Il 4 novembre 2025 alle 22:02 italiane, a bordo del lanciatore europeo Ariane 6 in partenza dallo spazioporto di Kourou in Guyana Francese, partirà il satellite europeo Sentinel-1D, parte integrante del programma Copernicus di osservazione della Terra della Commissione Europea, con il supporto tecnico dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).
Sentinel-1D è il quarto satellite della serie Sentinel-1. Il suo compito sarà quello di affiancare Sentinel-1C, operativo dal 2024, e sostituire Sentinel-1A, in orbita dal 2014 e ormai ben oltre la sua vita operativa nominale. Dal 2022, il malfunzionamento di Sentinel-1B aveva ridotto la capacità della costellazione, compromettendo la frequenza delle osservazioni radar, fondamentali per numerosi settori civili e scientifici.
Con il ritorno a una configurazione a due satelliti, 1C e 1D, operanti nella stessa orbita ma separati di 180°, si tornerà a garantire una periodicità di rivisita di sei giorni. Questo permetterà un aggiornamento più frequente delle immagini radar ad alta risoluzione, utili in applicazioni come il monitoraggio delle deformazioni del terreno, la gestione delle emergenze naturali, la sorveglianza marittima e il controllo dei ghiacci polari.
Per Ariane 6 questo sarà il terzo volo commerciale (la missione è denominata VA265). Il satellite sarà collocato in orbita solare sincrona ad un’altitudine di circa 693 km. La separazione del veicolo dal lanciatore avverrà circa 34 minuti dopo il decollo.
Un nuovo satellite radar con capacità avanzate
Sentinel-1D, come i suoi predecessori Sentinel-1C e Sentinel-1A, è equipaggiato con un radar ad apertura sintetica (SAR) in banda C operante alla frequenza di 5.405 GHz. Questo sensore consente di acquisire immagini della superficie terrestre indipendentemente dalla presenza di nuvole, pioggia o oscurità, rendendo la missione attiva 24 ore su 24, in tutte le condizioni atmosferiche.
Il satellite presenta quattro modalità operative di acquisizione, con fasce di osservazione che variano da 20 a 400 km e risoluzioni spaziali comprese tra 5 e 40 metri. L’integrazione del sistema di identificazione automatica AIS per la sorveglianza marittima, inoltre, rafforza il contributo del satellite al monitoraggio del traffico navale globale, migliorando la capacità di individuare navi in mare aperto.
Rispetto ai primi due Sentinel-1, la nuova coppia 1C e 1D introduce il supporto completo a tutti i sistemi di navigazione satellitare GNSS, inclusi GPS e Galileo. Questo consente una determinazione più precisa dell’orbita e migliora l’accuratezza delle immagini acquisite.
Una missione al servizio degli utenti
I dati raccolti da Sentinel-1D saranno liberamente accessibili e utilizzabili, secondo la politica open data del programma Copernicus. La loro disponibilità frequente e regolare è fondamentale per numerose applicazioni operative. Tra queste, il monitoraggio dei movimenti del suolo (subsidenza, frane, terremoti), il controllo del ghiaccio marino e l’identificazione di sversamenti di idrocarburi in mare.
In Europa, le agenzie ambientali, i centri di monitoraggio marino e la protezione civile dipendono dai dati di Sentinel-1 per rispondere tempestivamente a disastri naturali. In Italia, utenti come ISPRA, CNR e il Dipartimento della Protezione Civile utilizzano queste osservazioni per studiare fenomeni geologici, sorvegliare infrastrutture critiche e pianificare risposte rapide a eventi estremi.
Sentinel-1D è stato realizzato da un consorzio di circa 60 aziende europee, guidate da Thales Alenia Space in qualità di appaltatore principale. Il radar a bordo è stato fornito da Airbus Defence and Space. I sensori stellari a bordo del satellite e le unità di potenza del radar sono stati forniti da Leonardo. Le operazioni saranno gestite congiuntamente da ESA e Commissione Europea, nell’ambito dell’impegno per il mantenimento dell’autonomia europea nell’osservazione satellitare della Terra.
Il 4 novembre seguiremo il lancio di Sentinel-1D in live sul nostro canale YouTube.










