Michael Nicolls, Vicepresidente dell’ingegneria di Starlink, ha dichiarato il 1 gennaio 2026, che SpaceX sta avviando una profonda riconfigurazione della propria costellazione satellitare con l’obbiettivo di aumentare la sicurezza nello spazio e rendere più sostenibile l’orbita bassa terrestre.
All’interno di questa nuova configurazione, SpaceX inizierà ad abbassare l’orbita di tutti i satelliti Starlink posizionati a circa 550 chilometri di quota. Questa operazione si svolgerà nel corso di tutto il 2026. Il piano coinvolge oltre 4400 satelliti, che verranno portati progressivamente a circa 480 chilometri di altitudine.
L’operazione nasce dalla necessità di ridurre il rischio di collisioni e di accelerare il rientro atmosferico in caso di guasto. Con l’avvicinarsi del minimo solare, l’atmosfera terrestre si contrae e rallenta il decadimento orbitale naturale. Abbassare le orbite consente quindi ai satelliti di rientrare più rapidamente, limitando la permanenza di oggetti non controllabili. La manovra viene coordinata con altri operatori e con le autorità regolatorie, in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza e alla gestione responsabile dello spazio.
Questa scelta segue anche quanto accaduto il 18 dicembre, quando un satellite Starlink ha subito una rottura in orbita. Il veicolo sta ora rientrando in maniera incontrollata e l’evento ha comportato il rilascio di alcuni detriti, rafforzando l’attenzione sui rischi legati ai satelliti non più manovrabili.
Orbite più sicure e con meno detriti
La scelta di abbassare le orbite Starlink si inserisce in un quadro di forte espansione della costellazione e di aumento degli utenti attivi. Durante il minimo solare, la ridotta attività del Sole diminuisce la densità dell’atmosfera superiore. Questo fenomeno prolunga la permanenza dei satelliti in orbita se smettono di funzionare. Portare i satelliti da 550 a 480 chilometri riduce il tempo di decadimento balistico di oltre l’80%. Un satellite che resterebbe in orbita per più di quattro anni potrà rientrare in pochi mesi.
Le orbite sotto i 500 chilometri risultano anche meno affollate. Qui si concentra un numero inferiore di detriti spaziali e di costellazioni pianificate. Questo riduce la probabilità di collisioni e abbassa il rischio di eventi a catena. SpaceX evidenzia inoltre l’elevata affidabilità dei propri satelliti. Su oltre 9000 unità operative, si sono verificati solamente due guasti che hanno portato a rientri incontrollati. Nonostante questi numeri, SpaceX punta a ridurre al minimo l’impatto di eventuali guasti non controllabili.
In 2025, median peak-hour global speeds increased by over 50%, with median download speeds averaging over 200 Mbps, typical upload speeds of more than 30 Mbps, and a median global latency around 26 ms pic.twitter.com/plAxTXsmbh
— Starlink (@Starlink) December 31, 2025
Satelliti più bassi, satelliti più efficaci
La riorganizzazione della costellazione procede in parallelo con una crescita senza precedenti del servizio. Nel solo 2025, SpaceX ha effettuato oltre 120 lanci del Falcon 9 dedicati a Starlink. Queste missioni hanno portato in orbita 3169 nuovi satelliti, aggiungendo più di 270 terabit al secondo di capacità complessiva alla rete. L’elevata cadenza di lancio ha permesso di rispondere a una domanda globale in forte aumento per connessioni internet affidabili e ad alta velocità.
Per questo motivo l’abbassammento dell’orbita a 480 km non è solo un’operazione al servizio della sicurezza spaziale, ma servirà anche per aumentare la velocità del servizio. I satelliti a 480 km hanno una latenza minore, essendo più vicini ai terminali finali e alle ground station. Un vantaggio non banale.
Parallelamente, Starlink sta ampliando il perimetro dei propri servizi. In collaborazione con 27 operatori di rete mobile a livello globale, il programma Direct to Cell punterà ad offrire connettività per dati, voce e messaggistica in aree prive di copertura terrestre.
L’obbiettivo del 2026 di SpaceX sarà senza dubbio quello di lanciare la prossima generazione di satelliti Starlink, i V3. Nel corso dell’anno, due voli di prova di Starship hanno trasportato e rilasciato finti satelliti, aprendo la strada alle future costellazioni Starlink e Direct to Cell. Nel 2025, il servizio ha connesso oltre 46 milioni di nuovi clienti attivi, raggiungendo un totale di 9,2 milioni di utenti. In questo contesto, l’abbassamento delle orbite si inserisce come una misura tecnica volta a gestire l’espansione della costellazione riducendo i rischi operativi e l’impatto a lungo termine sull’orbita bassa terrestre.











