Durante lo IAC 2025, l’azienda Solstar Space ha annunciato di aver ottenuto un contratto con la NASA per sviluppare punti di accesso Wi‑Fi destinati alle missioni Artemis e al programma CLPS (Commercial Lunar Payload Services). Il finanziamento, di 150 mila dollari nell’ambito del programma SBIR (Small Business Innovation Research), coprirà una fase iniziale di sei mesi dedicata alla progettazione preliminare di access point lunari capaci di supportare comunicazioni tra astronauti, rover, strumenti scientifici, sensori, tute spaziali e tablet.
L’obbiettivo è quello di realizzare un sistema wireless “multi‑modo, multi‑protocollo, multi‑banda” in grado di operare nelle condizioni estreme della Luna: variazioni termiche, radiazioni e vincoli critici di massa, potenza e volume. Per farlo, Solstar collabora con il Johnson Space Center della NASA, lo stesso centro che ha sviluppato la connettività Wi‑Fi per la Stazione Spaziale Internazionale, per garantire compatibilità con le esigenze dei sistemi Artemis.
Il progetto prevede anche l’evoluzione verso versioni radiation‑hardened per missioni di durata più lunga rispetto al singolo giorno lunare. La fase preliminare, se valida, costituirà la base per costruire prodotti commerciali da inviare già alle missioni CLPS future.
NASA tapped Solstar to build the Lunar Wi-Fi Access Point. This is the first step in bringing Wi-Fi to the Moon.
From rovers to habitats to cislunar spacecraft, our LWIFI-AP will keep astronauts + systems connected for the Artemis program & CLPS missions.https://t.co/kAitJpUYD6 pic.twitter.com/z6A9au5td9— Solstar Space (@SolstarOFFICIAL) September 29, 2025
Sfide progettuali e requisiti tecnici
Solstar, azienda con sede a Santa Fe, New Mexico, è specializzata in servizi di comunicazione persistente per satelliti, stazioni spaziali, veicoli di lancio e altri sistemi spaziali.
Per funzionare sulla superficie lunare, un access point Wi‑Fi dovrà affrontare diversi ostacoli tecnici: il vuoto, escursioni termiche estreme (da centinaia di gradi fra giorno e notte lunare), irraggiamento diretto, polvere lunare e cicli di carico/scarico termici.
Sul piano delle prestazioni, il sistema deve supportare una comunicazione robusta tra un insieme variegato di dispositivi (astronauti, rover, payload, stazioni orbitali), con latenza minima, throughput adeguato e resistenza alle interruzioni. Il requisito NASA richiede che ogni sottosistema, dal veicolo di discesa umano al Lunar Gateway, passando per il Lunar Terrain Vehicle e i payload CLPS, sia dotato di capacità di rete Wi‑Fi integrate.
Solstar ha definito il proprio LWIFI‑AP (Lunar WiFi Access Point) come soluzione che potrà supportare flussi dati in tempo reale per navigazione, telemetria, collaborazione scientifica e controllo remoto. Poiché le missioni CLPS durano tipicamente un giorno lunare, ovvero circa 14 giorni terrestri, l’intervento iniziale si concentra su versioni non necessariamente progettate per operare per mesi, ma con la prospettiva di evolvere verso sistemi durevoli.











