumentando ulteriormente i propri margini. Starlink rappresenta infatti già oggi la componente più solida e profittevole del gruppo.
L’intelligenza artificiale diventa una nuova fonte di ricavi
La terza divisione, dedicata all’intelligenza artificiale, è quella che ha registrato la crescita più rapida. I ricavi sono infatti triplicati, passando dagli 818 milioni di dollari del primo trimestre ai 2,6 miliardi del secondo.
La crescita è stata trainata dai nuovi Cloud Services Agreements, contratti per un valore complessivo di 14,1 miliardi di dollari destinati alla vendita di capacità di calcolo. Nel solo secondo trimestre, questi accordi hanno generato 1,6 miliardi di dollari di ricavi aggiuntivi.
La maggior parte di questi introiti deriva dalla vendita della capacità computazionale del supercomputer Colossus, sviluppato da SpaceX tra il 2024 e il 2025. La capacità installata è aumentata da 1 a 1,4 gigawatt grazie all’espansione di Colossus II.
Gli investimenti in questo settore sono particolarmente significativi: nel solo secondo trimestre SpaceX ha speso 15,8 miliardi di dollari in infrastrutture, portando il totale dall’inizio dell’anno a 23,6 miliardi. Si tratta di una cifra pari a circa un quarto del capitale raccolto con la quotazione in borsa e quasi dieci volte superiore agli investimenti complessivi delle altre due divisioni.
Grazie ai contratti già firmati e alla capacità di calcolo in fase di espansione, i ricavi della divisione AI nel secondo semestre potrebbero superare quelli dell’intero primo semestre, portando il segmento verso un 2026 da 8-10 miliardi di dollari di ricavi.
SpaceX is partnering with @Nvidia to design the Starmind AI1 satellite compute payload.
Each of the Starmind satellites will include NVIDIA Rubin GPUs and Vera CPUs for datacenter class space compute → https://t.co/4MOQv0DvTQ pic.twitter.com/rC7UBAznAO
— SpaceX (@SpaceX) August 4, 2026
Le prospettive future
Nel complesso, SpaceX chiude il primo semestre del 2026 con circa 100 miliardi di dollari tra liquidità e titoli e un portafoglio ordini da 47,5 miliardi di dollari. Se la crescita registrata nel secondo trimestre dovesse proseguire, l’azienda potrebbe chiudere il 2026 con ricavi complessivi vicini ai 30 miliardi di dollari, oltre il doppio rispetto al 2025.
Si tratta di numeri che mostrano una crescita estremamente rapida, ma che rendono ancora complesso giustificare una valutazione superiore ai 2.000 miliardi di dollari, raggiunta da SpaceX dopo la quotazione. Per fare un confronto, Amazon ha oggi una valutazione di circa 3.000 miliardi di dollari e nel 2025 ha registrato ricavi per quasi 800 miliardi di dollari, mentre per SpaceX nel 2026 si stimano circa 30 miliardi.
Altri “pezzi di Starship” – Brevi novità e aggiornamenti
- SpaceX sembrerebbe vicina all’acquisizione di un’area di circa 130.000 acri nel sud della Louisiana, nella zona di Pecan Island. Molto probabilmente, l’operazione sarà legata allo sviluppo di nuove infrastrutture dedicate a Starship. Attualmente, i piani di SpaceX prevedono due rampe a Starbase e tre in Florida (una presso il complesso 39A e due presso il complesso 37). Poiché l’azienda prevede in futuro un’elevata frequenza di lanci, potrebbe essere ostacolata dalle attività spaziali di altre compagnie in Florida. Per questo motivo, SpaceX sembrerebbe puntare anche alla Louisiana. L’operazione potrebbe essere favorita anche da alcune leggi approvate dal Parlamento della Louisiana, che incentivano le aziende aerospaziali.
- I prototipi destinati al prossimo volo di Starship inizieranno presto i test con i loro motori Raptor. Sia il Booster 21 sia la Ship 41, infatti, hanno superato i collaudi dei serbatoi presso il sito di Massey, effettuati utilizzando azoto liquido. I due prototipi si trovano attualmente nel sito di costruzione, dove i tecnici stanno procedendo con l’installazione dei motori.
- A Starbase continuano le operazioni di ammodernamento del Pad 1. Il 27 luglio gli operai hanno rimosso e smantellato il vecchio braccio utilizzato per il rifornimento del secondo stadio della Starship. Questo componente sarà sostituito con una versione migliorata.
- Il 4 agosto SpaceX ha annunciato che gli Starmind AI1, ovvero i satelliti che formeranno la costellazione di data center in orbita, monteranno la piattaforma di calcolo Vera Rubin NVL72 realizzata da NVIDIA. I satelliti Starmind AI1 avranno un corpo principale piatto, simile a quello degli Starlink V3, ma saranno dotati di pannelli solari e radiatori molto più grandi. A causa delle loro dimensioni, quindi, questi nuovi satelliti potranno essere lanciati solamente da Starship.









