Alle 9:41 italiane del 15 gennaio 2026, la capsula Dragon Endeavour con a bordo i quattro astronauti della missione Crew-11 è ammarata con successo al largo della California. Erano partiti dalla Stazione Spaziale Internazionale circa 10 ore e mezza prima.
Il rientro di Crew-11 sulla Terra è stato anticipato a causa di problemi legati alla salute di un astronauta. Per motivi di privacy, la NASA non ha fornito dettagli sulle condizioni né ha reso noto il nome dell’astronauta coinvolto. L’equipaggio di Crew-11 era composto dagli statunitensi Zena Cardman e Michael Fincke, affiancati dal giapponese Kimiya Yui, in rappresentanza dell’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA), e dal cosmonauta russo Oleg Platonov.
Prima di questa emergenza, la fine della missione Crew-11 era prevista per il 20 febbraio. Poco prima, infatti, è previsto l’arrivo dell’equipaggio della spedizione successiva. Dopo questo rientro anticipato di circa 40 giorni, sulla ISS rimangono solamente i tre astronauti della missione Soyuz MS-28 (due di nazionalità russa e un astronauta NASA).
Da quando la Stazione Spaziale Internazionale è abitata in modo continuativo, a partire dal 2 novembre 2000, non si era mai verificata un’interruzione di missione dovuta a problemi medici. Fatto reso possibile sia dagli scrupolosi controlli sanitari cui sono sottoposti gli astronauti, sia dall’ambiente altamente controllato e monitorato della ISS.
In passato, tuttavia, non sono mancati casi di problemi di salute che hanno portato all’interruzione anticipata di missioni spaziali. L’episodio più recente risale al 1987 e riguardò una missione sovietica, conclusa in anticipo a causa delle condizioni fisiche di un membro dell’equipaggio.
Una risposta rapida all’emergenza
La prima comunicazione ufficiale sui problemi di salute di uno degli astronauti è arrivata il 7 gennaio, con l’avviso della cancellazione di un’attività extraveicolare prevista per il giorno successivo, l’8 gennaio. Gli astronauti coinvolti in questa attività erano Mike Fincke e Zena Cardman. Non c’è una conferma ufficiale, ma è possibile che il problema medico abbia riguardato proprio uno dei due astronauti. Successivamente, l’8 gennaio la NASA ha tenuto una conferenza per comunicare la situazione a bordo della ISS e la volontà di anticiparne il rientro.
Di fronte a questa situazione, NASA e SpaceX hanno reagito con grande rapidità, decidendo di anticipare la conclusione della missione Crew-11. Di conseguenza, dovranno anticipare anche il lancio della missione successiva, ovvero Crew-12. Ancora non sono state date comunicazioni al riguardo.
Il rientro della capsula Dragon Endeavour è iniziato il 14 gennaio alle 22:40, con il distacco dalla ISS. Con questo volo, SpaceX ha inoltre raggiunto un nuovo traguardo: per la prima volta una capsula Dragon ha completato con successo sei missioni operative. Si tratta di un traguardo importante, poiché SpaceX punta a certificare le sue capsule affinché ognuna possa supportare fino a 15 missioni.
La missione Crew-11 era partita l’1 agosto 2025 e si è quindi protratta per circa 166 giorni. Nonostante la conclusione anticipata, non si tratta comunque della spedizione congiunta NASA–SpaceX di durata più breve. La missione più breve di rotazione dell’equipaggio a bordo della ISS infatti è stata Crew-10, durata 147 giorni e 17 ore, che si è svolta tra marzo e agosto 2025.











