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Astrolab presenta FLEX, un nuovo rover lunare modulabile e automatizzato

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Marzo 12, 2022
in Esplorazione spaziale, Luna, News
Il mockup del rover FLEX. Credits: Astrolab

Il mockup del rover FLEX. Credits: Astrolab

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A poche centinaia di metri dalla sede centrale di SpaceX, ad Hawtorne, in California, nel 2020 si è stabilita una piccola startup spaziale: Venturi Astrolab. Il loro obbiettivo è instaurare una nuova economia lunare per il trasporto di merci e astronauti, ma non solo. Vogliono cioè diventare l’Uber, o l’UPS della Luna. Per farlo hanno presentato il 10 marzo, il primo prototipo in scala reale di un rover, chiamato FLEX (Flexible Logistics & Exploration).

Astrolab ha intenzione di progettare una intera flotta di questi rover nei prossimi decenni, sia per la NASA ma anche per operatori privati esterni. FLEX sarà infatti un rover parzialmente autonomo, che potrà muoversi in autonomia sulla Luna e in futuro anche su Marte. La Startup ha già costruito un primo prototipo terrestre e negli scorsi mesi lo hanno testato nel deserto della California.

In questo video è presentato un test effettuato anche dall’astronauta canadese Chris Hadfield, advisor dell’azienda. La prova è stata fatta con il primo prototipo, costruito per funzionare sulla Terra, ma che sarà la guida per la progettazione dei mezzi lunari.

La visione di Astrolab

Il rover FLEX, con una massa totale di circa 1000 kg (del prototipo) si pone come un vero e proprio cambio di paradigma nello sviluppo dei rover spaziali. Essi finora sono sempre stati progettati per massimizzare il ritorno scientifico. La progettazione di un rover spaziale ha infatti sempre dovuto tenere conto dei diversi esperimenti specifici che esso avrebbe dovuto eseguire, che sia sulla Luna o su Marte. Ogni rover è sempre stato unico. FLEX per la prima volta si pone come uno standard da seguire.

Jaret Matthews, CEO di Astrolab, ha una esperienza decennale nel lavorare su rover spaziali. Ha iniziato la sua carriera al JPL, lavorando ai rover Spirit ed Opportunity, lanciati nel 2003. Poi è passato a SpaceX, dove ha lavorato per setti anni al progetto della Crew Dragon, in particolare al sistema di attracco della capsula con la ISS.

Matthews ha affermato a The Verge, di aspettarsi un futuro in cui il trasporto sulla Luna sia standardizzato come lo sono i container per il trasporto terrestre. L’economia pensata dal fondatore di Astrolab prevede che la sua startup continui a gestire i rover sulla Luna, noleggiandoli secondo necessità e commercializzando i loro servizi. Un altro cambio di paradigma rispetto alla “semplice” vendita del mezzo.

In questa infrastruttura globale, anzi, multiplanetaria, avere dei rover in grado di fare “l’ultimo miglio” di una catena di approvvigionamento, sarà fondamentale. Come hanno provato molte catene di logistica sulla Terra, non ha molto senso portare materiale per migliaia (o centinaia di migliaia) di km se poi non è possibile fargli fare le ultime centinaia di metri.

Cosa può fare FLEX?

Le differenze fra il funzionamento di un rover sulla Terra e sulla Luna non riguardano solo il suolo. Sulla Luna un rover deve anche fare i conti con un ambiente pieno di radiazioni. FLEX inoltre, sarà progettato per sopravvivere alle notti lunari, lunghe 14 giorni e che portano le temperature anche a -130 C°. L’alimentazione, durante la giornata, sarà poi garantita da due pannelli solari.

Astrolab ha poi annunciato che FLEX potrà adattarsi a diversi tipi di razzi. Per ora, una delle possibili strategie sarebbe il lancio a bordo del lander Griffin, di Astrobotic. Questo lander è stato progettato appositamente per trasportare grandi rover, e nel 2023 lancerà il rover VIPER della NASA.

Alcune operazioni tipiche che potrà fare FLEX
Alcune operazioni tipiche che potrà fare FLEX

FLEX, proprio per assecondare la sua natura standardizzata e modulabile, potrà trasportare diverse tipologie di materiale. Astrolab ha mostrato come una delle operazioni tipiche, sarà il montaggio di pannelli solari. Per eseguire questa operazione, FLEX trasporterà sia gli astronauti che i pannelli, che poi verranno posizionati dove necessario. Si tratta di un esempio, ma esemplificativo delle modalità operative di questo rover. In più, come già detto, l’intenzione è di renderlo un mezzo automatico. Astrolab ha mostrato come, in questo modo, lo si possa rendere un vero e proprio scaricatore per i lander in arrivo sulla Luna. L’esempio è con Starship, che sarà il mezzo principale con cui arriveranno i grossi carichi e gli astronauti nel prossimo decennio.

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Tags: AstrolabFLEXLunarover

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