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Preparativi per il nuovo anno. I progressi di Starship

Andrea D'Urso di Andrea D'Urso
Gennaio 7, 2026
in I progressi di Starship, News, Rubriche, SpaceX
Preparativi per il nuovo anno. I progressi di Starship
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Il 2026 sarà l’anno decisivo per Starship. SpaceX non può più permettersi errori, poiché i ritardi accumulati sono ormai significativi. Il principale obiettivo che SpaceX si è proposta per questo nuovo anno consiste nell’eseguire il primo trasferimento di propellenti tra due Starship. Si tratta del medesimo traguardo fissato all’inizio dello scorso anno, ma i numerosi problemi emersi con la Block 2 hanno impedito alla Starship anche solo di arrivare in orbita in sicurezza. Con il prossimo lancio, che potrebbe avvenire verso marzo, farà il suo debutto la Starship V3 che, per la prima volta, monterà la nuova generazione di motori Raptor.

In questa nuova puntata della rubrica “I progressi di Starship”, faremo quindi il punto della situazione in attesa del debutto della nuova versione.

La Ship 39 e il Booster 19

Il volo numero 12 di Starship sarà eseguito con la Ship 39 e il Booster 19, sebbene inizialmente SpaceX stesse preparando al lancio il Super Heavy numero 18. La distruzione di questo prototipo, avvenuta il 21 novembre, ha portato SpaceX a rivedere i propri piani, oltre a causare ulteriori ritardi.
Gli operai di SpaceX hanno quindi dovuto lavorare intensamente per assemblare il Booster 19 in tempi record, cercando di recuperare il tempo perso. Il 24 dicembre, SpaceX ha annunciato la conclusione dei lavori per la realizzazione della struttura principale, assemblata in soli 28 giorni, un tempo record. Nei prossimi giorni, quindi, potremmo vedere il Booster 19 lasciare il sito di costruzione per dirigersi a Massey ed effettuare i primi collaudi dei serbatoi.

È stato proprio durante questi test che il Booster 18 ha subito ingenti danni. SpaceX non ha dichiarato quale sia stata la causa della distruzione del prototipo, ma molti indizi fanno supporre che l’origine del problema risieda nei COPV (Composite Overwrapped Pressure Vessel), piccoli serbatoi utilizzati per contenere diverse tipologie di gas necessari al funzionamento del prototipo.

Un’ulteriore conferma dei problemi legati ai COPV riguarda la costruzione, presso il sito di Massey, di una struttura apposita per collaudare questi serbatoi prima della loro installazione su Starship e Super Heavy. Un altro problema legato ai COPV è stato inoltre la causa dell’esplosione della Ship 39 durante lo static fire test del 19 giugno. A causa dei numerosi problemi emersi con queste componenti, SpaceX ha quindi deciso di adottare controlli più rigidi.

Non si hanno invece informazioni riguardo alla Ship 39 e al momento in cui raggiungerà anch’essa il sito di Massey. La sua costruzione sembrava essere completata ma, a partire dal 25 dicembre, si sono iniziate a intravedere impalcature costruite attorno alla Starship. Le impalcature corrono lungo tutta la Ship 39 e solitamente vengono utilizzate dagli operai per lavorare sullo scudo termico. È quindi probabile che SpaceX voglia effettuare alcune modifiche proprio su questo elemento della Ship 39, sebbene fosse già stato completato.

Lavori alle infrastrutture di terra

Oltre alla realizzazione dei nuovi prototipi, proseguono i lavori sulle infrastrutture di terra a Starbase e in altri siti. In Texas e in Florida, in particolare, avanza rapidamente la costruzione delle due Gigabay. Questi edifici serviranno a velocizzare l’assemblaggio di Starship e Super Heavy, permettendo di sostenere un’elevata frequenza di lanci. Ogni Gigabay ospiterà infatti 24 diverse postazioni di lavoro.

Gli operai di SpaceX sono impegnati anche al sito di lancio per completare il Pad 2 e prepararlo al debutto operativo. Nel corso di dicembre sono state osservate in più occasioni fuoriuscite di gas, segno di test in corso per verificare il corretto funzionamento delle infrastrutture.

I lavori si sono concentrati inoltre sui bracci della nuova Mechazilla, con l’installazione di nuovi attuatori. Questi componenti consentono ai bracci di aprirsi e chiudersi, sia per sollevare i prototipi sia per catturarli al volo durante le fasi di rientro.

Proseguono anche le attività sul Quick Disconnect Arm (QDA) della nuova Mechazilla, l’ultimo grande elemento installato al Pad 2. Questo braccio avrà il compito di rifornire il secondo stadio di Starship e SpaceX si sta preparando all’installazione delle tubazioni finali. Il 6 gennaio infatti, sono iniziati i lavori per l’installazione della sezione terminale del braccio, quelle che poi si connetterà effettivamente al vettore.

A Massey, il sito dedicato ai test, SpaceX ha invece fatto installare una nuova struttura sul pad utilizzato per gli static fire test di Starship. È probabile che si tratti di un supporto pensato per rendere le future Ship più stabili durante l’accensione dei motori. Non si esclude inoltre che questa struttura possa essere utilizzata per collaudare i punti di aggancio superiori, necessari al docking tra Starship, e i sistemi di trasferimento dei propellenti. Prima delle operazioni in orbita, infatti, SpaceX dovrà testare questi elementi a terra per ridurre il più possibile il rischio di problemi.

Anche al sito di McGregor, in Texas, SpaceX sta lavorando alla realizzazione di una nuova struttura, una delle più enigmatiche tra quelle attualmente in costruzione. Al momento non è chiaro quale sarà la sua funzione, ma l’ipotesi più accreditata è che si tratti di uno stand dedicato ai test dei motori della Starship HLS.

Questa variante di Starship, sviluppata per le missioni lunari, sarà infatti dotata di motori posizionati a metà altezza del veicolo, una soluzione pensata per ridurre il sollevamento di regolite durante le fasi di atterraggio allunaggio.

Tags: booster 19Lancioship 39SpaceXStarbaseStarshipSuper Heavy

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