Ad aprile potremmo assistere a importanti test in vista del prossimo lancio di Starship che, come confermato anche da Elon Musk, dovrebbe avvenire a maggio. L’ultimo volo risale al 14 ottobre dello scorso anno: da allora sono trascorsi circa cinque mesi e mezzo, uno degli intervalli più lunghi mai registrati tra due missioni del programma.
A febbraio, però, SpaceX è riuscita a portare a termine un test significativo, seppur con alcune criticità. Presso il nuovo pad di lancio hanno eseguito il primo static fire test di un Super Heavy V3, anche se limitato all’accensione di soli 10 motori Raptor. L’8 marzo inoltre, SpaceX ha confermato che il collaudo dei serbatoi della Ship 39 si è concluso con successo.
Nelle prossime settimane quindi, l’azienda potrebbe replicare la prova anche con la Ship 39 e procedere con un test completo del Booster 19, che prevede l’accensione simultanea di tutti e 33 i motori.
Il prossimo volo di Starship si avvicina sempre di più. In questo nuovo articolo della rubrica “I progressi di Starship” analizziamo quindi gli sviluppi più recenti e i traguardi raggiunti da SpaceX nell’ultimo mese.
Tante prime volte
Lo static fire test del Booster 19, condotto il 16 marzo, ha rappresentato una tappa cruciale per SpaceX e per lo sviluppo di Starship. Si è trattato infatti di una prova completamente inedita: erano nuovi il Super Heavy, i motori Raptor 3 e le infrastrutture di terra utilizzate. Per ridurre i rischi nelle fasi iniziali, l’azienda ha scelto di equipaggiare il booster con soli 10 motori, invece dell’intero set da 33, distribuendoli su diverse cerchie per testare tutte le linee di rifornimento.
Il percorso verso l’accensione è avvenuto in modo graduale. Il Booster 19, giunto al Pad 2 l’8 marzo, ha poi eseguito il primo test di caricamento dei propellenti due giorni dopo. Hanno così dimostrato fin da subito le capacità della nuova rampa, in grado di riempire completamente il serbatoio di ossigeno in circa mezz’ora.
Initial Super Heavy V3 and Starbase Pad 2 activation campaign complete, wrapping up several days of testing that loaded cryogenic fuel and oxidizer on a V3 vehicle for the first time. While the 10-engine static fire ended early due to a ground-side issue, we saw successful… pic.twitter.com/uHGji17srv
— SpaceX (@SpaceX) March 18, 2026
Il 12 marzo è seguito uno spin prime test, durante il quale i motori sono stati collaudati senza accensione completa. Dopo questa prova, il booster è stato temporaneamente rimosso dal pad per consentire alcune ispezioni. Il 15 marzo il Booster 15 è poi ritornato sul pad per ulteriori test, focalizzati sui sistemi di avviamento dei Raptor.
L’accensione dei 10 Raptor 3 è infine avvenuta il 16 marzo, ma è stata interrotta dopo pochi secondi a causa di un problema alle infrastrutture di terra, come confermato da SpaceX. Nonostante ciò, il test è stato considerato positivo: ha permesso di validare sia il nuovo pad di lancio sia i motori. Attualmente, il Booster 19 si trova presso il sito di costruzione, dove è in corso l’installazione dei restanti Raptor 3.
Nuovi permessi richiesti alla FCC
Dai permessi che SpaceX richiede alla Federal Communications Commission (FCC), l’ente americano che gestisce le telecomunicazioni, possiamo ricavare alcune informazioni riguardo ai prossimi lanci di Starship. L’azienda deve infatti richiedere l’utilizzo delle diverse bande di frequenza per comunicare con la Starship e il Super Heavy durante le varie fasi di volo. In tali richieste, SpaceX specifica anche alcuni dettagli riguardo al profilo di volo.
Abbiamo così una prima conferma riguardo agli obiettivi per i lanci numero 12 e 13 di Starship. Il prossimo volo, infatti, come avevamo ipotizzato, sarà suborbitale e dovrebbe ricalcare quello dei precedenti lanci. Possiamo quindi aspettarci due ammaraggi controllati: il Booster 19 nel Golfo del Messico e la Ship 39 nell’Oceano Indiano.
Ship 40 is fully tiled with TPS inside Starbase Mega Bay 2 and prepped for testing! Set for Flight 13, the vehicle is hoping to launch soon after Flight 12 in May.https://t.co/eqX5MSE8q5 pic.twitter.com/IADAQFbjLj
— NSF – NASASpaceflight.com (@NASASpaceflight) April 5, 2026
Sarà con il volo numero 13 che SpaceX ha richiesto, per la prima volta, i permessi per un volo orbitale di Starship. Questo significa che la Ship 40 farà un giro completo della Terra, ritornando nei pressi di Starbase. È improbabile però che, con questo lancio, avvenga la cattura al volo sia della Starship sia del Super Heavy. Ciò è dovuto a due principali motivi. A Starbase è in funzione solamente una Mechazilla, quella del Pad 2, che non sarebbe in grado di gestire entrambi i rientri in breve tempo. Inoltre, trattandosi del primo volo orbitale di una Starship, SpaceX probabilmente effettuerà diversi test per verificare comportamento strutturale, sistemi di manovra e prestazioni complessive generali.
Le modifiche al programma Artemis
Il 24 marzo l’amministratore della NASA, Jared Isaacman, ha presentato il piano Ignition, una revisione del programma Artemis pensata per definire le linee guida verso una presenza umana permanente sulla Luna. Tra le novità più rilevanti emerge una modifica sostanziale della missione Artemis III, che non prevederebbe più un allunaggio. La capsula Orion resterà infatti in orbita terrestre, dove effettuerà un test di docking con uno dei futuri lander lunari: Starship oppure Blue Moon di Blue Origin.
Isaacman ha indicato il 2027 come possibile data per Artemis III, ma resta da capire se SpaceX riuscirà a rispettare questa scadenza. Secondo Elon Musk, il prossimo volo di Starship è attualmente previsto per la prima metà di maggio, con un ritardo significativo rispetto alle stime di fine 2025. A incidere sono stati sia la perdita del Booster 18, avvenuta il 21 novembre scorso, sia l’intensa attività di test e collaudo delle nuove infrastrutture del Pad 2 di Starbase.
Se il prossimo volo avrà successo, SpaceX dovrà aumentare la frequenza dei lanci per testare e qualificare i sistemi necessari a garantire permanenze prolungate in orbita. Inoltre, secondo quanto emerso dai nuovi piani Artemis, l’azienda starebbe valutando lo sviluppo di una versione più semplice e ridotta di Starship, con l’obiettivo di accelerarne i tempi di sviluppo, anche se al momento non sono arrivate conferme ufficiali.
Il primo allunaggio dovrebbe ora avvenire con Artemis IV, prevista nel 2028, e per allora SpaceX dovrebbe avere una Starship in versione HLS pronta, con tanto di sistemi per il docking. Entro la fine dell’anno, quindi, potremmo vedere i primi prototipi di questa versione di Starship, probabilmente per i primi test a terra.
Altri “pezzi di Starship” – Brevi novità e aggiornamenti
- Il 24 marzo Elon Musk ha presentato il progetto TERAFAB, che prevede la costruzione di una fabbrica per la produzione di chip. Questi saranno utilizzati principalmente in due ambiti: i robot Optimus e i futuri data center orbitali. Proprio per questi ultimi, SpaceX necessiterà di Starship per trasportarli in orbita, data la loro massa e dimensione. TERAFAB prevederà la collaborazione delle principali aziende di Elon Musk, ovvero SpaceX, Tesla e xAI, sfruttando appieno le loro competenze.
- A seguito dei test con il Booster 19, SpaceX ha ripreso i lavori al Pad 2, oltre a condurre ulteriori prove. Il 20 marzo gli operai hanno iniziato a lavorare sulla cima della torre, installando la copertura che proteggerà la sommità dai gas di scarico del Super Heavy. A fine mese, invece, SpaceX ha condotto alcune prove con i bracci della nuova Mechazilla, collaudando gli attuatori elettrici per il loro movimento. Il 26 marzo, inoltre, gli operai hanno nuovamente installato la scritta “Gateway to Mars” all’inizio del sito di lancio.
- Il 6 aprile, durante un test al sito di McGregor, in Texas, un motore Raptor è esploso, generando diverse fiammate che hanno coinvolto la struttura. I danni non sembrano essere ingenti, ma richiederanno diversi giorni per effettuare controlli ed eventuali riparazioni. È possibile, quindi, che i test con i Raptor subiscano dei rallentamenti, ma il banco di prova danneggiato non è l’unico disponibile per questa tipologia di motori.
Holy Moly…It’s been a while since we’ve seen a RUD this violent.
Curious to know whether this was being pushed to new limits or if this was just a random malfunction.
🎥: @NASASpaceflight pic.twitter.com/XsJGueTkDe
— Zack Golden (@CSI_Starbase) April 6, 2026
- SpaceX ha presentato la documentazione confidenziale in vista della quotazione in borsa, prevista già a giugno 2026. L’offerta potrebbe raccogliere tra i 50 e i 75 miliardi di dollari, arrivando a una valutazione nell’ordine di 1,5–1,75 trilioni di dollari. Questi saranno destinati a finanziare progetti ambiziosi come data center spaziali e una futura fabbrica sulla Luna. Le principali banche globali, tra cui Goldman Sachs e JPMorgan Chase, guidano l’operazione, mentre la valutazione supera aziende come Meta e Tesla.
- Mentre SpaceX si sta preparando per il volo numero 12 di Starship, a Starbase stanno portando avanti la produzione anche dei prototipi per i lanci successivi. All’interno della Mega Bay 2, gli operai hanno ultimato la realizzazione della Ship 40, dotandola anche dello scudo termico completo. Probabilmente, la Ship 40 arriverà a Massey dopo che SpaceX avrà completato gli static fire test con la Ship 39.










