La U.S. Space Force ha assegnato a SpaceX un contratto da 2.29 miliardi di dollari per accelerare lo sviluppo dello Space Data Network Backbone, una costellazione in orbita bassa pensata per diventare uno degli strati principali della futura rete di comunicazione militare statunitense nello spazio. L’accordo, annunciato il 26 maggio 2026 dallo Space Systems Command, prevede la consegna di un prototipo pienamente operativo entro la fine del 2027.
Il programma rientra nello Space Data Network (SDN), l’architettura con cui la Space Force vuole collegare in modo continuo sensori, satelliti, centri di comando e sistemi d’arma. Il Backbone avrà il compito di funzionare come rete di trasporto dati ad alta capacità, fornendo collegamenti a bassa latenza su scala globale.
La costellazione sarà realizzata in LEO, con un numero elevato di satelliti. Questo approccio consente di aumentare la resilienza della rete: invece di dipendere da pochi satelliti più grandi, l’architettura usa molti nodi interconnessi, difficili da degradare completamente. Secondo lo Space Systems Command, il sistema includerà una rete di satelliti collegati otticamente, quindi con comunicazioni laser inter-satellite, per trasferire dati senza dover passare continuamente da stazioni a terra.
SpaceX e la rete satellitare militare statunitense
Il contratto conferma il ruolo crescente di SpaceX nelle infrastrutture spaziali militari statunitensi. Il programma SDN Backbone, precedentemente indicato anche come MILNET, è collegato allo sviluppo di Starshield, la famiglia di servizi e satelliti di SpaceX destinata a clienti governativi e di sicurezza nazionale. Starshield deriva dall’esperienza tecnica di Starlink, ma è progettato per applicazioni governative, con requisiti diversi in termini di sicurezza, integrazione e resilienza.
Il Backbone non sostituirà la Transport Layer della Space Development Agency, ma dovrà lavorare insieme a essa. La Transport Layer è la rete di satelliti in LEO sviluppata dalla SDA per trasportare dati tattici e supportare missioni come allerta missilistica, tracciamento e comunicazioni operative. Lo SDN Backbone dovrebbe invece fornire una capacità di backhaul, cioè il trasferimento di grandi quantità di dati attraverso l’architettura complessiva della rete.
L’assegnazione del contratto arriva mentre la Space Force sta investendo sempre di più in costellazioni di satelliti interconnessi. Nella richiesta di budget per l’anno fiscale 2027 sono previsti finanziamenti importanti per lo Space Data Network, inclusi fondi per sviluppo, ricerca e costruzione del Backbone. Il programma potrebbe inoltre supportare future architetture di difesa missilistica degli Stati Uniti, incluso il progetto Golden Dome.











