ispace ha annunciato oggi, 27 marzo 2026, una revisione importante della propria strategia di esplorazione lunare: ha presentato un nuovo lander chiamato ULTRA e un progetto per una costellazione di satelliti in orbita lunare per servizi di comunicazione.
Il nuovo lander ULTRA nasce dall’integrazione dei due modelli sviluppati separatamente in Giappone e negli Stati Uniti, rispettivamente Series 3 e APEX 1.0. Il progetto prevede di incorporare tecnologie da entrambe le piattaforme, come i serbatoi di propellente e il sistema di comunicazione progettato per operare con satelliti in orbita lunare.
Questa revisione porta però a un ritardo nella prima missione di ispace che stavano costruendo in US, parte del programma CLPS della NASA (la Mission 5), che ora è prevista per il 2030. La prossima missione, non per il programma CLPS, sarà la Mission 3 prevista nel 2028, seguita da un secondo lander (Mission 4) nel 2029. Tutte queste missioni utilizzeranno il nuovo lander ULTRA.

Gli annunci sono arrivati dopo la conclusione dell’analisi del fallimento della missione HAKUTO-R Mission 2 nel giugno 2025, terminata con un atterraggio non riuscito del lander RESILIENCE sulla superficie lunare. Una task force indipendente ha pubblicato sette raccomandazioni, tra cui l’introduzione della navigazione relativa al terreno (TRN), più test e un rafforzamento della gestione dei rischi, già integrate nei piani futuri.
Un lander unico per migliorare affidabilità e sviluppo
ispace ha spiegato che la scelta di unire i due lander (Series 3 e APEX 1.0) nasce dalla necessità di rendere le missioni più affidabili e semplici da gestire, mentre cresce la domanda di servizi lunari. Il nuovo lander ULTRA si basa soprattutto sul modello giapponese Series 3, ma include alcune tecnologie sviluppate negli Stati Uniti, così da usare un’unica piattaforma per tutte le missioni.
Alla base del cambiamento c’è anche la decisione di sostituire il motore VoidRunner, sviluppato con Agile Space Industries, a causa di ritardi nel raggiungimento delle prestazioni richieste. Il nuovo motore, fornito da un’azienda non ancora resa pubblica, ha già esperienza di volo anche in missioni lunari, ed è stato scelto proprio per ridurre i rischi tecnici rispetto al VoidRunner. Questa decisione ha causato dei ritardi, ma serve a aumentare le probabilità di successo delle missioni.
Allo stesso tempo, ispace ha riorganizzato il lavoro interno creando un unico team globale. La progettazione e lo sviluppo saranno gestiti insieme, mentre le fasi di assemblaggio e test resteranno divise tra Giappone e Stati Uniti. L’azienda ha anche deciso di aumentare i test, seguendo le indicazioni emerse dopo la missione RESILIENCE. Questi cambiamenti servono anche a controllare meglio costi e tempi, con una gestione più efficiente delle risorse.
Una rete di satelliti in orbita lunare
Oltre al lander, ispace ha annunciato anche il Lunar Connect Service, un progetto che prevede una rete di satelliti in orbita lunare per fornire comunicazioni, navigazione e osservazione. L’obbiettivo è lanciare almeno cinque satelliti entro il 2030. Il primo verrà inviato già nel 2027, con una missione chiamata Mission 2.5. Per portarlo in orbita lunare, ispace utilizzerà un OTV (Orbital Transfer Vehicle) sviluppato dalla società statunitense Argo Space.

Questi satelliti serviranno a garantire comunicazioni tra la superficie della Luna, l’orbita e la Terra, oltre a fornire dati sulla posizione e immagini della superficie lunare. Saranno utilizzati anche per monitorare gli oggetti nello spazio attorno alla Luna.
Il progetto sarà sviluppato insieme all’azienda giapponese KDDI, che si occuperà delle infrastrutture a terra per gestire i dati. Il sistema sarà compatibile con LunaNet, il programma internazionale per le comunicazioni lunari promosso dalla NASA, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA). Secondo le stime dell’azienda, questo tipo di servizi potrebbe raggiungere un valore di circa 3 miliardi di dollari all’anno entro il 2040.
Sistemi simili sono attualmente in fase di sviluppo anche da altre aziende impegnate nella creazione di reti di comunicazione lunare, come Intuitive Machines negli Stati Uniti per la NASA e Telespazio in Europa con la rete Moonlight per l’ESA.
ispace ha affermato che punta a inserirsi in questo contesto e, in particolare, a supportare i nuovi piani della NASA annunciati il 24 marzo per la costruzione di una futura base lunare, adattando i propri servizi alla crescita delle attività sulla Luna nei prossimi anni.










