Viasat ha scelto Rocket Lab per costruire uno dei nuovi satelliti geostazionari destinati al programma Protected Tactical SATCOM-Global (PTS-G) della U.S. Space Force. Il satellite sarà utilizzato per fornire comunicazioni protette alle forze statunitensi e alleate, e sarà progettato per continuare a operare anche in presenza di tentativi di interferenza del segnale.
Viasat aveva ricevuto il 22 maggio 2026 un contratto dalla Space Force per realizzare uno dei primi satelliti del programma. L’ordine iniziale, denominato Swarm 1, comprende costruzione, integrazione, test, lancio e verifiche in orbita del sistema. Viasat rimarrà responsabile principale del progetto, mentre Rocket Lab fornirà il bus satellitare sul quale sarà installato il payload per le comunicazioni sviluppato da Viasat.
Per questa missione Rocket Lab utilizzerà una versione destinata all’orbita geostazionaria della propria piattaforma Lightning, chiamata Lightning-GEO. Il satellite ospiterà un payload Viasat capace di operare nelle bande X e Ka e integrerà diversi componenti prodotti direttamente da Rocket Lab, tra cui sistemi radio per telemetria e controllo, sistemi di alimentazione solare, sensori stellari, ruote di reazione e software di volo.
Il satellite sarà uno dei primi del programma PTS-G, con il quale la Space Force vuole utilizzare satelliti geostazionari più piccoli e più numerosi rispetto ai grandi satelliti per telecomunicazioni militari impiegati tradizionalmente. In questo modo, le comunicazioni non dipenderanno da pochi veicoli di grandi dimensioni, ma potranno essere distribuite tra più satelliti.

Come funzionerà la nuova rete PTS-G
Il programma Protected Tactical SATCOM-Global è stato sviluppato per aumentare la disponibilità di comunicazioni satellitari protette in aree nelle quali i collegamenti possono essere disturbati o intenzionalmente interferiti. I satelliti dovranno quindi integrare capacità anti-jamming e potranno essere riposizionati in orbita per concentrare la copertura nelle regioni dove è necessaria.
Una delle caratteristiche di PTS-G è proprio l’utilizzo di satelliti mini-GEO, veicoli più piccoli che continuano a operare nell’orbita geostazionaria, a circa 36 000 km dalla Terra. Da questa posizione un satellite mantiene apparentemente lo stesso punto nel cielo rispetto alla superficie terrestre, una caratteristica particolarmente utile per fornire collegamenti continui su vaste aree.
La Space Force sta anche cercando di utilizzare soprattutto piattaforme e componenti derivati dal mercato commerciale, riducendo i tempi necessari per sviluppare e costruire nuovi satelliti. La scelta della piattaforma Lightning di Rocket Lab rientra proprio in questo approccio: diversi sottosistemi utilizzati dal satellite derivano infatti dalla produzione già sviluppata dall’azienda per altri veicoli spaziali.
Quello assegnato a Viasat è uno dei due ordini emessi dalla Space Force nell’ambito di questa prima fase del programma PTS-G. Il contratto non riguarda soltanto la costruzione e il lancio del satellite: Viasat dovrà occuparsi anche delle operazioni e del mantenimento del sistema per cinque anni, comprese telemetria e controllo, gestione della rete e requisiti di cybersecurity.
Per Rocket Lab il progetto rappresenta invece un’altra applicazione della piattaforma Lightning, questa volta per una missione operativa in orbita geostazionaria e nel settore delle comunicazioni militari statunitensi.











