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Un secondo stadio di Falcon 9 colpirà la Luna ad agosto 2026

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Aprile 30, 2026
in Luna, News
La partenza del Falcon 9 con a bordo i lander Blue Ghost e Resilience, il 15 gennaio 2025. Credits: SpaceX

La partenza del Falcon 9 con a bordo i lander Blue Ghost e Resilience, il 15 gennaio 2025. Credits: SpaceX

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Il secondo stadio di un Falcon 9 si schianterà sulla Luna nell’estate del 2026. Secondo le analisi dell’astronomo Bill Gray, il secondo stadio del Falcon 9 lanciato il 15 gennaio 2025 avrà un impatto previsto per il 5 agosto alle 08:44 italiane, che dovrebbe avvenire sul lato visibile della Luna, probabilmente nella zona del cratere Einstein.

Il pezzo di razzo è lungo circa 14 metri e largo quasi 4 metri. Al momento dell’impatto viaggerà a circa 2.4 km/s. Sulla Terra un oggetto del genere si disintegrerebbe in gran parte nell’atmosfera, ma sulla Luna questo non succede: non essendoci atmosfera, lo stadio arriverà al suolo praticamente intatto. Nonostante ciò, l’impatto sarà difficile da osservare dalla Terra, anche con telescopi, perché troppo poco luminoso.

Questo stadio faceva parte della missione che ha portato verso la Luna due lander: l’americano Blue Ghost e il giapponese Resilience. Dopo il lancio, i due veicoli hanno proseguito verso la superficie lunare, mentre lo stadio è rimasto in orbita.

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Da allora è stato seguito con attenzione dagli astronomi, che hanno raccolto oltre mille osservazioni per ricostruirne il percorso. Analizzando questi dati, è emerso che l’orbita dello stadio avrebbe incrociato quella della Luna, portando all’impatto previsto per agosto di quest’anno.

Un impatto previsto e senza rischi (per ora)

Gli astronomi sono piuttosto sicuri dell’origine di questo oggetto. A differenza di casi simili avvenuti in passato, questo stadio è stato osservato fin dal momento del lancio, quindi non ci sono dubbi sulla sua identità. La traiettoria è stata calcolata con precisione e indica chiaramente un impatto con la superficie lunare.

Quando colpirà la Luna, creerà un piccolo cratere. Non ci saranno però conseguenze particolari: la Luna è un ambiente privo di atmosfera e di vita, e nella zona dell’impatto non ci sono sonde o strumenti attivi. Anche dal punto di vista scientifico, si tratta sì di un evento interessante, ma non raro.

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Questo episodio però, sottolinea come per i razzi che partono verso la Luna è probabile un successivo impatto del loro secondo stadio (o meglio, ultimo stadio) sulla superficie lunare. Con più lanci diretti verso la Luna, aumenteranno anche gli oggetti lasciati nello spazio dopo queste missioni. All’interno del nuovo programma Artemis della NASA per esempio, sono decine i lanci programmati per i prossimi anni per spedire lander, rover e infrastrutture. Tutti lanci che saranno eseguiti con Falcon 9, Falcon Heavy e New Glenn e che potrebbero comportare impatti simili.

Un ambiente delicato

Se infatti l’impatto attuale non comporterà grossi rischi, in futuro quando saranno molte le infrastrutture sulla Luna, bisognerà prestare più attenzione. La nostra Luna infatti è particolarmente delicata, e un impatto potrebbe influenzare avamposti e missioni scientifiche anche a migliaia di km di distanza.

Per evitare impatti futuri, esistono soluzioni relativamente semplici, come spostare gli stadi dei razzi in orbite sicure attorno al Sole. In questo modo si riduce il rischio che possano colpire la Luna o la Terra in modo non controllato.

Con il traffico spaziale in crescita, questo tipo di gestione potrebbe diventare sempre più importante nei prossimi anni. A maggior ragione ora che la NASA ha rivisto il programma Artemis con l’intenzione di costruire una base permanente sulla superficie della Luna.

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Tags: Falcon 9ImpattoLuna

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