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Confermata per il 2026 la missione giapponese MMX, per esplorare e raccogliere campioni da Phobos

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Settembre 29, 2025
in Agenzie Spaziali, Esplorazione spaziale, News, Scienza, Sistema solare
Rappresentazione artistica della sonda MMX della JAXA verso le lune di Marte. Credits: JAXA

Rappresentazione artistica della sonda MMX della JAXA verso le lune di Marte. Credits: JAXA

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Il 29 settembre 2025, durante l’International Astronautical Congress 2025 (IAC2025) a Sydney, in Australia, il presidente dell’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) Hiroshi Yamakawa ha confermato che la missione MMX (Martian Moons eXploration) si trova nelle fasi finali di test e integrazione. Il lancio è ancora pianificato per il 2026, a bordo di un razzo H3, e l’arrivo sulla Terra con i campioni prelevati dalla luna marziana Phobos è previsto per il 2031.

A bordo della missione ci sarà anche un piccolo rover franco‑tedesco, IDEFIX, progettato dall’Agenzia Spaziale Francese (CNES) e da quella tedesca (DLR), che esplorerà la superficie della luna per circa 100 giorni.

MMX è una missione sample return, tuttavia non ha solo l’obbiettivo di raccogliere materiale da Phobos per riportarlo sulla Terra, ma anche di mappare in loco le proprietà del suolo e supportare le operazioni di atterraggio e prelievo. Il rover, che sarà il primo strumento mobile a muoversi su Phobos, gioca un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza e il successo delle operazioni di campionamento da parte del veicolo principale.

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Con le tempistiche confermate, MMX potrebbe diventare la prima missione a riportare sulla Terra materiale proveniente da una luna di Marte.

La missione MMX, in breve

La missione MMX è un progetto guidato dalla JAXA con contributi internazionali, che ha come obiettivo principale l’esplorazione delle lune marziane Phobos e Deimos e, in modo particolare, il ritorno di campioni da Phobos.

Il piano operativo prevede che la sonda arrivi nel sistema marziano, si posizioni in orbita attorno a Marte, e poi si concentri sull’orbita e l’atterraggio su Phobos. La sonda madre preleverà il materiale superficiale e sottosuperficiale mediante due tecniche di campionamento, un trapano per estrarre carotaggi e un sistema pneumatico per sollevare la regolite, e lo trasferirà in una capsula di ritorno che lascerà Phobos per dirigersi verso la Terra. L’atteso arrivo del campione è previsto per il 2031.

Oltre al prelievo dei campioni, MMX studierà in remoto la geologia, composizione e struttura interna di Phobos, e condurrà sorvoli ravvicinati su Deimos. Gli strumenti a bordo includono un altimetro lidar, spettrometri per infrarosso, gamma e neutroni, camere per immagini di superficie e altri sensori per polvere e ambiente spaziale.

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Una delle questioni scientifiche centrali che MMX mira a risolvere è l’origine delle lune di Marte: potrebbero essere asteroidi catturati o materiale rimasto da un impatto su Marte che si è aggregato in orbita. La missione punta a trovare quale di queste due ipotesi è quella giusta.

Inoltre, le operazioni su un corpo con gravità così bassa rappresentano una sfida ingegneristica: atterraggi controllati, manovre e sistemi di campionamento sono tutti sottoposti a condizioni estreme. Il successo di MMX potrebbe aprire la strada a future missioni con attività di superficie su corpi a gravità molto ridotta.

Il rover IDEFIX

Il rover IDEFIX è un contributo congiunto delle agenzie spaziali CNES (Francia) e DLR (Germania), consegnato ufficialmente a JAXA il 7 marzo 2024 presso gli stabilimenti Mitsubishi Electric a Kamakura, Giappone.

Il rover IDEFIX di DLR/CNES che sarà a bordo di MMX.
Il rover IDEFIX di DLR/CNES che sarà a bordo di MMX.

Il suo compito sarà atterrare su Phobos prima della sonda madre, eseguire un’esplorazione in loco, raccogliere dati sul suolo e trasmettere informazioni utili per le operazioni di campionamento. IDEFIX ha una massa di circa 25 kg ed è alto circa 41.5 cm.

In condizioni di gravità su Phobos, pesa appena qualche grammo, e per questo la sua velocità massima è limitata a circa 1 mm/s per evitare instabilità. Il rover opera con pannelli solari e ha una durata operativa prevista di circa 100 giorni sulla superficie.

L’architettura di IDEFIX è composta da quattro ruote, dato che la gravità è molto bassa, e diversi strumenti: una camera stereo per navigazione, uno spettrometro Raman (RAX), un radiometro (miniRAD), e due telecamere che osservano l’interazione ruota-suolo (WheelCams) per caratterizzare le proprietà del regolite.

Durante la fase operativa, IDEFIX sia raccoglierà dati scientifici che misurerà la resistenza meccanica del terreno, l’adesione e la risposta del suolo alle sollecitazioni: queste informazioni aiuteranno la sonda madre a definire traiettorie e modalità sicure per il prelievo dei campioni.

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Tags: campioniEsplorazione spazialeIAC2025JaxaMartePhobossample returnSistema solare

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