SpaceX ha portato in orbita i tre satelliti BlueBird 8, 9 e 10 di AST SpaceMobile con un Falcon 9. Il lancio è avvenuto il 17 giugno 2026 alle 8:39 italiane, dal complesso di lancio 40 di Cape Canaveral.
Per la missione, SpaceX ha riutilizzato il primo stadio con numero di serie B1077, che ha volato con successo per la ventinovesima volta. Dopo la separazione dal secondo stadio, il B1077 è rientrato con successo sulla chiatta A Shortfall Of Gravitas, nell’Oceano Atlantico.
Con questi nuovi satelliti, AST SpaceMobile aumenta la capacità della propria costellazione per portare la connettività direttamente agli smartphone, e prosegue la transizione dalla fase dimostrativa a quella operativa. Il lancio è avvenuto poche settimane dopo l’autorizzazione concessa dalla Federal Communications Commission (FCC) per l’erogazione di servizi direct-to-device negli Stati Uniti, un passaggio importante per l’espansione commerciale del progetto.
Per AST SpaceMobile si è trattato di un lancio importante anche per altri motivi. L’azienda arrivava infatti dalla perdita del satellite BlueBird 7 durante il terzo volo del New Glenn di Blue Origin, il 19 aprile. In quell’occasione, un’anomalia del secondo stadio aveva inserito il satellite in un’orbita troppo bassa per consentirne l’utilizzo operativo, rendendone inevitabile il rientro in atmosfera.
Altri satelliti per una rete cellulare dallo spazio
I satelliti BlueBird sono progettati per comunicare direttamente con normali telefoni 4G e 5G presenti sul mercato. L’obbiettivo è garantire copertura anche nelle aree prive di infrastrutture terrestri, come regioni remote, zone rurali e aree colpite da disastri naturali. Per raggiungere questo risultato, i BlueBird utilizzano grandi antenne dispiegabili in orbita, che raggiungono una superficie di circa 223 metri quadrati.
Encapsulation complete.
BlueBirds 8, 9, and 10 are now secured inside Falcon 9’s fairing ahead of launch.
A stacked configuration powered by advanced carbon fiber structures, engineered to withstand ascent forces comparable to carrying a fully loaded space shuttle orbiter… pic.twitter.com/kxvyMup5jY
— AST SpaceMobile (@AST_SpaceMobile) June 15, 2026
SpaceX non è nuova al programma di AST SpaceMobile. Già nel settembre 2024 un Falcon 9 aveva portato in orbita i satelliti BlueBird 1-5, il primo gruppo operativo della costellazione. In quell’occasione il vettore riuscì a trasportare cinque satelliti contemporaneamente, contro i tre della missione BlueBird 8-10. Questi ultimi appartengono infatti alla nuova generazione BlueBird Block 2, molto più grande e dotata di una capacità di banda dieci volte superiore.
A dicembre 2025, il primo satellite Block 2, BlueBird 6, ha raggiunto l’orbita a bordo del vettore indiano LVM3-M6. Con una massa di circa 6100 kg, ha stabilito il record come carico più pesante mai lanciato da questo vettore. Proprio a causa della massa e delle dimensioni di questi satelliti, inizialmente non era certo che il Falcon 9 fosse in grado di trasportare tre BlueBird contemporaneamente.
Una volta operativi, questi satelliti saranno in grado di supportare chiamate vocali, traffico dati e servizi video, con velocità di trasmissione che AST SpaceMobile indica fino a circa 120 Mbps per le prime unità della costellazione.
Il lancio dei satelliti BlueBird 8, 9 e 10 ha anche un’importanza strategica, perché servirà a verificare la capacità del sistema di espandersi su larga scala. L’azienda ha già ottenuto l’autorizzazione per una costellazione che potrebbe raggiungere i 248 satelliti nell’ambito del programma Supplemental Coverage from Space. Inoltre, AST SpaceMobile può contare sul supporto di importanti operatori telefonici, tra cui Verizon, AT&T e FirstNet negli Stati Uniti.











