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Un satellite Starlink di SpaceX si è rotto in orbita dopo un malfunzionamento interno

Andrea D'Urso di Andrea D'Urso
Dicembre 21, 2025
in News, Space economy, SpaceX
Starlink-35956 ripreso da un satellite WorldView-3 di Vantor.

Starlink-35956 ripreso da un satellite WorldView-3 di Vantor.

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Da alcuni giorni sta facendo discutere il comportamento anomalo di un satellite Starlink, visto per la prima volta il 17 dicembre 2025. Si tratta del satellite Starlink-35956, identificato come NORAD ID 66629, parte della rete di SpaceX dedicata all’internet satellitare globale, lanciato il 23 novembre 2025 durante la missione Starlink-11.30. Il satellite orbitava a circa 418 chilometri di quota quando SpaceX ha rilevato un malfunzionamento interno. L’evento ha causato la perdita di comunicazioni del satellite con il centro di controllo e l’inizio di una decadenza orbitale rapida.

Secondo quanto dichiarato da SpaceX, “l’anomalia ha causato lo sfiato del serbatoio di propulsione, un rapido decadimento del semiasse maggiore di circa 4 km e il rilascio di un piccolo numero di oggetti tracciabili a bassa velocità relativa”.

Nelle ore successive, osservatori indipendenti hanno individuato proprio tali frammenti, probabilmente dovuti allo sfiato del sistema di propulsione. SpaceX ha chiarito che non si è trattato di una collisione con detriti o con altri satelliti, ma di un problema interno al satellite. L’azienda ha comunicato l’accaduto il 18 dicembre, coordinandosi con la Space Force e la NASA per il monitoraggio. Secondo le stime, il satellite rientrerà in atmosfera in modo incontrollato, disintegrandosi completamente, entro poche settimane.

Da maggio 2019 SpaceX ha portato in orbita 10799 Starlink e, secondo le analisi dell’astronomo Jonathan McDowell, più di mille sono già rientrati in atmosfera distruggendosi. Ciò è dovuto sia a problemi emersi subito dopo la separazione e rilascio dal secondo stadio, sia perchè ormai prossimi alla fine della loro vita operativa.

I problemi con il satellite Starlink

L’anomalia di Starlink-35956 rappresenta un evento raro per una flotta che conta migliaia di satelliti operativi. Dopo il guasto, lo Starlink ha iniziato a ruotare in modo incontrollato, una condizione nota come tumbling. Questa dinamica rende impossibile qualsiasi manovra correttiva o deorbit controllato.

Il rilascio di frammenti, descritto come limitato e a bassa velocità relativa, non ha generato rischi immediati per altri satelliti. Nessun operatore ha dovuto eseguire manovre evasive, per lo meno per quanto dichiarato attualmente. Anche la Stazione Spaziale Internazionale non corre pericoli, poiché l’orbita del satellite resta al di sotto delle quote operative della ISS.

SpaceX prevede che il satellite si disintegri completamente durante il rientro, come già accaduto in passato. I satelliti Starlink sono progettati per essere demisable, cioè per bruciare quasi totalmente in atmosfera, evitando in questo modo che i detriti arrivino a Terra e possano rappresentare un pericolo.

Dal punto di vista operativo, l’impatto sul servizio è nullo. La costellazione Starlink si basa su un’elevata ridondanza, e la perdita di un singolo elemento non influisce sulla copertura globale.

However, it looks like that data point was wrong (they tracked a debris object or something) as new Space Force data show Starlink-35956 is still in the original orbit https://t.co/LkwKLlMxSS pic.twitter.com/22kLUMr3PZ

— Jonathan McDowell (@planet4589) December 19, 2025

L’episodio si inserisce però in un contesto più ampio. Solo pochi giorni prima, il 12 dicembre, si era infatti sfiorato un incidente tra un satellite Starlink e un satellite cinese. I due oggetti sono transitati a una distanza estremamente ravvicinata, stimata in circa 200 metri, evidenziando i rischi legati alla crescente congestione dell’orbita bassa terrestre.

Nel solo primo semestre del 2025, i satelliti di SpaceX hanno seguito oltre 145.000 manovre evasive automatiche, secondo quanto riportato in un report della FCC. Eventi come questo evidenziano i limiti dei sistemi attuali, soprattutto quando un satellite perde il controllo.

L’azienda sta indagando sulle cause e ha già distribuito aggiornamenti software alla flotta. L’obiettivo resta ridurre a zero i satelliti non controllabili in orbita. Il caso Starlink-35956 non rappresenta un’emergenza, ma sottolinea le sfide della sicurezza orbitale nell’era delle megacostellazioni. Sembrerebbe però che, proprio a causa di questo incidente, SpaceX abbia rimandato l’ultimo lancio Starlink del 2025 all’inizio del prossimo anno.

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Tags: CostellazioneDetritiISSsatellitiSpaceXstarlink

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