Per la terza volta, un Atlas V di ULA ha trasportato in orbita con successo 27 satelliti della costellazione Kuiper di Amazon. Il lancio è avvenuto dal complesso numero 41 di Cape Canaveral, alle 14:09 italiane del 25 settembre. Solamente qualche ora prima, dalla rampa di lancio accanto, la numero 40, è partito anche un carico di satelliti Starlink, il servizio concorrente realizzato da SpaceX.
Ciò dimostra quanto le megacostellazioni, utilizzate per fornire servizi di connessione a internet in tutto il mondo, stiano avendo un enorme impatto sulla cadenza dei lanci spaziali. Grazie a quest’ultimo lancio, Amazon ha nello spazio 129 satelliti, di cui però solo 24 in orbita operativa, secondo le analisi dell’astronomo Jonathan McDowell.
L’azienda fondata da Jeff Bezos prevede di effettuare, entro la fine dell’anno, altri tre lanci, per un totale di 200 satelliti in orbita. Tra questi, anche il terzo e ultimo che prevede l’utilizzo del Falcon 9, ma è possibile che, per mantenere una cadenza di missioni elevata, Amazon decida di acquistare altri voli sul Falcon 9.
3,2,1…liftoff! ULA’s Atlas V rocket powers off the launch pad carrying the next Amazon satellites for the Project Kuiper broadband constellation and the future of global connectivity!https://t.co/aAPPJAhIns pic.twitter.com/C2JagAwNCi
— ULA (@ulalaunch) September 25, 2025
Crescita degli accordi commerciali
Starlink ha aperto la strada alla realizzazione delle megacostellazioni, dimostrando l’enorme efficacia dei servizi satellitari per internet in orbita bassa. Il servizio di SpaceX si è espanso lentamente, superando i confini americani solo dopo aver dimostrato di essere una tecnologia valida e affidabile. Per come è strutturata la rete di satelliti, i primi utilizzatori devono trovarsi alle latitudini maggiori, dove il traffico satellitare è più fitto, offrendo così una copertura continua.
Più ci si sposta verso l’equatore, maggiore è il numero di satelliti in orbita necessari per garantire un servizio stabile. Nonostante ciò, Amazon ha già stretto accordi con Kazakhtelecom, la più grande compagnia di telecomunicazioni del Kazakistan, per sfruttare la rete Kuiper. L’accordo, annunciato il 22 settembre, prevede che Kazakhtelecom utilizzi la rete di Amazon per portare internet nelle aree prive di copertura.
Il 12 settembre, Amazon ha annunciato anche un’altra importante collaborazione, questa volta con la compagnia aerea statunitense JetBlue, diventando così la prima ad annunciare l’utilizzo di Kuiper. L’implementazione sulla flotta inizierà nel 2027, lo stesso anno in cui Amazon prevede di avere una prima copertura globale. Grazie a Kuiper, JetBlue offrirà una connessione a internet veloce e gratuita a tutti i suoi passeggeri.
Il 15 settembre, durante il World Space Business Week, Ricky Freeman, presidente della divisione Kuiper Government Solutions, ha dichiarato quali sono i piani per l’imminente futuro. Entro la fine dell’anno, Amazon prevede di avere una prima copertura in 26 paesi, che saliranno a 54 nell’anno successivo.
Con i primi test effettuati, Kuiper è riuscita a raggiungere velocità di download pari a 1,8 Gbps, mentre in upload sono stati toccati i 450 Mbps. Grazie al numero di satelliti in orbita sempre più elevato, inoltre, Amazon ha la possibilità di testare anche la connessione laser, riuscendo a scambiare dati a una velocità di 100 Gbps.











