Dopo una serie di rinvii, causati principalmente dalle condizioni meteo ma non solo, la missione LINK di Katalyst Space Technologies è stata lanciata con successo alle 10:36 italiane del 4 luglio 2026 dall’atollo di Kwajalein, nelle Isole Marshall. Il veicolo robotico è partito a bordo di un razzo Pegasus XL di Northrop Grumman, rilasciato in volo dall’aereo Stargazer, un L-1011 modificato utilizzato come piattaforma di lancio.
La missione rappresenta il più ambizioso tentativo di servicing orbitale mai effettuato su un satellite scientifico non progettato per questo tipo di operazioni. L’obiettivo è raggiungere il Neil Gehrels Swift Observatory della NASA, agganciarlo e innalzarne l’orbita, prolungandone la vita operativa.
Il lancio era inizialmente previsto per il 27 giugno, ma era stato rinviato più volte. L’ultimo tentativo, il 3 luglio, era stato interrotto pochi istanti prima del rilascio del razzo a causa di un problema software che aveva influenzato il sistema di navigazione del Pegasus XL. Dopo aver individuato e corretto il problema, i tecnici hanno autorizzato un nuovo tentativo, che si è concluso con successo.
Ora che LINK ha raggiunto l’orbita, il team di Katalyst dovrà verificare il corretto funzionamento del veicolo, a partire dall’apertura dei pannelli solari e dall’attivazione dei sistemi di bordo. Solo dopo inizieranno le operazioni di avvicinamento a Swift.

Una dimostrazione di servicing orbitale
Lanciato nel 2004, il Neil Gehrels Swift Observatory continua ancora oggi a osservare lampi di raggi gamma e altri fenomeni energetici dell’Universo. Negli ultimi anni, però, la sua orbita si è abbassata più rapidamente del previsto a causa dell’aumento della resistenza atmosferica, aggravata dall’intensa attività del Sole. Senza alcun intervento, è previsto rientri in atmosfera entro la fine del 2026.
Per questo la NASA ha affidato a Katalyst Space Technologies lo sviluppo di una missione capace di aumentare nuovamente l’altitudine del telescopio, da usare soprattutto come dimostrazione tecnologica. Il contratto è stato assegnato nel settembre 2025 e ha dato all’azienda meno di un anno per progettare, costruire e lanciare il veicolo.
La fase più delicata della missione inizierà nelle prossime settimane. Swift non è stato progettato per essere raggiunto e agganciato da un altro veicolo, perciò LINK utilizzerà tre bracci robotici per catturare il telescopio sfruttando alcuni punti di presa individuati durante la preparazione della missione. Una volta completato l’aggancio, LINK utilizzerà il proprio sistema di propulsione per aumentare gradualmente l’orbita dell’osservatorio, prima di staccarsi e di rilasciarlo.
Se la dimostrazione avrà successo, la missione potrà prolungare la vita operativa di Swift e, soprattutto, rappresenterà un importante passo avanti nello sviluppo delle tecnologie di servicing orbitale, che in futuro potrebbero essere utilizzate anche su altri satelliti e telescopi spaziali. Uno tra questi è Hubble.











