Dalla Mega Bay di SpaceX, finalmente è uscito il nuovo Super Heavy. Ha raggiunto il sito di Massey, dove hanno iniziato a testarlo. Con queste operazioni è ufficialmente iniziata la preparazione del dodicesimo volo di Starship, e sarà sicuramente il più atteso.
A Starbase e in Florida, intanto, procedono velocemente anche i lavori alle infrastrutture di terra. Lo smantellamento del primo pad e la preparazione del secondo, a Starbase, mentre in Florida si preparano ad accellerare i lavori.
Di tutto questo, e molto altro, come il fatto che ora SpaceX non è più una azienda spaziale, ma è anche una società di Intelligenza Artificiale, e possiede un social newtork, scriviamo in questa puntata di “I progressi di Starship” la rubrica che ogni mese, da oltre cinque anni, vi racconta tutti gli aggiornamenti e novità sul progetto del più grande razzo mai progettato dall’Umanità.
Finalmente iniziano i test con il Booster 19
Sono trascorsi 72 giorni dalla rottura del serbatoio del Booster 18 all’arrivo a Massey del Booster 19. Per raggiungere questo risultato, gli operai di SpaceX hanno dovuto lavorare velocemente per completare il nuovo prototipo. SpaceX ha completato il corpo principale del Booster 19 in circa 25 giorni, annunciando la fine di questi lavori il 24 dicembre. A gennaio, invece, gli operai hanno installato tutte le componenti necessarie a rendere il prototipo funzionante, come le tubazioni e le diverse reti elettriche. Mancano ancora le tre (non più quattro) grid fins, ovvero le griglie stabilizzatrici utilizzate durante il rientro, e i 33 motori Raptor 3. Questi elementi saranno installati una volta terminati i collaudi, come ultime componenti in vista del lancio.
Il Booster 19 ha raggiunto il sito di Massey il 1° febbraio e già dal giorno seguente SpaceX ha dato il via ai test. Durante questa fase i serbatoi vengono riempiti con azoto liquido, che permette ai tecnici di osservare il comportamento della struttura.
È stata proprio in questa fase che il Booster 18 subì un grave cedimento strutturale. Sebbene non sia stato comunicato ufficialmente, sembrerebbe che la causa che ha portato a quell’incidente sia stata un problema con uno dei COPV (Composite Overwrapped Pressure Vessel). Nelle settimane successive, infatti, SpaceX ha realizzato a Massey una struttura apposita per il collaudo di questi piccoli serbatoi, prima della loro installazione sui prototipi.
Booster 19 preparing to begin prelaunch testing pic.twitter.com/ga1tfCvVSD
— SpaceX (@SpaceX) February 1, 2026
Durante il mese di dicembre, inoltre, gli operai hanno eretto delle impalcature attorno alla Ship 39. Solitamente queste operazioni vengono svolte per lavori allo scudo termico ma, questa volta, è possibile che siano state necessarie proprio per ispezionare, ed eventualmente sostituire, i COPV anche della Ship 39. Presto anche la nuova Starship arriverà a Massey, in quanto SpaceX ha quasi ultimato i lavori al pad per i test.
Tre pad, tre team al lavoro
Il Pad 2 di Starbase è ormai quasi ultimato e, nell’ultimo mese, SpaceX ha iniziato a effettuare diversi collaudi. A fine gennaio, infatti, SpaceX ha testato diverse volte il Deluge System, ovvero l’impianto che ha il compito di “allagare” la base della rampa di lancio. Questo permette di assorbire le vibrazioni dovute all’avviamento dei motori Raptor del Super Heavy, proteggendo così le infrastrutture.
Il 7 gennaio SpaceX ha installato la sezione terminale dello Ship Quick Disconnect (SQD), il braccio che ha il compito di rifornire proprio la Ship. Quest’ultima sezione termina proprio con i connettori che permettono l’interfaccia tra la Ship e le infrastrutture di terra. Dalla metà di gennaio, SpaceX ha iniziato a collaudare i movimenti di tutti i bracci della nuova Mechazilla, ovvero i chopstick, utilizzati sia per posizionare i prototipi sul pad sia per la loro cattura al volo, e dell’SQD.
Il 20 gennaio, dopo lo smantellamento della rampa di lancio, gli operai hanno avviato i lavori per realizzare le fondamenta della struttura del Pad 1. Prima di questa operazione, gli operai hanno dovuto rimuovere tutte le lastre di acciaio del vecchio Water Deluge System, non in grado di resistere alla spinta dei nuovi motori Raptor 3.
A Starbase, inoltre, vicino al sito di lancio, SpaceX sta realizzando un Air Separation Unit (ASU) per la produzione di ossigeno e azoto in loco. Questo consentirà a SpaceX di ridurre drasticamente i tempi per il rifornimento dei serbatoi di terra, evitando inoltre il transito di numerosi camion. Dopo averne realizzato le basi, a fine gennaio gli operai hanno iniziato a trasportare verso il sito di lancio le complesse strutture che comporranno l’ASU.
Large new SpaceX Starbase ASU component staged for transport during tonight’s road closure.
1/23/26 pic.twitter.com/125DMjUOXS
— Starship Gazer (@StarshipGazer) January 23, 2026
Procedono rapidamente anche i lavori di completamento della rampa di lancio di Starship in Florida, presso il Launch Complex 39A. Proprio per accelerarne la costruzione, oltre a favorire i lanci del Falcon Heavy, SpaceX ha sospeso i voli del Falcon 9 da questo complesso. Il 30 gennaio la FAA ha pubblicato la nuova versione dell’Environmental Impact Statement (EIS) inerente ai 44 lanci annui di Starship che SpaceX punta a effettuare dal 39A. Sebbene la FAA abbia ultimato la revisione sugli impatti ambientali dei lanci, non è ancora detto che l’agenzia rilasci i permessi di volo: la FAA deve infatti valutare i risultati dell’EIS per poi esprimersi.
La fusione fra SpaceX e xAI.
Elon Musk ha annunciato personalmente la notizia forse più importante di quest’anno, finora, la fusione fra SpaceX e xAI. Questa seconda società non è solo la startup che gestisce tutti i progetti di intelligenza artificiale di Elon Musk, ma anche l’azienda che integra X, il social network che si chiamava Twitter. Per cui ora c’è un’unica grande azienda che si occupa di social, intelligenza artificiale e Spazio. E se conosciamo un po’ Musk, questi tre ambienti sono destinati ad integrarsi sempre di più. Ci aspettano quindi diverse novità importanti.
Tutto questo gioco aziendale, sempre secondo Musk, serve a sbloccare la potenza di calcolo che si può portare e mantenere in orbita, grazie alla presenza di energia solare praticamente sempre disponibile. Per questo motivo hanno anche annunciato un piano per una megacostellazione di un milione di satelliti, pensati appositamente per l’IA.
Tutto questo ovviamente non sarà minimamente possibile senza Starship, per cui questi progetti andranno ad impattare direttamente anche il progetto del razzo. E il primo impatto è economico. Sappiamo che mancano ancora diversi test e sviluppi per rendere operativa Starship. Un primo lancio di satelliti in orbita non dovrebbe avvenire prima della seconda parte del 2026. E per continuare lo sviluppo a SpaceX servono soldi, che Musk intende raccogliere quotandosi in borsa, ad una valutazione che sarà molto altra grazie all’integrazione di XaI.
Insomma, un piano articolato, sulla carta forse anche sensato, ma non ci resta che aspettare, forse anche poche settimane, per vedere come impatterà nello sviluppo di Starship.
Altri “pezzi di Starship” – Brevi novità e aggiornamenti
- SpaceX è stata multata per un totale di 115.850 dollari dall’Occupational Safety and Health Administration (OSHA) a seguito del crollo di una gru avvenuto il 24 giugno 2025 presso il sito di Starbase, in Texas. Secondo quanto emerso dall’indagine, la gru idraulica coinvolta era stata recentemente riparata ma rimessa in servizio senza un’adeguata ispezione da parte di personale qualificato, come previsto dagli standard di sicurezza. Inoltre, non sarebbero state effettuate né documentate le ispezioni periodiche obbligatorie, sia mensili sia annuali. OSHA ha contestato a SpaceX sette violazioni gravi, ritenendo che le carenze nei controlli abbiano aumentato in modo significativo il rischio per i lavoratori presenti nel sito. L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di attenzione sulla sicurezza a Starbase, già oggetto in passato di segnalazioni per tassi di infortunio superiori alla media. SpaceX ha comunque la possibilità di contestare formalmente le sanzioni.
- Per collaudare le piastrelle dello scudo termico di Starship, SpaceX ha deciso di adottare anche un altro approccio. In diversi lanci del Falcon 9, infatti, SpaceX ha fatto applicare alcune piastrelle di Starship su una piccola porzione di una delle due metà che compongono il fairing, ovvero l’ogiva che protegge il carico alla partenza. Questi elementi, dopo la separazione, sono in grado di rientrare per essere recuperati, effettuando un ammaraggio controllato tramite paracadute. È molto probabile che l’intento di SpaceX sia quello di testarne la tenuta nelle fasi di ascesa e rientro. L’elevata cadenza dei lanci del Falcon 9 permetterà così a SpaceX di ottenere molti più dati sui sistemi di fissaggio delle piastrelle.

- Il noto YouTuber MrBeast ha avuto la possibilità di fare un tour di Starbase, potendo osservare l’interno della Starfactory e i processi produttivi. Durante il tour, MrBeast ha anche avuto modo di installare una piastrella dello scudo termico di Starship. L’operazione ha permesso di ottenere un piccolo sguardo su questo processo e sull’utilizzo del crunch wrap, il materiale impiegato per isolare una piastrella da quella adiacente.
- Il 1° febbraio SpaceX ha trasportato la sezione superiore della Ship 40 dalla Starfactory all’interno della Mega Bay 2. Successivamente, gli operai hanno sollevato questa sezione per installare la struttura che avrà il compito di stoccare e poi rilasciare i satelliti Starlink. Secondo i piani attuali, la Ship 40 sarà utilizzata per il volo di Starship numero 13.
- Elon Musk è tornato a parlare della Starship V4, ovvero la versione successiva a quella che deve ancora fare il suo debutto. Musk ha ribadito che la Ship avrà tre Raptor ottimizzati per il vuoto aggiuntivi, portando così a nove il numero di motori del secondo stadio. In totale, quindi, la Starship monterà 42 Raptor 4, anch’essi di prossima generazione. I nuovi motori dovranno raggiungere un valore di spinta di circa 300 tonnellate, mentre i Raptor 3, che devono ancora volare, arrivano a 280 tonnellate.
- A gennaio SpaceX ha effettuato alcuni test utilizzando un particolare prototipo chiamato B18.3. Il prototipo è formato dalla parte superiore del serbatoio del Super Heavy, quindi dotato anche della struttura per la manovra di hot staging. Sopra questa sezione SpaceX ha collocato un ulteriore anello, simulando così la base della Ship. I diversi test condotti sono serviti ad accumulare dati sul comportamento della nuova struttura per l’hot staging. Il 20 gennaio, durante uno di questi test, la sezione inferiore, non pressurizzata, si è deformata. Non è noto se ciò sia dovuto a un problema oppure se SpaceX abbia volutamente cercato il punto di rottura.










