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La FAA ha concluso le indagini sull’ultimo lancio fallito di Blue Origin

Andrea D'Urso di Andrea D'Urso
Settembre 28, 2023
in News, Space economy
Dopo un anno di stop, New Shepard ritornerà presto a volare

New Shepard durante il lift-off della missione NS-13

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La Federal Aviation Administration ha dichiarato concluse le indagini inerenti l’ultimo volo del New Shepard di Blue Origin, risalente al 12 settembre del 2022. A inizio anno, l’azienda di Jeff Bezos era già risalita alle cause che avevano portato al fallimento della missione e alla perdita del booster, ma l’analisi approfondita della FAA ha richiesto più tempo.

Durante il volo, l’ugello del motore BE-3P del booster ha subito un cedimento strutturale a causa delle temperature più alte di quanto previsto. Blue Origin è riuscita a risalire alla fonte del guasto tramite l’analisi dei frammenti dell’ugello, che riportavano “chiara evidenza di danni termici e striature calde derivanti dall’aumento delle temperature di esercizio.”

Per poter ottenere un nuovo permesso di volo, Blue Origin deve completare 21 azioni correttive richieste dalla FAA. Tra queste vi è la “riprogettazione dei componenti del motore e degli ugelli per migliorare le prestazioni strutturali durante il funzionamento”. L’agenzia americana ha richiesto anche alcune modifiche a livello organizzativo.

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La missione fallita era la NS-23 nella quale non c’erano persone a bordo della capsula, ma solo esperimenti scientifici. Fortunatamente quindi, nessuno è rimasto coinvolto. Il New Shepard durante l’incidente ha comunque dimostrato l’affidabilità dei suoi sistemi di sicurezza in quanto la capsula, appena rilevato il problema, si è separata dal booster ed è atterrata correttamente poco dopo in completa sicurezza. Un’importante nota della FAA riguarda il fatto che tutti i detriti sono rimasti all’interno dell’area interdetta e nessuna persona o struttura è rimasta coinvolta.

Presto un nuovo lancio

La prossima missione, la NS-24, sarà una ripetizione di quella precedente, con i medesimi esperimenti scientifici a bordo. In questo modo Blue Origin potrà collaudare le nuove modifiche senza passeggeri a bordo. L’azienda ha dichiarato che riprenderà a volare a breve, probabilmente già nei primi giorni di ottobre. Questo fa presupporre che siano riusciti già a completare tutte e 21 le azioni correttive proposte dalla FAA.

Il prossimo volo con equipaggio invece, è previsto non prima di febbraio del prossimo anno, sempre che non emergano problemi durante la missione NS-24.

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Prima dello stop, lo scorso anno Blue Origin aveva completato tre missioni con successo, tutte con un equipaggio a bordo del New Shepard. Per i voli umani, Blue Origin utilizza un apposito booster, l’ultimo prodotto dall’azienda, chiamato Tail-4 e realizzato nel 2018. Per NS-23 invece, avevano fatto volare il Tail-3, completato nel 2017 a uso esclusivo delle missioni cargo.

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Tags: Blue OriginfaafallimentoNew Shepard

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