Alle 09:42 italiane del 5 agosto 2026, circa un mese e mezzo dopo la precedente missione, SpaceX ha portato in orbita altri tre satelliti di AST SpaceMobile, i BlueBird 11, 12 e 13. L’azienda prevede di realizzare una costellazione composta da 248 BlueBird, in grado di connettersi direttamente agli attuali smartphone, permettendo loro di accedere a internet in qualsiasi parte del mondo.
Il lancio è avvenuto dallo Space Launch Complex 40, attualmente l’unico complesso di lancio operativo utilizzato da SpaceX in Florida. Al complesso di lancio 39A, infatti, SpaceX sta lavorando al completamento della rampa di lancio per Starship. Inoltre, l’azienda si sta preparando al lancio del Roman Space Telescope, che avverrà con un Falcon Heavy. SpaceX ha quindi dovuto modificare la rampa di lancio, in precedenza configurata per i voli del Falcon 9.
Per il lancio dei satelliti BlueBird, SpaceX ha deciso di riutilizzare il primo stadio con numero di serie B1077. Questo booster ha così effettuato il suo trentesimo volo, rientrando poi sulla chiatta A Shortfall Of Gravitas. SpaceX ha quindi completato la sua missione numero 92 del 2026, escludendo i due voli di test di Starship.
Falcon 9’s first stage has landed on the A Shortfall of Gravitas droneship pic.twitter.com/VUSaoAg08v
— SpaceX (@SpaceX) August 5, 2026
Un satellite da record
Il 28 luglio è stato riconosciuto ad AST SpaceMobile il Guinness World Record per la phased array antenna più grande mai costruita su un satellite commerciale. Una volta dispiegata, infatti, l’antenna di un singolo BlueBird raggiunge i 63.04 metri quadrati. Questa caratteristica permette al satellite sia di raggiungere un elevato numero di dispositivi, sia di comunicare con essi.
Ogni satellite, inoltre, ha una massa di circa 6100 kg. Ciò significa che, considerando solamente i BlueBird, senza i sistemi di supporto e rilascio, il Falcon 9 ha trasportato in orbita una massa complessiva di circa 18 300 kg.
Il servizio di AST farà concorrenza diretta al Direct to Cell di Starlink, anch’esso con l’obiettivo di connettere a internet gli smartphone ovunque si trovino. Il servizio di AST dovrebbe entrare in una prima fase di commercializzazione già nei prossimi mesi. Per la diffusione del servizio e l’utilizzo delle bande di frequenza, AST ha stretto accordi con diverse compagnie commerciali, come Vodafone, AT&T, Verizon e Rakuten. Questi accordi permetteranno ad AST di commercializzare il servizio non solo negli Stati Uniti, ma anche in altri Paesi, compresi quelli europei.
I satelliti appena lanciati impiegheranno circa un mese per raggiungere la loro orbita operativa e dispiegare le loro antenne.










