La società energetica cilena AES Andes ha annunciato la cancellazione del progetto industriale INNA, che prevedeva la costruzione di un grande complesso per la produzione di idrogeno verde e ammoniaca vicino all’Osservatorio Paranal dell’European Southern Observatory (ESO), nel deserto di Atacama, in Cile.
L’iniziativa era stata proposta per alimentare la transizione verso energie rinnovabili, ma aveva sollevato forti preoccupazioni nella comunità astronomica internazionale per i potenziali impatti ambientali sul sito astronomico, noto per avere alcuni dei cieli notturni più bui e limpidi del pianeta.
Il Paranal ospita strumenti di rilevanza mondiale, come il Very Large Telescope (VLT), il VLT Interferometer (VLTI) e il futuro Extremely Large Telescope (ELT), tutti progettati per osservazioni estremamente sensibili del cosmo. La vicinanza proposta del complesso, a soli 5-11 km dai telescopi, aveva sollevato timori seri: l’inquinamento luminoso prodotto dalle infrastrutture, la polvere sollevata durante i lavori, le vibrazioni e l’aumento della turbolenza atmosferica avrebbero potuto degradare le condizioni di osservazione, rendendo difficile o impossibile il normale funzionamento degli strumenti scientifici.
L’ESO ha accolto con favore la decisione di AES Andes di interrompere il progetto, e si aspetta che la società ritiri ufficialmente INNA dal processo di valutazione ambientale presso il Servizio di Valutazione Ambientale cileno (SEA). Una volta formalizzato il ritiro, annunciato il 23 gennaio 2026, verrà confermato che il complesso non sarà costruito nei pressi del Paranal.
Perché il progetto INNA metteva a rischio il Paranal?
Il complesso INNA era pensato come un centro di produzione di idrogeno verde e ammoniaca con ampie superfici di infrastrutture energetiche, impianti e illuminazione. Anche se volto a sostenere la produzione di energia pulita, la sua localizzazione a breve distanza dall’Osservatorio Paranal aveva suscitato forte opposizione da parte dell’ESO e della comunità astronomica mondiale.
Il progetto prevedeva la costruzione di un complesso di oltre 3000 ettari, un’area comparabile a quella di città come Valparaiso in Cile o Garching in Germania. Includeva infrastrutture imponenti, come un porto, impianti per la produzione, oltre a migliaia di unità per la generazione di energia. L’impatto su una delle regioni più preziose per l’astronomia mondiale sarebbe stato devastante.

Studi tecnici eseguiti dall’ESO avevano evidenziato che un impianto di tali dimensioni può generare inquinamento luminoso sufficiente ad alterare la visibilità delle stelle e la sensibilità degli strumenti. Anche fenomeni secondari, come la polvere sollevata durante le fasi di costruzione o le vibrazioni trasmesse al terreno, avrebbero potuto compromettere la qualità dei dati raccolti dai telescopi.
La decisione di AES Andes di abbandonare il progetto è stata giustificata come una scelta di concentrarsi sulle energie rinnovabili, ma in realtà sembra essere stata influenzata proprio da queste analisi tecniche e dalle reazioni della comunità scientifica, che si erano espresse con fermezza durante la valutazione ambientale.
Un equilibrio da mantenere
La vicenda del progetto INNA mette in luce una questione più ampia, che riguarda lo sviluppo di infrastrutture energetiche e la protezione di siti scientifici unici (come quello del Paranal). La transizione verso energie rinnovabili è un obiettivo condiviso a livello globale, ma la localizzazione di grandi impianti deve tenere conto delle esigenze di attività sensibili come quelle della ricerca astronomica.
L’ESO ha ribadito che progetti di energia pulita possono coesistere con osservatori astronomici, ma solo se adeguatamente distanti dalle infrastrutture scientifiche, in modo da non interferire con le condizioni naturali che rendono possibile l’osservazione del cielo.
Intanto, con la cancellazione di INNA, il deserto di Atacama mantiene le sue condizioni ambientali eccezionali, offrendo ancora oggi una delle finestre più limpide e scure sull’Universo, fondamentali per l’osservazione astronomica e per la comprensione del cosmo.











