• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Lo spin di rotazione più veloce mai osservato in una nana bruna

Sono state identificate tre nane brune la cui velocità di rotazione è la più alta osservata. Potrebbe addirittura rappresentare la velocità limite, oltre la quale queste pseudo-stelle si disintegrerebbero.

Chiara De Piccoli di Chiara De Piccoli
Aprile 16, 2021
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
nana bruna in rotazione

Nell'illustrazione è riportata una nana bruna. Le bande colorate della sua atmosfera, diventano sempre più ristrette mano a mano che la velocità di rotazione aumenta. Credits: NASA/JPL-Caltech

Condividi su FacebookTweet

Identificate dal telescopio spaziale Spitzer, lo studio di queste tre nane brune è proseguito presso l’Osservatorio Internazionale Gemini. Nella ricerca pubblicata sull’Astronomical Journal, il team di astronomi ha riportato le misure della velocità di rotazione che caratterizza questi corpi. Queste stime sono state eseguite sfruttando i dati ottenuti dai telescopi Gemini North delle Hawaii e Magellano del Cile. La sorpresa è stata quella di osservare tre nane brune, di diversa età, ruotare alla velocità più alta mai registrata. Impiegano in tutto un’ora per compiere un giro su sé stesse, battendo tutti i record finora raggiunti. Questo periodo potrebbe addirittura rappresentare il limite teorico possibile per la rotazione delle nane brune, oltre il quale si disintegrerebbero.

La velocità raggiunta è di circa 100 km al secondo. Giove, il pianeta più massiccio del nostro Sistema Solare, ha circa le stesse dimensioni delle nane brune, ma è da 40 a 70 volte meno massivo di queste. Per fare un confronto, impiega 10 ore per completare una rotazione, 10 volte tanto rispetto al trio analizzato. Gli scienziati hanno studiato lo spin di rotazione di più di 80 nane brune, trovando valori compresi tra 1.4 e 10 ore. Finora nessuna aveva raggiunto un’ora di periodo rotazionale.

La rotazione delle nane brune

Le nane brune sono dei corpi celesti particolari. La loro massa impedisce di classificarle come pianeti, perché troppo massive, ma allo stesso tempo non rientrano nemmeno nella categoria delle stelle. Non raggiungono infatti il limite minimo a cui avviene la fusione dell’idrogeno che caratterizza una stella. 

Fin dalle prime fasi della loro formazione, sono caratterizzate da una elevata velocità di rotazione: più si raffreddano e si contraggono, più incrementa questo valore. La velocità rotazionale determina la presenza della forza centripeta, tipica di un moto circolare. L’incremento di questa forza, dovuto all’aumento della velocità di rotazione, può portare alla rottura del corpo. Prima della “rottura”, quello che si osserva è la presenza di un rigonfiamento all’equatore, chiamato oblazione, presente anche in Giove e Saturno.

https://www.astrospace.it/wp-content/uploads/2021/04/BD_Spin.mp4

La peculiarità di questo trio è che la velocità di rotazione è l’unica cosa che li accomuna. Sono infatti tre oggetti diversi: uno è una nana calda, una invece è fredda mentre la terza ha una temperatura intermedia alle prime due. Questo è un aspetto curioso! La velocità di rotazione delle nane brune infatti dipende dalla loro dimensione e dalla loro età: più invecchiano, più girano velocemente. La loro temperatura diminuisce mano a mano che invecchiano, perciò trovare la stessa velocità di rotazione in tre nane di età differente indica la presenza di un meccanismo ancora da comprendere. Un altro aspetto che influenza lo spin rotante di un corpo celeste è la distribuzione della sua massa. Questa, infatti, condiziona gli aspetti termici e conduttivi che avvengono all’interno della stella e che influenzano la sua rotazione.

L’elevata densità di questi corpi potrebbe suggerire che il gas presente nel nucleo sia soggetto ad una pressione davvero elevata, ma lo studio di questo stato di materia è davvero impegnativo. In aiuto vengono i modelli teorici che cercano di studiare l’interno delle nane brune, sottoposto a condizioni estreme.

La velocità limite

Alcuni di questi modelli suggeriscono che la velocità limite di rotazione non sia ancora stata raggiunta. Ma il trio di nane brune rappresenta il limite osservativo ad oggi misurato. “Sarebbe piuttosto spettacolare trovare una nana bruna che ruota così velocemente da lanciare la sua atmosfera nello spazio” afferma Megan Tannock, dottoranda e principale autrice dello studio pubblicato. Ma non è detto che questo si possa realmente osservare.

Gemini North Telescope, Milky Way
Una fotografia sotto la Via Lattea del telescopio hawaiano Gemini North, che insieme al telescopio Magellano del Cile, ha permesso la misurazione della velocità di rotazione delle nane brune. La tecnica sfruttata consiste nello studio delle alterazioni della luce di questi corpi causato dall’effetto Doppler. CREDITS: International Gemini Observatory/AURA/Joy Pollard

Come avviene per le stelle, la cui rotazione viene rallentata per effetto di processi naturali, lo stesso potrebbe avvenire per le nane brune. Non c’è ancora nessuna certezza a riguardo e ci sono diversi modelli che suggeriscono anche un limite di velocità superiore a quello riscontrato. Ma la realtà è che le nane brune sono tuttora oggetti poco compresi. Sono perciò necessarie ulteriori ricerche teoriche e osservative per comprendere a fondo i meccanismi che caratterizzano la loro rotazione.

Continua a seguire Astrospace.it sul canale Telegram, sulla pagina Facebook e sul nostro canale Youtube. Non perderti nessuno dei nostri articoli e aggiornamenti sul settore aerospaziale e dell’esplorazione dello spazio.

Tags: astronomiagemininane brunerotazioneSpitzervelocità

Potrebbe interessarti anche questo:

Eclissi parziale di Luna del 28 ottobre 2023, osservata con un telescopio Newton Skywatcher 114/500. Credits: Mariasole Maglione

Come, dove e perché osservare l’eclissi di Luna del 14 marzo

Marzo 12, 2025
Due diverse porzioni delle immagini nel vicino infrarosso della nebulosa Fiamma ottenute con il James Webb. Credits: NASA, ESA, CSA, M. Meyer (University of Michigan), A. Pagan (STScI)

Il James Webb ha osservato nel dettaglio la formazione stellare nella nebulosa Fiamma

Marzo 11, 2025
I cieli bui e limpidi sopra l'Osservatorio Paranal, sede del Very Large Telescope dell'ESO. Credits: ESO/P. Horálek

Un grande progetto industriale sta mettendo a rischio i cieli più bui e limpidi del mondo

Gennaio 10, 2025
L'Osservatorio Vera C. Rubin sul Cerro Pachón in Cile. Credits: Rubin Observatory/NOIRLab/NSF/AURA/B. Quint

Quest’anno è attesa la “prima luce” dell’Osservatorio Vera C. Rubin

Gennaio 4, 2025

10 libri sullo spazio e la sua esplorazione da regalare a Natale

Dicembre 19, 2024
Credits: Molly Wakeling

I principali telescopi in offerta su Amazon durante il Black Friday

Novembre 25, 2024
Attualmente in riproduzione

I più letti

  • Lo Space Launch System della missione Artemis II è arrivato al Pad 39B

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • È in corso la più intensa tempesta di radiazioni solari degli ultimi 20 anni

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Vast ha rinviato al 2027 il lancio della stazione Haven-1

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Blue Origin annuncia la sua megacostellazione satellitare: si chiamerà TeraWave

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Le prime immagini del satellite CSG-FM3 della costellazione COSMO-SkyMed. A sinistra, Roma; al centro, Vancouver; a destra, il fiume Padma in Bangladesh. Credits: ASI

Quanto sono importanti le prime immagini del quinto satellite italiano della costellazione COSMO-SkyMed?

Gennaio 23, 2026

La giornata nazionale dello spazio e il ricordo del primo satellite italiano, il San Marco 1

Dicembre 16, 2025

Il Consiglio Ministeriale ESA 2025 non è il traguardo, ma un’ottima partenza – Lo spazio secondo me, di Paolo Ferri

Dicembre 16, 2025


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2023 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2024 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162