• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Perché in Sicilia è stata sospesa la costruzione del telescopio Flyeye per la difesa planetaria?

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Settembre 9, 2024
in Agenzie Spaziali, News, Scienza, Spazio Italiano
Il telescopio Flyeye. Credits: OHB

Il telescopio Flyeye. Credits: OHB

Condividi su FacebookTweet

Venerdì 6 settembre 2024 si sarebbe dovuta tenere la cerimonia della posa della prima pietra del telescopio Flyeye dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), a 1865 metri di altitudine sulla cima del Monte Mufara, in Sicilia in provincia di Palermo.

Il telescopio Flyeye sarà il primo di una rete di osservatori europei destinati al monitoraggio dei NEO (Near-Earth Objects, asteroidi e detriti spaziali che potrebbero costituire un pericolo per la Terra). Alla cerimonia dovevano presenziare Josef Aschbacher, Direttore Generale dell’ESA, Teodoro Valente, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, e Renato Schifani, Presidente della Regione Sicilia.

Tuttavia, il TAR della Sicilia ha imposto uno stop ai lavori, in seguito alla protesta di alcune associazioni ambientaliste preoccupate per l’impatto ambientale in una zona protetta. Il sito osservativo infatti, ideale per le condizioni di osservabilità del cielo, si trova in una zona di tutela integrale del Parco delle Madonie. Le proteste, che hanno dato luogo a un presidio in loco, si sono basate sulla presunta assenza di alcuni pareri e autorizzazioni. Per il 24 settembre è attesa la decisione finale della camera di consiglio per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare.

ANNUNCIO

Una rete di telescopi per la difesa planetaria

Il telescopio Flyeye è la prima unità di una rete globale di telescopi per il monitoraggio di NEO sviluppata dal Programma di Sicurezza Spaziale dell’ESA. I telescopi Flyeye saranno quattro, in Italia, Australia, Argentina e Messico, e scansioneranno continuamente il cielo durante la notte, identificando automaticamente i potenziali oggetti pericolosi vicini alla Terra.

La rilevazione degli asteroidi avverrà con una settimana di anticipo rispetto al possibile impatto grazie a un’osservazione ottica estremamente dettagliata. Ogni telescopio può intercettare un oggetto orbitante di 8 cm a circa 1000 km di distanza.

Il nome “Flyeye” deriva dal design ottico unico del telescopio, ispirato alla struttura dell’occhio composto di una mosca. Questo sistema innovativo suddivide la luce che raccoglie in diverse telecamere, ampliando enormemente il campo visivo rispetto ai telescopi tradizionali.

Design strutturale a
Design strutturale a “occhio di mosca” del telescopio Flyeye. Credits: OHB

Tale caratteristica permette a Flyeye di monitorare vasti settori del cielo in modo più efficiente, aumentando la probabilità di intercettare eventuali oggetti pericolosi. L’obiettivo finale di questo progetto è fornire un avviso tempestivo nel caso in cui uno di questi oggetti sia in rotta di collisione con la Terra.

ANNUNCIO

Flyeye in Sicilia

Il sito di Monte Mufara è stato selezionato nel 2019 come il sito migliore d’Italia per l’installazione del primo Flyeye, attraverso uno studio condotto da Agenzia Spaziale Italiana (ASI). ASI ha identificato Mufara come il luogo ideale grazie alla sua altitudine, alla bassa latitudine (che permette l’accesso a parte del cielo australe), al bassissimo inquinamento luminoso del sito e alla sua geometria “a cono”, utile a prevenire la formazione di turbolenza atmosferica che degraderebbe le immagini ottenute al telescopio.

Per queste ragioni sul Monte Mufara già esiste, ed è operativo, un telescopio, il WMT, gestito dal Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche GAL Hassin di Isnello. Un sito che ospita diverse infrastrutture di servizio, e in cui le norme vigenti consentono la realizzazione di infrastrutture a carattere scientifico, come ha spiegato a nome della giunta dell’Unione delle Madonie il presidente Luigi Iuppa.

Tuttavia, il Parco delle Madonie all’interno del quale si trova la zona prescelta per Flyeye è un’area di grande valore ecologico e naturale. Le autorità locali e i gruppi ambientalisti hanno sollevato preoccupazioni riguardo all’impatto che una struttura di tali dimensioni potrebbe avere su questa zona protetta, ricca di biodiversità e habitat sensibili.

Infatti, i lavori per la realizzazione del telescopio prevedono una serie di attività che le associazioni reputano lesive della natura, tra cui sbancamenti, ovvero l’escavazione e rimozione di terra e materiali dal sito, e la realizzazione di un grande edificio alto oltre 13 metri e con una superficie di 800 metri quadrati, con un volume edilizio totale di 3 540 metri cubi. Inoltre, sono stati programmati la costruzione di una nuova strada carrozzabile per l’accesso alla cima della montagna e di un parcheggio per l’osservatorio.

Rappresentazione artistica del telescopio Flyeye all'interno della struttura dell'osservatorio una volta completato, sulla cima del Monte Mufara in Sicilia. Credits: EIE Group, ASI
Rappresentazione artistica del telescopio Flyeye all’interno della struttura dell’osservatorio una volta completato, sulla cima del Monte Mufara in Sicilia. Credits: EIE Group, ASI

La sospensione della costruzione

Diverse associazioni ambientaliste da tempo sono schierate contro il progetto. Più volte sono intervenuti la Regione e il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, con decisioni che hanno rallentato il procedimento autorizzativo. L’ESA ha però sempre mantenuto la sua scelta, a dispetto della possibilità di trasferire alle Isole Azzorre osservatorio e telescopio.

Alla fine, la scorsa settimana il TAR della Sicilia ha accolto la richiesta di misure cautelari e urgenti presentata dalle associazioni, sospendendo i lavori in realtà già iniziati il 27 agosto in una “zona A” , ovvero di tutela integrale, all’interno del parco. Il tribunale ha ritenuto che ci siano effettivamente aspetti di illegittimità da approfondire.

Alcune associazioni ambientaliste come Club Alpino Italiano, Legambiente Sicilia, Lipu e Wwf Sicilia hanno tenuto un presidio alle pendici del Monte Mufara proprio il 6 settembre, data scelta per la posa della prima pietra.

Cosa succederà ora?

La sospensione della costruzione del telescopio Flyeye non significa la fine del progetto, così come non significa che l’osservatorio non sarà più costruito in Sicilia. Attualmente, si sta lavorando per trovare una soluzione che possa garantire la ripresa dei lavori senza compromettere l’ambiente naturale del Parco delle Madonie. L’ESA e le autorità locali sono impegnate in negoziati per ottenere le necessarie autorizzazioni e studiare eventuali modifiche al progetto, che potrebbero ridurre l’impatto sull’ecosistema della zona.

Una delle opzioni in discussione potrebbe essere la relocalizzazione del telescopio in un’altra area che presenti minori vincoli ambientali, anche se questa possibilità comporterebbe ulteriori ritardi e costi aggiuntivi. Un’altra strada percorribile è quella di adottare misure tecniche innovative per rendere l’impatto ambientale il più limitato possibile, come l’adozione di tecnologie che riducano il disturbo alle specie locali.

Nonostante i ritardi, l’importanza strategica del Flyeye per la sicurezza spaziale non è in discussione, e ci si aspetta che i lavori riprendano una volta risolte le problematiche attuali.

Tuttavia, il caso solleva una questione più ampia sulla difficoltà di conciliare l’innovazione tecnologica con la protezione dell’ambiente, soprattutto in aree di grande valore naturalistico. Un tema che toccherà presto da vicino anche la scelta del sito per il futuro rilevatore di onde gravitazionali di nuova generazione, Einstein Telescope, per il quale ricordiamo l’Italia è candidata con la Regione Sardegna.

Da oltre due anni, qui pubblichiamo articoli di informazione e approfondimento per il settore spaziale, mentre sui social raccontiamo e commentiamo l’esplorazione dello spazio e seguiamo insieme in live i principali eventi. Ma facciamo anche molto altro. Puoi supportare la nostra attività di giornalismo e divulgazione entrando in Astrospace ORBIT, dove avrai accesso a tutti i vantaggi esclusivi della community di Astrospace.



© 2024 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. Questo articolo può essere riprodotto o distribuito integralmente solo con l’autorizzazione scritta di Astrospace.it o parzialmente con l’obbligo di citare la fonte.
Tags: Difesa planetariaTelescopio

Potrebbe interessarti anche questo:

I tecnici Jessica Sabattier e Christophe Hurst mentre con uno dei segmenti dell'Extremely Large Telescope. Credits: Safran Reosc

Entro il 2026 saranno completati i 931 segmenti dello specchio primario dell’ELT

Ottobre 7, 2026
Render artistico del Thirty Meter Telescope. Credits: Thirty Meter Telescope

Il consorzio del Thirty Meter Telescope rifiuta l’offerta della Spagna per costruire l’osservatorio a La Palma

Settembre 30, 2026
Render artistico del lander Don Quijote della missione europea RAMSES che sarà fatto atterrare sulla superficie dell'asteroide Apophis. Credits: EMXYS

L’ESA assegna alla spagnola EMXYS la realizzazione del lander Don Quijote per la missione RAMSES

Luglio 14, 2026
Campo stellare nella costellazione del Lupo osservato dal Vera C. Rubin Observatory. L'immagine mostra milioni di stelle della Via Lattea e le deboli nubi di gas e polveri interstellari note come cirri galattici, riprese con un livello di dettaglio senza precedenti. Credits: NSF–DOE Vera C. Rubin Observatory/NOIRLab/SLAC/AURA

Comincia il Legacy Survey of Space and Time, la grande missione scientifica del Vera C. Rubin Observatory

Giugno 30, 2026
Il tubo centrale di RAMSES, alto 1.55 metri, costituisce la struttura portante della sonda attorno alla quale verranno assemblati tutti gli altri componenti. Credits: OHB

Prosegue la costruzione di RAMSES, la missione ESA che studierà da vicino l’asteroide Apophis

Giugno 25, 2026
Render artistico di asteroidi.

REMORA: la proposta britannica per una flotta autonoma di CubeSat verso gli asteroidi

Giugno 15, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • starship starlink

    Oltre mille manovre evasive al giorno per i satelliti Starlink

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Ecco le prime immagini della Terra acquisite dai satelliti Eaglet II della costellazione italiana IRIDE

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Entro il 2026 saranno completati i 931 segmenti dello specchio primario dell’ELT

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • SpaceX verso una rete mobile Starlink

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Ott 17
10:00 am - 6:00 pm

ESPLORAZIONI 2026

Vedi Calendario

Gli ultimi approfondimenti

Il Nancy Grace Roman Space Telescope incapsulato all'interno del Falcon Heavy che lo lancerà nello spazio il 30 agosto 2026.

Quando, dove e perché seguire il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Agosto 29, 2026
Eclissi parziale di Luna

È in arrivo un’eclissi parziale di Luna, visibile anche dall’Italia: ecco come e quando osservarla

Agosto 26, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
ANNUNCIO


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162