La Cina lancerà alla fine del 2027 una missione sperimentale per testare la deviazione dell’orbita di un asteroide. L’obiettivo è colpire un piccolo asteroide nello spazio profondo per modificarne leggermente la traiettoria e studiare gli effetti dell’impatto. Un test simile è già stato effettuato nel 2022 dalla missione DART della NASA, che ha dimostrato la validità di questo approccio.
A presentare il progetto cinese è stato Long Lehao durante la Second Commercial Space Industry Development Conference & Commercial Space Exhibition a Shenzhen, nella provincia di Guangdong. Ha spiegato che la missione, ancora senza nome ufficiale, sarà lanciata con un razzo Lunga Marcia 3B/E dal centro spaziale di Xichang. A bordo ci saranno due sonde: una dedicata all’osservazione e una progettata per schiantarsi contro l’asteroide. Non si conoscono ancora i dettagli di queste sonde.
Il bersaglio scelto è l’asteroide 2016 WP8, un oggetto che incrocia l’orbita terrestre e completa un’orbita attorno al Sole in circa 341 giorni. Le sue dimensioni non sono ancora certe, ma potrebbe avere un diametro inferiore ai 40 metri. Proprio per la sua piccola taglia, è considerato adatto a questo tipo di test senza rischi.
Il primo veicolo raggiungerà l’asteroide all’inizio del 2029, dopo un passaggio ravvicinato con Venere. Il suo compito sarà studiare l’oggetto da vicino, in particolare forma, rotazione e caratteristiche superficiali (un po’ come farà nel frattempo nell’estate 2026 la missione Tianwen-2 con l’asteroide 2016HO3/469219 Kamoʻoalewa, per poi riportarne campioni sulla Terra). Qualche mese dopo, nell’aprile 2029, il secondo veicolo lo colpirà a una velocità di circa 10 km/s.

Come funziona il test
L’idea alla base della missione è semplice, ed è la stessa della missione americana DART: colpire un asteroide per cambiarne leggermente la traiettoria. Anche una variazione molto piccola può fare la differenza, se applicata con anni di anticipo. In questo caso, Wu Weiren, Chief Designer del programma di esplorazione lunare cinese, ha spiegato che l’obbiettivo è ottenere uno spostamento dell’orbita di circa 3-5 centimetri (nel caso di DART, il periodo orbitale dell’asteroide Dimorphos attorno al compagno Didymos è stato modificato di circa 33 minuti, molto più dei 10 minuti previsti).
Per riuscire a fare questo, è fondamentale conoscere bene il bersaglio. Perciò, il primo veicolo analizzerà l’asteroide prima dell’impatto: le informazioni raccolte aiuteranno a capire come reagisce il materiale dell’asteroide quando viene colpito e quanto l’urto riesce davvero a modificarne il movimento. In questo caso, a differenza del sistema binario Didymos-Dimorphos target di DART, si tratta di un asteroide singolo.
La scelta dell’asteroide bersaglio, in realtà, è cambiata più volte negli ultimi anni. Gli ingegneri devono infatti trovare un equilibrio tra un oggetto facile da raggiungere e abbastanza interessante dal punto di vista scientifico. In origine si era scelto 2020 PN1, con una grandezza di non più di 70 metri, poi VL5 2019, con un diametro di circa 40 metri, poi 2015 XF261, di circa 30 metri.
Questa missione fa parte di un programma più ampio con cui la Cina vuole sviluppare sistemi per individuare e, se necessario, deviare oggetti potenzialmente pericolosi per la Terra. Programma che rientra nel piano quinquennale della Cina per il 2025-2030. L’obbiettivo dichiarato è migliorare le capacità di osservazione e preparare possibili risposte future, anche in collaborazione con altri Paesi.











