Grazie all’ultimo lancio avvenuto con un Falcon 9 di SpaceX, che ha portato in orbita 24 satelliti Kuiper, Amazon ora in orbita 102 satelliti della costellazione. Continua così a crescere il servizio che, una volta operativo, farà concorrenza a Starlink, offrendo internet dallo spazio ovunque ci si trovi.
Il lancio, classificato come KF-02, è avvenuto alle 14:35 italiane dell’11 agosto, dallo Space Launch Complex 40 di Cape Canaveral. Per SpaceX si tratta del secondo carico di satelliti Kuiper trasportati nello spazio. Secondo gli accordi presi con Amazon, ne rimane ancora uno. SpaceX è riuscita a effettuate il lancio al quarto tentativo, dopo numerosi rinvii. Il primo è stato dovuto a un problema tecnico non specificato, mentre i successivi alle pessime condizioni meteorologiche a Cape Canaveral e al largo della Florida, che avrebbero impedito il recupero del primo stadio.
Liftoff! pic.twitter.com/IqF0EttKX2
— SpaceX (@SpaceX) August 11, 2025
Come accaduto per la missione precedente, avvenuta a luglio, anche in questa occasione SpaceX ha utilizzato un primo stadio nuovo. Attualmente non si hanno conferme ufficiali, ma potrebbe essere stata la stessa Amazon a richiedere sempre un primo stadio nuovo.
Il booster che ha volato per questo lancio, il B1091, ha inoltre una particolarità: sarà utilizzato in futuro come core centrale di un Falcon Heavy. Lo ha confermato, tramite un post su X, Jon Edwards, vicepresidente dei programmi Falcon e Dragon presso SpaceX. È la prima volta che il booster centrale di un Falcon Heavy viene utilizzato prima come Falcon 9. Ciò non accadeva in precedenza perché il core centrale ha una struttura differente, più rinforzata, rispetto ai normali Falcon 9, poiché soggetto a maggiori sollecitazioni. Sfruttare il B1091 come “semplice” Falcon 9 consente a SpaceX sia di testarlo in volo, sia di utilizzarlo diverse volte prima di “perderlo” come stadio eventualmente non riutilizzabile del Falcon Heavy.
Kuiper in Australia
Il 5 agosto Amazon ha annunciato una collaborazione con NBN Co, l’operatore nazionale australiano, per offrire connettività a oltre 300.000 utenti a partire dalla metà del 2026.
Il beneficio principale per l’Australia è pratico e immediato: collegare scuole, ospedali e abitazioni in zone dove la fibra è irrealizzabile. Si apriranno nuove opportunità per il lavoro da remoto, l’istruzione a distanza, la telemedicina e l’accesso a servizi digitali essenziali.
“Vogliamo portare internet dove non arriva, e con Kuiper possiamo farlo in modo efficace e sostenibile”, ha dichiarato Joe Lathan, responsabile di Project Kuiper per Australia e Nuova Zelanda.
Per poter iniziare a offrire i primi servizi di connessione, Amazon deve avere in orbita almeno 578 satelliti Kuiper. Questo requisito tecnico è legato anche a una regola precisa: la FCC, l’agenzia statunitense per le comunicazioni, obbliga Amazon a lanciare almeno la metà dei 3.236 satelliti previsti entro luglio 2026. Se non raggiungesse questo traguardo, rischierebbe di perdere il diritto a usare le frequenze radio necessarie per far funzionare la rete. Amazon deve quindi mantenere costante, se non aumentare, il ritmo dei lanci nei prossimi mesi. Proprio per questo motivo, ha stretto accordi con diverse compagnie di lanciatori per garantirsi un accesso regolare a vettori e finestre di lancio.
Attualmente Amazon ha già utilizzato due Atlas V e due Falcon 9, che presentano prestazioni differenti. Da una parte, il vettore di ULA riesce a trasportare in orbita un numero maggiore di satelliti (27 contro 24). Il Falcon 9, però, grazie alla numerosa flotta di SpaceX, è in grado di effettuare missioni molto più velocemente. Dal precedente lancio, infatti, sono trascorsi solamente 26 giorni, mentre ULA ne ha impiegati 56.











