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All’improvviso, una conferenza di Musk a Starbase, sul futuro di SpaceX e Starship

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Aprile 7, 2024
in Agenzie Spaziali, Approfondimento, Esplorazione spaziale, Luna, News, Sistema solare, SpaceX
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Elon Musk il 4 aprile ha tenuto una conferenza a Starbase per parlare ai dipendenti di SpaceX e raccontare alcuni nuovi aggiornamenti sul programma Starship. La conferenza non era stata annunciata, ed è stata pubblicata in forma integrale su X solo il 6 aprile. In questo articolo abbiamo raccolto tutte le novità presentate da Musk. Qui potete trovare la conferenza completa.

Musk ha iniziato ricordando la missione di SpaceX, quella di arrivare su Marte. In particolare ha parlato di come il vero obbiettivo dell’azienda sia quello di sviluppare le tecnologie che permettano di trasferire parte dell’Umanità su Marte e tutti i programmi attivi (Falcon, Dragon, Starlink e Starship) servono a quello.

Parlando poi dei primi voli di Starship, ha rimarcato i grandi progressi fatti con i primi tre voli, e che il quarto sarà entro un mese. La prima novità è stata dichiarare che durante il quarto cercheranno di ammarare con precisione il Super Heavy, simulando una cattura con una “mechazilla virtuale”. Se questo funzionerà Musk si aspetta che il Super Heavy rientrerà alla rampa di lancio forse già dal quinto volo di test, ma comunque entro la fine dell’anno.

Parlando dei programmi già operativi, Musk ha ricordato i successi dei Falcon, con quasi 300 recuperi di stadi effettuati. Del programma Dragon con i 45 lanci di capsule e 50 persone già trasportate nello spazio. Per Starlink ha parlato di 2.7 milioni di abbonati attivi e oltre 6000 satelliti portati in orbita.

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Infrastrutture a breve termine

Iniziando a parlare di Starship, Musk ha ricordato come attualmente SpaceX trasporti in orbita circa il 90% della massa totale (la Cina il 6% e il resto del mondo il 4%). Con Starship operativa questa percentuale diventerà il 99%. Per raggiungere questo obiettivo, il razzo pesante di SpaceX diventerà capace di portare in orbita 200 tonnellate, con una piena riusabilità e con più lanci al giorno.

ANNUNCIO

Tornando a parlare del riutilizzo di Starship, Musk ha dichiarato che per la Ship sarà più difficile che per il Super Heavy. Prima di tentare un rientro alla rampa di lancio, dovranno infatti effettuare almeno due ammaraggi di precisione nell’oceano. I piani sono quindi di recuperare la Ship entro la metà del 2025.

Parlando delle torri di lancio, Musk ha confermato ancora che ci saranno due Mechazilla a Starbase, ma la novità è che ce ne saranno due anche a Cape Canaveral, in particolare alla rampa 39A. La seconda rampa a diventare operativa sarà probabilmente la prima di Cape, e lo diventerà a metà del prossimo anno. Il piano continua a essere quello di tenere Starbase come base di costruzione e test, ma la maggior parte dei lanci operativi sarà dalla 39A in futuro.

Parlando della produzione, Musk ha affermato che costruiranno ancora circa 6 Starship a questa velocità, poi il prossimo anno aumenteranno di molto il rate di produzione. Serviranno più Ship che Booster in futuro.

Infine, parlando dei piani a breve termine ha confermato che il prossimo anno testeranno il trasferimento di propellente in orbita fra due Starship, il che conferma che fino ad allora eseguiranno dei test all’interno di una singola Ship.

Moonbase

Parlando della Starship lunare, Musk ha ricordato che sarà una versione speciale di Starship, dato che non ha necessità di scudo termico o di ali per il controllo aerodinamico, ma invece dovranno montare delle gambe per l’atterraggio.

L’obbiettivo di Starship lunare, oltre quello di servire il programma Artemis come lander, sarà in futuro quello di costruire una base permanente sulla Luna, che Musk ha mostrato come Moonbase Alpha.

Raptor

Per quanto riguarda i Raptor, Musk ha presentato i dati aggiornati dei Raptor 3, che ancora non sono montati sui prototipi di Starship. Questi raggiungeranno una spinta totale di 280 tonnellate, e Musk ha dichiarato che per quelli del Super Heavy puntano ad arrivare in futuro a 330 tonnellate di spinta. Questo vuol dire che il Super Heavy al lancio avrà una spinta totale di 10 mila tonnellate. Sono numeri incredibili.

Il Raptor 3 sarà molto più semplice come costruzione, anche se si tratta di un motore molto complesso come Musk ha sottolineato. Molte componenti sono state eliminate o integrate assieme, tanto che non sarà più dotato di scudo termico.

Starship 3

Dopo aver presentato le tre versioni del motore Raptor, Musk ha mostrato anche le successive versioni di Starship. La Starship 2 sarà più alta di 3.1 metri, 1.3 metri aggiunti al Super Heavy e 0.9 metri aggiunti alla Ship. Avrà un nuovo anello per l’hot staging e un nuovo design per le ali della Ship. Questi sono aggiornamenti che si conoscevano già, ma non era mai stato mostrato un design e una scheda tecnica specifica.

La spinta totale della Starship 2 sarà di 8240 tonnellate e non è chiaro se saranno raggiunte con il Raptor 2 o con la versione attuale del Raptor 3 (33 Raptor 2 producono 7590 tonnellate di spinta nominalmente). Il payload in orbita terrestre sarà di oltre 100 tonnellate. La quantità di motori rimarrà la stessa sia per la Ship (3+3) che per il Super Heavy (33). Musk ha dichiarato che la Starship 3 costerà (stimando 2 o 3 milioni per volo) meno del Falcon 1.

La Starship 3 porterà invece cambiamenti più corposi. La spinta totale corrisponde a 33 motori Raptor 3 aggiornati, quelli con 330 tonnellate di spinta che Musk ha dichiarato progetteranno in futuro. L’altezza totale passa dai 121 metri della prima versione, a 150 metri e il payload a oltre 200 tonnellate. La Ship avrà 9 motori, 3 per l’uso in atmosfera, e sei ottimizzati per il vuoto.

Marte

Tutta la conferenza di Musk è stata incentrata sulla narrazione di Marte e quanto Starship sia il mezzo necessario per spostare parte dell’umanità su Marte. Ha ricordato come il Pianeta Rosso sia l’unico sensato a questo scopo, dichiarando anche che se dovesse succedere qualcosa di catastrofico alla Terra, la Luna sarebbe troppo vicina per non esserne coinvolta.

Musk ha dichiarato che inizialmente le Starship che arriveranno su Marte rimarranno lì e che quindi potranno essere smontate e riutilizzate. Per questo necessitano di un altro rate di produzione delle Ship. In futuro, quando sarà attiva la produzione di metano e ossigeno si potrà tornare sulla Terra con le stesse Ship.

Inoltre, Musk ha mostrato tutta una serie di caratteristiche e studi che stanno effettuando per Marte, come le zone possibili dove atterrare oltre che una serie di tecnologie che serviranno a sopravvivere. Su queste ultime, ha affermato che ancora non sono operativi, paragonandole a un’auto e dicendo che prima devono costruire un cavallo, cioè il razzo. Un paragone alquanto bizzarro.

Per concludere, ha ricordato come una città autosostenibile su Marte avrà bisogno di circa 1 milione di persone, e il trasporto da Terra di svariate milioni di tonnellate di materiale. Ha dichiarato che andranno inviate circa 250 mila tonnellate verso Marte a ogni opportunità (3 mesi ogni due anni circa).

Per farlo serviranno 10 lanci al giorno verso l’orbita terrestre bassa e sul lungo termine serviranno anche delle basi di lancio nell’oceano, un’idea già ipotizzata e sperimentata qualche anno fa da SpaceX. Per fare questa cosa, SpaceX lancerà tutte queste Starship ogni giorno, che aspetteranno in orbita terrestre fino all’allineamento dei pianeti e poi partiranno come una flotta verso Marte.

Musk ha poi detto “non è impossibile, possiamo farlo in circa vent’anni”.

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Tags: MarteMuskSpaceXStarship

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