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Procede l’installazione delle componenti ottiche sul telescopio NEO Surveyor della NASA

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Agosto 29, 2024
in Agenzie Spaziali, Astronomia e astrofisica, Esplorazione spaziale, NASA, News, Scienza, Sistema solare
Un tecnico aziona l'attrezzatura per ruotare il banco ottico in alluminio del telescopio NEO Surveyor della NASA in una camera bianca presso il JPL. Credits: NASA/JPL-Caltech

Un tecnico aziona l'attrezzatura per ruotare il banco ottico in alluminio del telescopio NEO Surveyor della NASA in una camera bianca presso il JPL. Credits: NASA/JPL-Caltech

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Presso una camera bianca del JPL, in California, procede l’assemblaggio delle componenti ottiche del nuovo telescopio spaziale della NASA, progettato specificamente per la difesa planetaria: NEO Surveyor (Near Earth Object Surveyor).

Si tratta di un telescopio a infrarossi che avrà il compito di individuare e monitorare gli asteroidi e le comete più difficili da rilevare, che potrebbero potenzialmente rappresentare una minaccia per il nostro pianeta.

Una volta operativo, il telescopio andrà a posizionarsi a circa 1.6 milioni di chilometri da Terra, nel punto di Lagrange L1 del sistema Terra-Sole. Sarà così un successore della missione NEOWISE, terminata l’8 agosto 2024, avendo anche lo stesso ricercatore principale, Amy Mainzer dell’ Università dell’Arizona. Il lancio è attualmente previsto per settembre 2027.

La missione NEO Surveyor

Il NEO Surveyor rappresenta un passo importante per la NASA verso il raggiungimento dell’obiettivo, stabilito dal Congresso degli Stati Uniti, di scoprire e caratterizzare almeno il 90% dei NEO con un diametro superiore ai 140 metri che si avvicinano entro 48 milioni di km dall’orbita terrestre. Oggetti di queste dimensioni potrebbero causare danni regionali significativi, anche catastrofici, in caso di impatto con la Terra.

Il telescopio spaziale, che opererà nell’infrarosso, avrà la capacità di individuare e monitorare asteroidi e comete potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta. Dalla sua posizione strategica nel punto di Lagrange L1, protetto da un ampio parasole che bloccherà il bagliore e il calore della luce solare, il NEO Surveyor sarà in grado di scoprire e tracciare anche NEO che si avvicinano al nostro pianeta dalla direzione del Sole.

Grafico delle orbite di tutti gli asteroidi potenzialmente pericolosi (PHA) conosciuti, che all'inizio del 2013 erano oltre 1400. Pericolosi perché piuttosto grandi (almeno 140 metri di dimensione) e perché seguono orbite che passano vicine all'orbita terrestre (entro 7.5 milioni di chilometri). Credits: NASA/JPL-Caltech
Grafico delle orbite di tutti gli asteroidi potenzialmente pericolosi (PHA) conosciuti, che all’inizio del 2013 erano oltre 1400. Pericolosi perché piuttosto grandi (almeno 140 metri di dimensione) e perché seguono orbite che passano vicine all’orbita terrestre (entro 7.5 milioni di chilometri). Credits: NASA/JPL-Caltech

Con un campo visivo e una sensibilità notevolmente ampi, si prevede che NEO Surveyor scoprirà tra 200mila e 300mila nuovi NEO, alcuni con dimensioni fino a soli 10 metri di diametro. Oltre al suo obiettivo principale di difesa planetaria, la missione contribuirà anche all’avanzamento scientifico, rilevando e caratterizzando circa un milione di asteroidi nella fascia principale e migliaia di comete.

Infine, NEO Surveyor aiuterà a identificare potenziali bersagli NEO per future esplorazioni umane e robotiche, aprendo nuove frontiere per la ricerca spaziale.

Procede l’assemblaggio delle componenti ottiche

L’assemblaggio del NEO Surveyor procede a ritmo sostenuto presso il JPL. Il cuore della missione, il telescopio, è attualmente in fase di costruzione. Con dimensioni paragonabili a quelle di un set lavatrice-asciugatrice, il corpo in alluminio del telescopio, chiamato banco ottico, è stato realizzato in una camera bianca del JPL.

A luglio il JPL ha ricevuto tutti gli specchi del telescopio, modellati e lucidati da blocchi di alluminio solido utilizzando una macchina a tornitura diamantata, che addirittura superano i requisiti di prestazione della missione. Ad agosto, il team di tecnici e ingegneri del JPL ha iniziato a fissare gli specchi al banco ottico.

Uno specchio, prima dell'installazione sul banco ottico del NEO Surveyor della NASA, che riflette l'immagine dell'ingegnere ottico Brian Monacelli mentre ne ispeziona la superficie. Credits: NASA/JPL-Caltech
Uno specchio, prima dell’installazione sul banco ottico del NEO Surveyor della NASA, che riflette l’immagine dell’ingegnere ottico Brian Monacelli mentre ne ispeziona la superficie. Credits: NASA/JPL-Caltech

Parallelamente, si sta lavorando all’involucro dello strumento, realizzato in materiale composito scuro che permette la dissipazione del calore. Aiuterà a mantenere il telescopio freddo e impedirà che il suo stesso calore oscuri le osservazioni.

I prossimi passi

Nei prossimi mesi, l’attenzione si concentrerà sul completamento e sul collaudo dell’involucro dello strumento. Una volta terminato, questo componente critico sarà sottoposto a rigorosi test per garantire la sua capacità di resistere alle condizioni estreme dello spazio. Successivamente, verrà montato sul retro del parasole e sopra i sistemi elettronici che alimenteranno e controlleranno il veicolo.

Il passo successivo prevede l’installazione del telescopio all’interno dell’involucro dello strumento. Parallelamente, continuerà lo sviluppo e l’integrazione dei rivelatori a infrarossi del telescopio.

I prossimi anni saranno dedicati all’assemblaggio finale del veicolo spaziale, ai test completi dei sistemi e alla preparazione per il lancio. Ogni fase sarà sottoposta a rigorosi controlli di qualità per garantire che il NEO Surveyor sia pronto a svolgere la sua cruciale missione di difesa planetaria, una volta nello spazio.

Questa la pagina ufficiale della NASA per la missione.

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Tags: NasaNEONEO surveyorspecchiTelescopio

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