L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ha presentato il primo prototipo di ROSAIA, un sistema robotico sviluppato per eseguire operazioni di manutenzione e ispezione nello spazio. Il progetto è finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), e ha l’obbiettivo di sviluppare un manipolatore intelligente in grado di operare su satelliti ancora funzionanti, satelliti non operativi e detriti spaziali.
Il prototipo è stato mostrato in anteprima il 3 luglio 3026 al Festival dello Spazio di Busalla, in provincia di Genova. ROSAIA, acronimo di RObot parallelo continuo a Smorzamento Attivo su Intelligenza Artificiale, è composto da quattro bracci flessibili coordinati da un sistema di intelligenza artificiale che gestisce i movimenti e assiste le operazioni in modo autonomo.
L’obiettivo del progetto è sviluppare un sistema capace di eseguire in sicurezza operazioni delicate come l’avvicinamento, l’aggancio, l’ispezione e la manutenzione di satelliti in orbita. Grazie alla struttura flessibile dei bracci, ROSAIA è progettato per assorbire gli urti durante il contatto con il veicolo da manipolare, riducendo il rischio di danneggiare sia il satellite sia il sistema robotico.
Un sistema robotico per il servicing orbitale
Le operazioni di servicing orbitale sono particolarmente complesse, perché avvengono in microgravità e coinvolgono oggetti che possono essere in movimento o non più controllabili, come satelliti dismessi e detriti spaziali. Anche un piccolo urto può modificare il moto dei veicoli coinvolti e rendere più difficile completare la manovra.
Per questo, ROSAIA utilizza quattro bracci lunghi circa 75 centimetri che possono agganciarsi tra loro attorno al satellite o all’oggetto da afferrare, distribuendo le forze di contatto e rendendo la presa più stabile. Il sistema di controllo basato sull’intelligenza artificiale coordina i movimenti del robot e dialoga con il satellite che lo ospita per gestire le operazioni in sicurezza.
Il prototipo presentato è una prima dimostrazione della tecnologia, ma il progetto è stato concepito per essere scalabile e adattabile a missioni future con dimensioni e caratteristiche diverse. Tecnologie di questo tipo potrebbero essere impiegate nelle future missioni di manutenzione, rifornimento e rimozione dei detriti spaziali.










