Il 2 febbraio, tramite un comunicato firmato direttamente da Elon Musk, SpaceX ha annunciato di aver acquisito ufficialmente xAI, azienda impegnata nello sviluppo di intelligenze artificiali, creatrice di Grok, e proprietaria del social network X. La notizia di una possibile acquisizione era emersa già alcuni giorni fa, in vista della quotazione in borsa di SpaceX, prevista per giugno.
Secondo quanto affermato da Musk, l’acquisizione di xAI rappresenta un passo importante per lo sviluppo di tecnologie in grado di favorire il progresso dell’umanità. Musk ha ribadito l’obiettivo di raggiungere una civiltà di livello Kardashev II, capace di sfruttare una parte significativa dell’energia prodotta dalla propria stella. Questo passaggio avverrebbe attraverso l’impiego di grandi strutture in orbita attorno al pianeta, consentendo il salto da civiltà planetaria a civiltà stellare.
In termini meno fantascientifici, il piano a breve termine di SpaceX prevede la realizzazione di data center orbitali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, attraverso una costellazione composta da almeno un milione di satelliti.
Data center in orbita, la nuova frontiera
Negli ultimi mesi molte aziende hanno annunciato l’intenzione di sviluppare proprie reti di data center in orbita, spinte dalla rapida crescita dell’intelligenza artificiale. L’utilizzo e l’addestramento dei modelli di IA richiedono però grandi quantità di energia e acqua per il raffreddamento. Le strutture in orbita permetterebbero di mitigare diversi problemi legati all’approvvigionamento di queste risorse.
Il 30 gennaio SpaceX ha presentato una richiesta formale alla Federal Communications Commission (FCC) per realizzare una costellazione composta da circa un milione di satelliti. Secondo diverse dichiarazioni di Musk, questi satelliti potrebbero basarsi sul design degli Starlink V3, che dovrebbero essere lanciati entro la fine dell’anno a bordo di Starship.
Con l’acquisizione di xAI, SpaceX amplia il proprio perimetro tecnologico verso l’intelligenza artificiale, puntando ad attrarre capitali interessati sia all’AI sia allo sviluppo di potenziali data center nello spazio. Secondo diversi analisti, con la quotazione SpaceX potrebbe raggiungere una valutazione di 1500 miliardi di dollari, raccogliendo circa 50 miliardi di dollari di finanziamenti.
Nella sua lettera, Musk afferma esplicitamente che lo sviluppo di Starship sarà fondamentale per raggiungere tutti gli obiettivi che SpaceX si è prefissata. I fondi raccolti verrebbero quindi destinati alla realizzazione e al potenziamento del nuovo vettore.
Musk prevede che, una volta operativa, Starship sarà in grado di trasportare in orbita fino a 200 tonnellate di carico ogni ora. Su base annua, una simile cadenza renderebbe teoricamente possibile il lancio di circa un milione di tonnellate di satelliti. Assumendo una densità di 100 kW di potenza di calcolo per tonnellata, questo flusso aggiungerebbe fino a 100 gigawatt di capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale ogni anno.
Il modello ipotizza sistemi progettati per operare senza necessità di manutenzione continua in orbita. Su scala ancora maggiore, la stessa architettura potrebbe teoricamente spingersi fino a 1 terawatt di capacità di calcolo lanciata ogni anno dalla Terra.











