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SpaceX porta in orbita 81 satelliti, tra cui un ION dell’italiana D-Orbit

Andrea D'Urso di Andrea D'Urso
Luglio 7, 2026
in News, Space economy, SpaceX
transporter SpaceX
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Il 7 luglio alle 09:12 italiane è partito dalla base militare di Vandenberg un Falcon 9 con a bordo 81 satelliti. In quel momento ha avuto inizio la missione Transporter-17, parte del programma Rideshare di SpaceX.

Dalla prima missione di questo programma, avvenuta nel 2021, SpaceX ha trasportato in orbita oltre 1600 satelliti. Secondo quanto emerso a fine giugno però, sembrerebbe che SpaceX non stia più accettando ordini per lanci oltre l’inizio del 2028, creando molte preoccupazioni tra i diversi operatori satellitari.

Molti dei satelliti che hanno preso parte a Transporter-17 si aggiungeranno a costellazioni già esistenti per l’osservazione della Terra, come quelli di ICEYE e Planet Labs. Di questo gruppo fa parte anche il satellite sudcoreano CAS500‑4.

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Sono giunti in orbita anche altri tre satelliti FireSat di Muon Space, realizzati per l’organizzazione no-profit Earth Fire Alliance, il cui compito è quello di rilevare gli incendi boschivi.

Anche in questa missione ha preso parte l’azienda italiana D-Orbit, con il loro veicolo di trasferimento orbitale chiamato ION Satellite Carrier. Questo è un satellite che trasporta al suo interno altri piccoli satelliti, che saranno poi rilasciati su orbite specifiche. Oltre a ION, D-Orbit ha permesso il rilascio anche di altri satelliti direttamente dal secondo stadio del Falcon 9.

I nuovi successi di D-Orbit

Lo ION che ha preso parte a questa missione, chiamato Joyful Julia, ha come destinazione un’orbita eliosicrona situata a circa 510 km di quota. Per l’azienda italiana questo è stato il ventitreesimo lancio. Il manifesto di volo combina satelliti destinati a orbite operative definitive con payload ancora in fase di test. Lusospace imbarca tre satelliti che ampliano la costellazione Lusíada, dedicata alle comunicazioni marittime tramite tecnologia VDES. Dopo questo lancio, l’azienda portoghese conterà sette satelliti operativi su dodici previsti.

Viaggiano anche Stardome SNS, modulo che firma digitalmente i dati generati in orbita, e QSAT1 di Qualcomm, piattaforma che valida tecnologie di comunicazione satellitare in vista del 6G.

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D-Orbit ha inoltre gestito il rilascio di diversi satelliti direttamente dal secondo stadio del Falcon 9. L’azienda italiana ha infatti integrato sul dispenser del vettore specifici meccanismi di rilascio, utilizzati per dispiegare in orbita diversi CubeSat.  Si tratta di SENTINEL-1 di Ethereal Space, dedicato al monitoraggio meteo-spaziale, e SUCHAI-4, CubeSat cileno da 5 kg per esperimenti biologici e comunicazioni laser.

Matteo Andreas Lorenzoni, direttore della Business Unit Orbital Access di D-Orbit, sottolinea come la piattaforma ION risponda ormai a esigenze sempre più sofisticate. Cita la tutela dell’integrità dei dati spaziali, la validazione delle tecnologie 6G e l’espansione delle costellazioni per la sicurezza marittima.

Con questo lancio, D-Orbit supera quota 230 payload dispiegati dal debutto di ION nel 2020, consolidando il proprio ruolo nella logistica spaziale commerciale.

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Tags: CubesatD-OrbitFalcon 9RideshareSpaceXTransporter

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