Il 14 aprile 2026 Amazon ha annunciato l’acquisizione di Globalstar per 11.57 miliardi di dollari, con l’obiettivo di sviluppare servizi Direct-to-Device (D2D) nella costellazione in orbita bassa Amazon Leo. L’operazione, che dovrebbe chiudersi nel 2027, permette ad Amazon di integrare satelliti, infrastrutture e spettro radio già esistenti per accelerare la realizzazione di una rete capace di collegare direttamente smartphone e dispositivi ai satelliti.
Globalstar è un operatore di servizi satellitari già attivo, con una propria costellazione in orbita bassa e, soprattutto, con licenze per l’utilizzo dello spettro radio a livello globale. Questo è uno degli elementi più importanti dell’accordo: avere i permessi per l’utilizzo di queste frequenze è necessario per trasmettere dati tra satelliti e dispositivi a Terra, e sono una risorsa limitata e molto regolamentata. Con questa acquisizione, Amazon ottiene accesso diretto a queste frequenze, accelerando lo sviluppo della propria rete.
Allo stesso tempo, Amazon ha annunciato un accordo con Apple: i servizi satellitari già presenti su iPhone e Apple Watch, come l’Emergency SOS via satellite, continueranno a funzionare e in futuro saranno integrati nella rete Amazon Leo. In precedenza infatti questi servizi erano forniti tramite i satelliti di Globalstar.
Smartphone connessi direttamente ai satelliti
Il punto centrale del progetto è lo sviluppo dei servizi Direct-to-Device, cioè la possibilità per uno smartphone di collegarsi direttamente ai satelliti senza bisogno di infrastrutture a Terra. Amazon prevede di iniziare a introdurre questi servizi dal 2028, con una nuova generazione di satelliti dedicati.
A differenza dei sistemi satellitari tradizionali, che richiedono dispositivi specifici, il D2D è pensato per funzionare con telefoni normali. In una prima fase, i servizi includeranno messaggi, chiamate e dati di base, con prestazioni che miglioreranno nel tempo. Integrando i satelliti Leo con quelli di Globalstar, Amazon punta a creare una rete unica, capace di gestire sia internet veloce sia comunicazioni mobili.
Attualmente anche Starlink sta lavorando per fornire servizi D2D, che dovrebbero entrare in funzione entro la fine del 2026. Con questa acquisizione quindi, Amazon punta non solo ad accrescere i propri servizi, ma anche a coprire il gap con il principale concorrente: SpaceX e Starlink.
I nuovi servizi, però, dipenderanno direttamente dall’espansione della rete. Il Direct-to-Device, ad esempio, potrà essere introdotto anche nelle prime fasi, ma per offrire una copertura continua e prestazioni stabili sarà necessario aumentare il numero di satelliti in orbita.
Al momento, dopo l’ultimo lancio Atlas V il 4 aprile, Amazon Leo conta 241 satelliti su oltre 3000 previsti per la prima metà della costellazione. I prossimi due lanci sono previsti per la fine di aprile, con un altro Atlas V e con un Ariane 64.
Negli ultimi mesi, Amazon ha dichiarato l’intenzione di aumentare il ritmo di produzione dei satelliti e anche la frequenza dei lanci. Lo sviluppo della costellazione resta infatti il fattore principale per rendere del tutto operativi i nuovi servizi.











