La NASA ha trasferito il 20 aprile il core stage del terzo razzo SLS dal Michoud Assembly Facility di New Orleans alla chiatta Pegasus, con cui verrà trasportato al Kennedy Space Center in Florida per le fasi finali di integrazione. Il core stage è lo stadio principale, la componente più grande del lanciatore, quella che comprende i serbatoi di idrogeno e ossigeno liquidi, l’intertank e il forward skirt. Durante questo trasporto non c’erano i quattro motori RS-25 che lo spingeranno verso lo spazio.
Secondo la NASA, il trasferimento rappresenta un passaggio importante nella preparazione della missione Artemis III, oggi prevista nel 2027. Una volta arrivato in Florida, il core stage verrà completato con i motori e poi integrato verticalmente con gli altri elementi del razzo: i booster laterali, l’interstage, il secondo stadio e la capsula Orion.
Questo stadio è alto circa 64.6 metri, e conterrà quasi 3 milioni di litri di propellenti criogenici (ossigeno e idrogeno liquidi) per alimentare i quattro motori RS-25. Durante il lancio, lo stadio centrale alimenta i motori per più di otto minuti. Boeing cura progettazione e assemblaggio del core stage, mentre L3Harris è responsabile dei motori RS-25.
Per Artemis II, il primo stadio venne spostato dal Michound Assembly Facility il 16 luglio 2024, 624 giorni prima del lancio della seconda missione Artemis II. Questo tempo era vincolato però alla particolarità della missione, e ai dubbi sullo scudo termico di Orion che nel 2024 e 2025 hanno rinviato più volte la missione.
I dubbi su Artemis III
Il trasferimento di SLS è un momento particolare e atteso dopo la conclusione di Artemis II. Nelle prime valutazioni diffuse dalla NASA, sia Orion sia il razzo SLS hanno mostrato prestazioni in linea con le attese e questa è una notizia non scontata.
Sul ruolo di Artemis III, però, rimangono tante domande aperte. Il 27 febbraio la NASA ha annunciato un aggiornamento dell’architettura Artemis: Artemis III non sarà più la missione del primo allunaggio, ma un volo dimostrativo in orbita terrestre bassa per testare rendezvous e docking tra Orion e uno o più lander commerciali. Il primo tentativo di allunaggio con equipaggio è ora assegnato ad Artemis IV, prevista nel 2028.
Non è però ancora stato dichiarato qualcosa sui dettagli di Artemis III. Non sappiamo su quale orbita verrà eseguito il test di docking fra Orion e i lander. In funzione di questa scelta, non sappiamo ancora se SLS avrà o no un secondo stadio, e se sì, quale. Il razzo della NASA sarebbe infatti in grado di portare Orion in orbita terrestre bassa a 500 km di quota anche senza secondo stadio. Inoltre, la NASA dispone di un solo secondo stadio ICPS (quello usato per Artemis I e II) e forse lo terrà per la missione Artemis IV, dato che servirà tutta la sicurezza possibile.
Il passaggio ad un altro secondo stadio, lo stesso usato dal razzo Vulcan di ULA, rientra nella strategia con cui la NASA vuole aumentare la frequenza delle missioni, standardizzare la configurazione dell’SLS e rendere più rapida la preparazione dei voli successivi.











