Telespazio ha completato una nuova fase dei lavori per la Sardinia Deep Space Antenna (SDSA), la stazione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) che in futuro sarà utilizzata per le comunicazioni con missioni dirette verso la Luna e lo spazio profondo e in prossimità della Terra. Si tratta del completamento delle attività previste dal progetto finanziato attraverso il PNRR, dedicate all’aggiornamento della struttura e dei suoi sistemi.
La Sardinia Deep Space Antenna nasce dall’evoluzione del Sardinia Radio Telescope, il radiotelescopio da 64 metri di diametro situato a San Basilio, vicino a Cagliari, una delle più grandi antenne radio d’Europa. Con le apparecchiature installate durante questa prima fase, il radiotelescopio può ora continuare a essere utilizzato per la ricerca astronomica dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e, allo stesso tempo, svolgere anche le funzioni di stazione di terra per le missioni spaziali dell’ASI.
Il progetto fa parte del programma Earth, Moon and Mars (EMM), sviluppato da ASI, INAF e Centro Nazionale delle Ricerche (CNR) per realizzare nuove tecnologie a supporto delle future missioni di esplorazione. Questa fase ora conclusa era denominata “EMM Delivery M4”.
Perché una Deep Space Antenna in Italia?
Le sonde dirette verso la Luna, gli asteroidi o i pianeti del Sistema Solare hanno bisogno di grandi antenne a Terra per mantenere il collegamento con i centri di controllo. Attraverso queste infrastrutture vengono inviati i comandi alle missioni e ricevuti i dati scientifici, oltre a essere monitorata la posizione dei veicoli spaziali durante il volo.
Con l’aggiornamento della stazione sarda, anche l’ASI ora dispone di una propria infrastruttura dedicata a queste attività. La Sardinia Deep Space Antenna opererà insieme alle reti già utilizzate dalla NASA (il Deep Space Network) e l’ESA (la rete ESTRACK) per supportare le missioni oltre l’orbita terrestre.
I lavori ora proseguiranno con la realizzazione di un nuovo centro di elaborazione dati, di un laboratorio dedicato e dei sistemi necessari per la gestione operativa delle missioni. Tra le infrastrutture previste ci saranno anche nuovi sistemi per l’acquisizione, l’elaborazione e l’archiviazione dei dati delle missioni, oltre agli strumenti per pianificarne e monitorarne le operazioni.
Una volta completati questi lavori, la stazione potrà essere utilizzata per supportare sia missioni robotiche, sia future missioni con equipaggio.










