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Blue Origin lavora ad una proposta per portare astronauti americani sulla Luna prima della Cina

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Ottobre 2, 2025
in Agenzie Spaziali, Esplorazione spaziale, Luna, NASA, News, Space economy
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In questo momento il programma Artemis è in serie difficoltà. Difficoltà non tanto tecnologiche (quelle ci sono sempre state) ma strategiche. Il programma Artemis prevede che astronauti americani tornino sulla superficie della Luna durante la missione Artemis III, e che lo facciano con il lander di SpaceX, una Starship modificata per scendere sulla Luna. La missione Artemis III, che per ora è prevista per il 2027/2028, sarà però di parecchio in ritardo. Alcune analisi indicano che Starship in versione lunare potrebbe non essere pronta entro la fine del decennio.

Non sarebbe un grosso problema, se non fosse che anche la Cina programma un allunaggio con astronauti entro la fine del decennio, e sembra in effetti che possa farcela. Negli Stati Uniti, arrivare secondi sulla Luna non è una opzione che vogliono considerare. Per questo motivo da diversi mesi si discute sul fatto che la Starship potrebbe non essere la scelta giusta.

La NASA ha selezionato SpaceX per fornire il lander lunare nel 2022, dopo una intensa battaglia legale di Blue Origin. Anche l’azienda di Bezos aveva proposto una soluzione, il lander Blue Moon Mk 2, che in seguito è stato comunque selezionato dalla NASA per portare astronauti durante le missioni Artemis 5 e 6, nel prossimo decennio.

Secondo un articolo di Arstechnica, che cita fonti governative, negli Stati Uniti si sta pensando a una soluzione alternativa a Starship per velocizzare il primo allunaggio, solo ed esclusivamente per battere la Cina.

Le opzioni degli Stati Uniti per battere la Cina

Secondo il giornalista di Arstechnica Eric Berger, le soluzioni alternative a cui stanno lavorando gli USA sono le seguenti:

  • Una mini Starship. Una opzione di cui si è parlato, ma che per SpaceX non avrebbe molto senso.
  • Un lander “tradizionale”, cioè un lander simile a quelli dell’era Apollo, costruito da grossi gruppi industriali.
  • Aumentare i finanziamenti a nuove aziende, che già hanno provato a scendere sulla Luna con piccoli lander, come Firefly e Intuitive Machines.

Secondo Eric Berger però, nessuna di queste opzioni è fattibile o comunque probabile. Al contrario invece, sembra che Blue Origin abbia già iniziato a studiare la possibilità di lavorare a un lander Blue Moon più piccolo del Mk 2. Una via di mezzo del lander Mk 1 cargo, che è previsto al lancio a inizio del 2026.

Questo lander andrebbe proprio a soddisfare l’esigenza di arrivare sulla Luna in fretta e probabilmente con solo due astronauti. Il piano inoltre sembra prevedere l’uso di più di uno di questi lander. Non ci sono ancora dettagli precisi né sul lander né sul piano di volo, e inoltre non è un progetto approvato dalla NASA e men che meno finanziato dall’Agenzia. È una soluzione pensata da Blue Origin in modo indipendente, e basata sull’esperienza maturata lavorando al lander cargo Mk1, e alla progettazione del lander Mk2.

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Tags: ArtemisBlue OriginESA ArtemisSpaceX

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