Il 27 gennaio 2026 la NASA ha annunciato Athena, il suo supercomputer più avanzato finora, pronto a supportare una nuova generazione di missioni spaziali e progetti di ricerca scientifica.
Athena è gestito dall’ufficio del Chief Science Data Officer della NASA, è installato presso il Modular Supercomputing Facility del NASA Ames Research Center, nella Silicon Valley, e supera in potenza ed efficienza i suoi predecessori, Aitken e Pleiades. Con oltre 20 petaflops di prestazioni di picco, cioè la capacità di eseguire oltre 20 quadrilioni di calcoli al secondo, offre risorse di calcolo che consentono di affrontare alcune delle sfide più complesse nel campo dell’esplorazione spaziale, dell’aeronautica e delle scienze naturali, riducendo anche i costi operativi legati all’energia.
I supercomputer come Athena sono strumenti fondamentali per la NASA. Permettono di simulare processi fisici ad alta complessità, come il comportamento di un razzo in fase di lancio o il flusso d’aria intorno a nuove configurazioni di velivoli. Questi modelli sono utilizzati per analizzare grandi quantità di dati, ad esempio quelli raccolti da telescopi o sonde interplanetarie, per estrarre nuove informazioni scientifiche che sarebbero difficili da ottenere con metodi tradizionali.
Il nome è stato scelto attraverso un concorso interno ed è ispirato alla dea greca della saggezza e della guerra. Riflette infatti la funzione del supercomputer come strumento di supporto alla conoscenza e alla risoluzione di problemi complessi.
Athena è accessibile non solo ai ricercatori NASA, ma anche a scienziati esterni che lavorano su progetti correlati ai programmi dell’agenzia, che possono richiedere tempo di calcolo per i loro lavori.
Più potenza per simulazioni complesse e analisi dati
I supercomputer NASA come Athena sono progettati per affrontare problemi che richiedono una enorme quantità di calcoli simultanei. Nel contesto delle missioni spaziali, ciò significa creare simulazioni dettagliate dei fenomeni fisici e dinamici che si presentano durante il lancio, l’ingresso in atmosfera, l’orbita e l’atterraggio di veicoli spaziali.
Simulare questi processi richiede la risoluzione di equazioni che descrivono fluidodinamica, termodinamica e interazioni strutturali su scale di tempo e spazio molto diverse tra loro. Athena permette di eseguire simulazioni più accurate in tempi più rapidi rispetto ai sistemi precedenti, migliorando la capacità di prevedere e ottimizzare le prestazioni dei sistemi aerospaziali.
Oltre alle simulazioni fisiche, Athena è fondamentale per l’elaborazione di grandi dataset scientifici. I moderni strumenti di osservazione (telescopi spaziali, spettrometri, sensori planetari, ecc.) generano quantità di dati talmente vaste che analizzarle con metodi tradizionali risulta inefficiente. Il supercomputer supporta quindi lo sviluppo e l’addestramento di modelli di machine learning e di intelligenza artificiale che possono identificare pattern, anomalie e segnali deboli all’interno di questi dati.
Athena è stato anche progettato per consumare meno energia rispetto ai supercomputer precedenti, aiutando così la NASA a ridurre i costi elettrici. Il suo design modulare e la gestione efficiente delle risorse permettono di usare meglio l’energia disponibile, rendendo le attività di ricerca più sostenibili.
Prospettive per le missioni del futuro
Una delle caratteristiche chiave del progetto High-End Computing Capability della NASA è l’approccio ibrido alla gestione delle risorse di calcolo. Athena non è l’unica risorsa, ma fa parte di un ecosistema che combina supercomputer ad alte prestazioni e accesso a piattaforme commerciali di cloud computing.
Questa strategia dà ai ricercatori maggiore flessibilità: i calcoli più complessi, come le simulazioni fisiche, possono essere svolti su Athena, mentre altri lavori, come l’addestramento di modelli di intelligenza artificiale, possono essere gestiti su piattaforme cloud più adatte.
L’espansione delle capacità di calcolo è fondamentale anche per i piani futuri dell’Agenzia, che includono le missioni del programma Artemis per riportare astronauti sulla Luna e preparare le basi per esplorazioni umane su Marte. La complessità di questi programmi richiede strumenti in grado di analizzare e integrare enormi quantità di dati provenienti da simulazioni, test a terra e osservazioni in tempo reale.
Athena può anche supportare ricerche fondamentali in astrofisica, climatologia e tecnologie di propulsione avanzate, ambiti in cui il calcolo ad alte prestazioni gioca un ruolo sempre più centrale.











