L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha selezionato D-Orbit come prime contractor per MORPH (Modular On-Orbit Refurbishment for Permanent Hardware), una missione che punta a dimostrare, per la prima volta in Europa, il rifornimento dei satelliti direttamente nello spazio. L’annuncio è stato dato il 24 marzo 2026 durante il SatShow 2026 a Washington D.C., dove l’azienda ha partecipato all’interno del Padiglione italiano.
MORPH vuole essere un passo avanti verso un modo diverso di usare i satelliti. Oggi, infatti, questi vengono progettati per funzionare finché hanno carburante o finché i loro sistemi restano operativi. Quando una di queste condizioni viene meno, il satellite viene sostituito con uno nuovo, lanciato dalla Terra. Questo modus operandi, però, è costoso e contribuisce ad aumentare il numero di oggetti presenti in orbita.
L’idea alla base della missione è cambiare questo approccio. Con tecnologie di manutenzione in orbita, come riparazioni, aggiornamenti e rifornimento, i satelliti potrebbero continuare a operare più a lungo. In questo modo si ridurrebbe la necessità di lanciarne di nuovi e si sfrutterebbero meglio quelli già esistenti.
MORPH si inserisce nel percorso già avviato da D-Orbit con la missione RISE, prevista per il 2029. Rispetto a questa, il nuovo progetto punta a studiare soluzioni più avanzate, in particolare per il rifornimento in orbita. Dopo una prima fase preliminare già conclusa, il programma entra ora nella Fase A, in cui verranno definiti i principali aspetti della missione.
Verso satelliti riutilizzabili e uno spazio più sostenibile
Durante gli otto mesi di studio previsti per la Fase A, D-Orbit e i partner del consorzio svilupperanno un concetto di missione completo per dimostrare il rifornimento in orbita. Questo include la definizione dell’architettura del sistema, dello scenario operativo e delle tecnologie necessarie per realizzare queste operazioni in sicurezza.
Il progetto si basa sulla piattaforma GEA, sviluppata da D-Orbit proprio per il servicing in orbita, sotto contratto con l’ESA. Questa piattaforma verrà adattata con interfacce modulari e sistemi robotici in grado di interagire con altri satelliti, consentendo operazioni come il trasferimento di carburante o la sostituzione di componenti.
Una parte importante dello studio riguarda i satelliti in orbita geostazionaria (GEO), dove si trovano molti dei sistemi utilizzati ogni giorno per comunicazioni e servizi globali. Poter intervenire su questi satelliti direttamente nello spazio permetterebbe di continuare a usarli più a lungo, senza doverne lanciare subito di nuovi.
MORPH rientra nella strategia dell’ESA per rendere lo spazio più sostenibile. L’obiettivo è ridurre i detriti e utilizzare meglio le risorse già presenti in orbita.











