Il 15 giugno 2026 l’azienda italiana Spacewear ha presentato SFS3, la terza generazione della sua tuta spaziale intraveicolare. Dopo aver portato negli ultimi anni le proprie tecnologie nello spazio con le tute SFS1 e SFS2, ora Spacewear ha diffuso le prime informazioni sul nuovo modello, sviluppato per le attività quotidiane degli astronauti all’interno degli habitat spaziali.
La nuova tuta è stata progettata per l’utilizzo sulla ISS, sulle future stazioni spaziali commerciali e nei moduli abitativi che verranno impiegati nelle missioni lunari. Il progetto nasce dall’esperienza accumulata con SFS1, testata durante la missione Virtute 1, missione dell’astronauta Walter Villadei in volo con Virgin Galactic e con SFS2 utilizzata durante Ax-3, la prima tuta Spacewear autorizzata dalla NASA per essere indossata a bordo della ISS.
Dal punto di vista tecnico, SFS3 mantiene alcune delle caratteristiche già viste nelle versioni precedenti. I materiali utilizzati sono ultraleggeri, traspiranti, antibatterici, ignifughi e contribuiscono alla regolazione della temperatura corporea. La tuta integra anche sensori per il monitoraggio dei parametri fisiologici dell’astronauta, con un numero di rilevazioni superiore rispetto alla precedente SFS2.
C’è poi un sistema di segnalazione luminosa posizionato sull’avambraccio. Le luci si attivano in presenza di anomalie o situazioni che richiedono attenzione, offrendo all’equipaggio un riscontro immediato durante le operazioni a bordo.
Comfort e gestione delle risorse a bordo
Le tute intraveicolari vengono utilizzate per gran parte della permanenza degli astronauti nello spazio. Per questo motivo devono essere comode da indossare per molte ore e adattarsi alle attività quotidiane svolte all’interno della stazione.
Per SFS3, Spacewear ha sviluppato nuove soluzioni tessili che aumentano la libertà di movimento e seguono meglio la forma del corpo. Le trame elastiche utilizzate non richiedono l’impiego di elastomeri e sono state studiate per migliorare il comfort durante il lavoro e le sessioni di allenamento.
Inoltre, la combinazione tra traspirabilità e proprietà antibatteriche dei tessuti consente di ridurre la necessità di lavaggi, un fattore importante negli ambienti spaziali, dove acqua e risorse disponibili sono limitate.
l design della tuta è stato realizzato dal Chief Designer Marcello Azzoni e segue la forma del corpo umano, con linee che evidenziano le diverse funzioni del sistema. Come nei modelli precedenti, particolare attenzione è stata dedicata al comfort durante l’utilizzo e alla libertà di movimento.











