La NASA ha affidato alla società statunitense Katalyst Space Technologies (Flagstaff, Arizona) un contratto da 30 milioni di dollari per intervenire sul Neil Gehrels Swift Observatory, con l’obiettivo di innalzare la sua orbita e prolungarne la vita operativa.
Il telescopio spaziale Swift orbita intorno alla Terra dal 2004, ma il suo decadimento orbitale, aggravato dall’aumento dell’attività solare che intensifica la resistenza atmosferica, lo sta portando verso un rientro prematuro. Invece di lasciare che Swift bruci in atmosfera come molte missioni al termine della loro esistenza, la NASA intende sfruttare questa occasione per sperimentare nuove tecnologie di “servicing” robotico: una sonda commerciale dovrà avvicinarsi, agganciarsi ed eseguire una manovra di spinta per innalzare la quota dell’orbita.
Il boost orbitale è previsto per la primavera del 2026, anche se prestando attenzione ai possibili cambiamenti nelle condizioni solari che potrebbero richiedere una variazione sulla data.
Questa operazione, se riuscirà, rappresenterà la prima volta in cui un veicolo robotico commerciale cattura e modifica l’orbita di un satellite governativo non progettato per essere riparato in orbita. Il finanziamento fa parte della Phase III del programma SBIR (Small Business Innovation Research), una modalità che consente uno sviluppo rapido rispetto ai normali cicli tecnici tipici delle missioni astrofisiche.
Il telescopio Swift
Il telescopio Neil Gehrels Swift Observatory, lanciato nel 2004, è concepito per rilevare e localizzare rapidamente lampi di raggi gamma (GRB), eventi brevissimi ma estremamente energetici, che nascondono informazioni fondamentali su esplosioni stellari, fusioni di stelle di neutroni e fenomeni cosmici transitori. Insieme a questo ruolo principale, Swift ha anche contribuito allo studio di brillamenti stellari, emissioni da galassie attive, comete e fenomeni ad alta energia nel Sistema Solare e nella Terra stessa.

Tuttavia, l’orbita di Swift, inizialmente stabile, subisce un decadimento continuo dovuto alla resistenza nei livelli più esterni della nostra atmosfera. Questo fenomeno è normale per satelliti in orbita bassa, ma l’attività solare intensa degli ultimi cicli solari ha esasperato la perdita di quota, accelerando il processo.
Per questo motivo, la NASA ha scelto Swift come banco di prova per tentare l’innalzamento orbitale di un satellite scientifico. Nell’agosto 2025, ha affidato due contratti da 150 mila dollari a Katalyst Space Technologies e a Cambrian Works (Reston, Virginia) per studiare la fattibilità di questa operazione. Stava valutando anche la tecnologia SSPICY di Starfish Space per un uso ibrido di ispezione e propulsione.
Test del servicing robotico
Il contratto affidato ora a Katalyst dalla NASA permetterà di passare dalla fase concettuale alla realizzazione operativa dell’innalzamento orbitale di Swift. La manovra prevista rappresenta un test tecnico importante: sarebbe la prima volta che una sonda robotica commerciale esegue un’operazione di questo tipo su un satellite scientifico della NASA non progettato per essere servito in orbita.
Questa collaborazione rientra nell’approccio della NASA volto a sperimentare soluzioni rapide, sviluppate in ambito commerciale, per affrontare esigenze operative concrete. In particolare, tentare l’innalzamento dell’orbita è considerato un’opzione più economica rispetto alla sostituzione di Swift con una nuova missione con capacità simili.
L’iniziativa si inserisce inoltre in un contesto più ampio di sviluppo tecnologico, in cui operazioni di manutenzione e supporto in orbita potrebbero, in futuro, estendere la durata operativa di altri satelliti e missioni. Per questo motivo, quello sulla missione Swift rappresenta soprattutto un test per capacità che potranno essere applicate in ambiti più estesi.











