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Inizia la missione Crew-12. A bordo anche la francese Sophie Adenot dell’ESA, per la missione Epsilon

Andrea D'Urso di Andrea D'Urso
Febbraio 13, 2026
in Agenzie Spaziali, ESA, ISS, NASA, News, SpaceX
Inizia la missione Crew-12. A bordo anche la francese Sophie Adenot dell’ESA, per la missione Epsilon
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Alle 11:15 italiane del 13 febbraio 2026, i quattro astronauti della missione Crew-12 sono partiti da Cape Canaveral per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). NASA e SpaceX hanno anticipato il lancio di diversi giorni rispetto a quanto previsto fino a un mese fa, a causa del rientro anticipato della capsula Dragon con a bordo l’equipaggio di Crew-11. A bordo della Dragon anche l’astronauta francese Sophie Adenot, prima astronauta della classe 2022 a volare a bordo della ISS per una missione di lunga durata.

Questa missione è particolarmente importante perchè va a “soccorrere” l’attuale equipaggio della ISS, in formazione ridotta. Un problema di salute di uno dei membri dell’equipaggio di Crew-11, la missione precedente, ha spinto la NASA a ridurre la durata della loro permanenza sulla ISS. Il 15 gennaio, con circa un mese di anticipo, la Dragon Endeavour di Crew-11 è ammarata con successo al largo della California, riportando sulla terra tutti e quattro gli astronauti.

L'astronauta francese Adenot Sophie.
L’astronauta francese Adenot Sophie.

L’equipaggio di Crew-12 è guidato dall’astronauta NASA Jessica Meir nel ruolo di comandante, affiancata dal pilota Jack Hathaway. Completano il team due specialisti di missione: Sophie Adenot, dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), e Andrej Fedjaev dell’Agenzia Spaziale Russa Roscosmos. La partecipazione di Fedjaev è stata annunciata solo il 2 dicembre 2025, dopo l’esclusione di Oleg Artemyev, che secondo quanto emerso, avrebbe fotografato e condiviso con Roscosmos documentazione riservata di SpaceX.

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Con la missione Crew-12 viene introdotta anche una nuova versione delle tute di volo intraveicolari. Il design prevede una cerniera a spirale lungo il torso, che separa la parte superiore da quella inferiore e rende più semplice indossarle e toglierle. Le tute sono regolabili in altezza e adattabili a diverse corporature, una soluzione che punta a semplificare anche la produzione per le missioni future.

Crew-12 will launch to the @Space_Station no earlier than Feb. 13.

Liftoff is scheduled for 5:15 a.m. EST (1015 UTC), and coverage begins here at 3:15am ET (0815 UTC). pic.twitter.com/5oyaA6FrNb

— NASA (@NASA) February 12, 2026

La missione Epsilon di Sophie Adenot

Durante la missione Epsilon saranno effettuati oltre 30 esperimenti europei che spaziano dalla fisiologia umana alla dimostrazione tecnologica, con l’obiettivo di preparare le future fasi dell’esplorazione spaziale verso la Luna e Marte. Il fulcro della missione Epsilon risiede nel testare soluzioni innovative per l’autonomia degli equipaggi in orbita. Una delle attività più rilevanti è rappresentata dal Metal 3D Printer, il primo dimostratore tecnologico dell’ESA progettato per la stampa 3D di metalli in microgravità.

Sviluppato da un consorzio guidato da Airbus, questo strumento permette di valutare la possibilità di produrre pezzi di ricambio direttamente nello spazio, riducendo la dipendenza dai rifornimenti terrestri, ed è già stato testato a bordo della ISS. L’astronauta francese ne continuerà le attività.

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Le attività della missione Epsilon non si limitano alla raccolta dati in orbita bassa, ma fungono da banco di prova per il Deep Space. L’integrazione di sistemi di realtà virtuale (VR for Exercise) per migliorare il benessere psicofisico e l’impiego di nuovi protocolli di campionamento biologico definiscono il percorso dell’ESA verso una presenza umana sostenibile oltre l’orbita terrestre.

–> Qui si possono approfondire tutti gli esperimenti che saranno eseguiti dall’astronauta Sophie Adenot durante la missione Espsilon. 

Partenza da SLC-40 e modifiche al pad 39A

Per questa missione, SpaceX ha scelto di riutilizzare la capsula Dragon Freedom, già impiegata in quattro precedenti voli verso la ISS: Crew-4, Ax-2, Ax-3 e Crew-9. Anche il primo stadio del Falcon 9 sarà riutilizzato: il booster era già stato impiegato in precedenza per il lancio di un carico di satelliti Starlink.

Come già avvenuto per la missione Crew-9, anche Crew-12 è partita dal complesso di lancio 40 di Cape Canaveral, e non dallo storico 39A. Nel corso del 2026, infatti, SpaceX prevede di riprendere i lanci del Falcon Heavy e di accelerare i lavori per il pad di lancio di Starship. Per consentire queste attività, è necessario ridurre il numero di lanci dei Falcon 9 dalla rampa 39A.

L’11 febbraio i tecnici di SpaceX hanno rimosso il braccio di accesso utilizzato per le capsule Dragon dalla 39A. Secondo quanto dichiarato da Kiko Dontchev, vicepresidente dei lanci dell’azienda, non si tratta di una rimozione definitiva. L’operazione permette sia di effettuare lavori di manutenzione sulla struttura, sia di rendere più semplici le operazioni di lancio del Falcon Heavy.

Dal post di Dontchev emerge quindi che, almeno per il momento, SpaceX non intende rinunciare definitivamente ai lanci della Dragon dal complesso 39A. In caso di necessità, il braccio di accesso alla capsula potrà infatti essere reinstallato.

Una nuova area di atterraggio

Con Crew-12, SpaceX ha inaugurato anche una nuova area di atterraggio per i primi stadi del Falcon 9, denominata Landing Zone 40 (LZ-40). Come suggerisce il nome, la piattaforma si trova direttamente all’interno dello SLC-40, come richiesto dalla Space Force.

Le aree utilizzate in precedenza si trovavano presso lo SLC-13, il cui utilizzo è passato alle aziende Phantom Space e Vaya Space. Il primo stadio che ha lanciato la Dragon Freedom di Crew-12 è quindi atterrato a poche centinaia di metri dalla rampa di partenza.

Falcon is the first orbital-class rocket capable of recovery and reuse. The first stage booster supporting this mission will complete the first landing at Landing Zone 40 at Cape Canaveral, our newest recovery site pic.twitter.com/cIywfwu99B

— SpaceX (@SpaceX) February 13, 2026

SpaceX ha però rischiato di dover rinviare il lancio di Crew-12, a causa di un’anomalia che si è verificata durante una missione Starlink, il 2 febbraio. Dopo il rilascio dei satelliti, il secondo stadio non è riuscito a riavviare il motore a causa della presenza di una bolla di gas nel sistema di alimentazione. L’impossibilità di eseguire il deorbit burn ha provocato un rientro incontrollato, avvenuto circa 10.5 ore dopo il lancio. La FAA ha quindi sospeso i voli del Falcon 9 fino al 7 febbraio, per analizzare l’incidente e verificare le condizioni necessarie alla ripresa delle operazioni.

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Tags: crew-12Falcon 9ISSSpaceX

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