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Distrutto il primo Super Heavy V3, quando ci sarà il prossimo lancio? I progressi di Starship

Andrea D'Urso di Andrea D'Urso
Dicembre 5, 2025
in I progressi di Starship, News, Rubriche, SpaceX
progressi di starship

I progressi di Starship: 5 dicembre 2025

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Il debutto della Starship V3 slitterà di almeno un mese rispetto a quanto inizialmente previsto, a causa della distruzione del Booster 18. Il primo prototipo della nuova generazione di Super Heavy, infatti, non è sopravvissuto ai test di pressurizzazione, distruggendosi. SpaceX ha confermato il verificarsi di un problema, senza però dichiarare quali siano state le cause. Le indagini potrebbero essere ancora in corso e, probabilmente, avremo maggiori informazioni una volta concluse.

Oltre alla realizzazione dei prototipi, SpaceX sta lavorando anche alle infrastrutture di terra, non solo a Starbase. Il nuovo pad di lancio è quasi completato e presto inizieranno gli ultimi test per collaudare tutte le infrastrutture.

Ecco dunque cosa è accaduto nell’ultimo mese, in questa nuova puntata della rubrica “Progressi di Starship”.

L’incidente con il Booster 18

Il 21 novembre, quando a Starbase erano le 4:04 del mattino, quindi le 11:04 italiane, si è verificato un cedimento strutturale che ha portato alla rottura del serbatoio principale di ossigeno del Booster 18. Il prototipo di Super Heavy V3 aveva raggiunto il sito di Massey due giorni prima e questo era il suo primo test di pressurizzazione. Dovendo collaudare solo i serbatoi, SpaceX non aveva ancora installato i 33 motori che, con questo Super Heavy, sarebbero stati i primi Raptor 3 montati su un prototipo.

A causa della scarsa visibilità, non è chiaro quanto fosse stato riempito il serbatoio dell’ossigeno al momento della rottura. Sembrerebbe però che l’anomalia si sia verificata nelle fasi iniziali del test.
Il cedimento è avvenuto in prossimità dei COPV (Composite Overwrapped Pressure Vessel), piccoli serbatoi in materiale composito utilizzati per contenere azoto o altre tipologie di gas. Potrebbe quindi essersi verificato un incidente simile a quello che ha portato alla distruzione della Ship 36 a giugno di quest’anno. Se così fosse, l’incidente potrebbe non essere esclusivamente responsabilità di SpaceX, ma anche del fornitore dei COPV.

Looking into the guts of B18 from yesterday’s flyover.

Starbase Weekly is live now, where we will be going over these photos and more. Check it out on YouTube! pic.twitter.com/jhZVOH36E3

— RGV Aerial Photography (@RGVaerialphotos) November 23, 2025

Osservando il Booster 18 dopo la distruzione, è possibile notare come le pareti del serbatoio dell’ossigeno siano rivolte verso l’esterno e non verso l’interno. Questo fa supporre una possibile rottura causata da una pressione eccessivamente elevata all’interno del serbatoio.

Nonostante la rottura, il Booster 18 è rimasto in verticale sul pad per i test, senza spezzarsi o cadere. L’intera struttura è stata sorretta dal transfer tube interno, uno degli elementi maggiormente modificati nella Versione 3 del Super Heavy. Questa tubazione serve a trasportare il metano dal serbatoio principale ai motori Raptor ed è stata notevolmente ingrandita rispetto al passato: ora le sue dimensioni sono paragonabili a quelle di un primo stadio del Falcon 9. È quindi molto probabile che non si sia trattato di un cedimento di questa nuova tubazione; in caso contrario, il Booster 18 si sarebbe spezzato e sarebbe crollato.

E adesso?

A causa dell’estensione dei danni, SpaceX si è vista costretta a smantellare il Booster 18, un’operazione svolta direttamente sul pad per i test. Spostare il prototipo, infatti, sarebbe stato troppo pericoloso, quindi gli operai lo hanno sezionato sul posto. Queste operazioni, grazie anche ai diversi fotografi presenti nei pressi di Starbase, ci hanno permesso di osservare la struttura interna del Super Heavy V3, rivelando la complessa rete di tubazioni necessarie a trasportare il propellente verso i 33 Raptor.

Il 22 novembre, SpaceX ha dichiarato che il prossimo Super Heavy V3, il Booster 19, sarà completato entro la fine di dicembre. Non essendoci ancora un prototipo pronto a sostituire il Booster 18, i tempi per il debutto della Starship V3 si allungheranno ulteriormente. A oggi, 5 dicembre, sembrerebbe che manchino ancora diverse sezioni da unire al corpo principale del Booster 19 per completarlo.

SpaceX ha affermato che il debutto della Starship V3 avverrà nel primo trimestre del 2026. Dopo aver inizialmente previsto un lancio tra gennaio e febbraio, la tabella di marcia slitta ora di circa un mese. Completato il Booster 19, SpaceX dovrà eseguire i test di pressurizzazione per verificare l’integrità dei serbatoi. Solo successivamente i tecnici procederanno, per la prima volta, all’installazione dei motori Raptor 3 in vista degli static fire test.

In genere, tra le prove sui serbatoi e le accensioni dei motori trascorre circa un mese, a cui se ne aggiunge un altro per ultimare la preparazione del veicolo al volo. Considerando queste tempistiche, il debutto della Starship V3 potrebbe avvenire tra marzo e aprile, salvo ulteriori imprevisti.

Addio al Pad 1

A seguito dell’undicesimo volo di Starship, avvenuto il 14 ottobre, un team di operai di SpaceX ha iniziato a smantellare il Pad 1 di Starbase. I lavori si sono concentrati prima sulla demolizione di parte dell’Orbital Launch Mount, per poi proseguire con l’abbattimento dei sei pilastri su cui questa struttura poggiava. L’ultimo pilastro è stato abbattuto il 21 novembre.

Anche i bracci di Mechazilla hanno subito modifiche, venendo accorciati. Questo permetterà di alleggerire la struttura, rendendo i movimenti più facilmente gestibili.

Montage of all 6 legs coming down 🫡
📸: @NASASpaceflight https://t.co/g8DzeUjD6h pic.twitter.com/HpE8IY6rei

— Niall-Ian Anderson (@INiallAnderson) November 21, 2025

Nei prossimi giorni, oltre alla rimozione dei detriti, gli operai inizieranno a rimuovere anche le piastre di acciaio del Water Deluge System. Questi lavori sono necessari perché il Pad 1 sarà ricostruito come una copia del Pad 2, attualmente in fase di completamento.

Il Pad 1, infatti, non sarebbe stato in grado di supportare i lanci della Starship V3 per due principali motivi.
Il primo riguarda l’incompatibilità con i sistemi di rifornimento, in quanto il Super Heavy V3 necessita di due Quick Disconnect Arm: uno per il metano e uno per l’ossigeno.
In secondo luogo, il Water Deluge System e lo stesso OLM non sarebbero abbastanza resistenti per sopportare la spinta dei Raptor 3. I nuovi motori, infatti, sono in grado di generare 280 tonnellate di spinta, contro le 230 della versione precedente. Serve quindi una struttura adeguata in grado di assorbire sia le vibrazioni sia il calore generato dai motori del Super Heavy. Questo riguarda non solo la base del pad di lancio, ma anche l’OLM su cui poggia il vettore.

Il Pad 2 è stato dotato di un flame trench più tradizionale, in grado di allontanare i gas di scarico provenienti dai motori. Per assorbire il calore e le vibrazioni, la base della trincea è ricoperta da tubazioni forate, dalle quali fuoriesce acqua. Anche all’interno dell’OLM, di forma quadrata, sono presenti tubazioni in cui scorre acqua per raffreddare l’intera struttura. Sono inoltre presenti sistemi per recuperare parte dell’acqua utilizzata, limitando in questo modo gli sprechi e l’impatto sull’ambiente.

Il 19 novembre, gli operai di SpaceX hanno trasportato al Pad 2 anche l’ultima grossa e importante struttura per la rampa di lancio: il Quick Disconnect Arm per la Starship. Si tratta del terzo braccio della torre, che servirà a rifornire il secondo stadio del vettore. Questo braccio, qualche istante prima della partenza, si sgancia dalla Starship e ruota verso l’esterno, allontanandosi dai gas di scarico dei motori.

Altri “pezzi di Starship” – Brevi novità e aggiornamenti

  • SpaceX ha confermato il 2 dicembre di aver ottenuto le autorizzazioni necessarie per costruire due nuove rampe di lancio all’interno dello Space Launch Complex 37 di Cape Canaveral.
    Questo permesso è arrivato perchè La Space Force ha concluso l’Environmental Impact Statement, lo studio che valuta gli effetti ambientali delle operazioni di Starship, aprendo così la strada ai lavori. Dal complesso SLC-37 saranno autorizzati fino a 76 lanci annuali, accompagnati da altrettanti rientri sia del Super Heavy sia della Starship come secondo stadio. Queste operazioni si aggiungeranno ai 44 lanci previsti dal LC-39A e ai 25 da Starbase, ampliando in modo significativo la capacità operativa del programma Starship.Attualmente non sappiamo però quando potremmo vedere un lancio di Starship da questa rampa. Essendo i lavori in una fase ancora progettuale, ci aspettiamo non prima del 2027 o 2028.
    Anche al complesso LC-39A proseguono rapidamente i lavori per la nuova rampa di lancio dedicata a Starship.
  • Il 17 novembre gli operai di SpaceX hanno trasportato al complesso l’Orbital Launch Mount, che è stato installato nei giorni successivi. Questa rampa sarà identica al Pad 2 di Starbase, replicandone struttura e funzionalità. Secondo quanto dichiarato dal colonnello Brian Chatman, comandante dello Space Launch Delta 45, il primo lancio di Starship dalla Florida potrebbe avvenire già nella seconda metà del 2026, anche se quasi sicuramente si tratta di un annuncio politico, che però ci da almeno una indicazione di quando si aspettano sia pronta la rampa di lancio. Sicuramente, finchè Starship non sarà un mezzo sufficientemente sicuro, non partirà da questo sito di lancio, dato che lì vicino, a poche centinaia di metri, si trova la rampa da cui partono il Falcon 9 e il Falcon Heavy.
  • Il 3 dicembre si è svolta l’audizione al Senato, o meglio, alla commissione commercio e scienza del Senato, di Jared Isaacman. É stato interrogato da senatori repubblicani e democratici essendo il nuovo candidato ad amministratore della NASA. Dopo questa audizione il Senato voterà, l’8 dicembre, per decidere se Isaacman sarà l’amministratore. Durante l’audizione, sono state fatte a Isaacman diverse domande inerenti SpaceX e il suo rapporto con Elon Musk, che Isaacman ha rigettato più volte. Ha affermato di non avere investimenti in aziende spaziali e una volta ha scherzato sul fatto che non esistano foto di lui con Musk, segno che essi non sono poi così vicini. Ha anche affermato che se ci fosse stata un’altra azienda capace di portarlo nello spazio, l’avrebbe considerata, ma è andato da SpaceX solo perché era l’unica. La votazione dell’8 dicembre dovrebbe essere una mezza formalità, dato che il suo supporto sembra essere molto ampio.
  • SpaceX ha diffuso un nuovo filmato nel quale viene mostrato un test statico del motore Raptor 3, condotto in vista del prossimo volo di Starship. La prova ha riprodotto l’intero profilo operativo previsto in una missione del secondo stadio, cioè della ship: dalla fase di hot staging alla conclusione della spinta dei tre motori centrali. Il banco di prova è rimasto attivo per circa 6 minuti e mezzo, una durata paragonabile a quella del funzionamento in volo.

Validation testing on a Raptor 3 performing a Starship V3 ascent burn. Multiple versions of this test will cover the different conditions seen by Starship’s three inner engines during its initial climb to space pic.twitter.com/Rrd4rEuGqt

— SpaceX (@SpaceX) December 3, 2025

Tags: booster 18EsplosioneritardiSpaceXStarbaseStarship

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